Il primo modulo della formazione Food to Action Academy, in partenza il 14 marzo, è dedicato al complesso e affascinante rapporto tra il cibo e la salute, nostra e del pianeta. Ad anticiparci qualcosa è Andrea Pezzana, direttore della Struttura complessa di nutrizione clinica, Asl Città di Torino e referente scientifico per il tema Cibo e salute di Slow Food.
Le nostre scelte alimentari non si limitano solo a quale cibo, quanto e di che qualità stiamo immettendo nel nostro organismo, ma hanno un impatto potente e determinante sull’ambiente che ci circonda. E allora parlare di dieta oggi non può ridursi a cifre, misure e valori nutrizionali: solo il cibo sano è salute e benessere, per noi e per il pianeta.
È proprio a partire da questa considerazione che vogliamo iniziare il nuovo percorso formativo pensato appositamente per i soci Slow Food, la Food to Action Academy: 5 moduli tematici, ognuno dedicato a un tema centrale di Slow Food e articolato in 4 lezioni. Nelle prime 3 nutrizionisti e agronomi, antropologi ed economisti, contadini custodi di biodiversità e giovani attivisti approfondiscono il tema, mentre a guidarci in quella che è una vera e propria lezione di cucina online è una cuoca o un cuoco dell’Alleanza Slow Food.
La prima sessione inizia il 14 marzo e la partecipazione è gratuita per tutti i soci: scopri qui il programma e associati o rinnova la tua tessera per entrare nell’Academy di Slow Food!

Come dicevamo, il primo modulo dell’Academy è dedicato al rapporto tra cibo e salute, all’importanza della biodiversità per il nostro benessere e alla riscoperta della dieta mediterranea.
Per entrare più a fondo nell’argomento abbiamo chiesto un aiuto ad Andrea Pezzana, direttore della Struttura complessa di nutrizione clinica della Asl Città di Torino e referente scientifico per il tema Cibo e salute di Slow Food, che sarà fra i relatori del primo incontro. Intanto ve lo presentiamo.
Andrea, la collaborazione con Slow Food è ormai di lunghissima data, come è iniziato questo dialogo con l’associazione della chiocciola?
«Oltre vent’anni fa, nell’ospedale in cui lavoravo, decidemmo di lanciare una sperimentazione “visionaria”, in cui pazienti e operatori sanitari seguivano un percorso alimentare fatto di incontri con i produttori e laboratori a tema, anche su cibi meno usuali. Poi ho avuto una carica nel consiglio di Slow Food e, negli ultimi anni, la responsabilità scientifica del tema Cibo e Salute».
Parliamo di un percorso senza dubbio innovativo per quegli anni. Possiamo dire che nel frattempo il concetto stesso di dieta si sia evoluto?
«Assolutamente: oggi se parliamo di dieta, l’attenzione non è solo numerica ma anche alla qualità e all’origine degli alimenti. Il concetto di salute si è evoluto verso l’approccio One health, che concepisce la salute come quella del sistema in senso lato e quindi non solo umana, ma anche vegetale e animale, delle acque e dei terreni e in generale del pianeta».
Questa visione però non è nuova a Slow Food…
«Infatti, anche quando non se ne parlava ancora, noi avevamo già le idee molto chiare. E quello che alcuni anni fa sembrava visionario, oggi è riconosciuto come strategia vincente anche dalla Fao: ridurre l’estrema industrializzazione delle produzioni, sostenere i produttori di piccola scala locali per mantenere vive le nostre tradizioni, la nostra biodiversità».
Parlando di biodiversità: poco meno di un anno fa, Slow Food ha pubblicato il documento Il nostro cibo è la nostra salute, in cui illustra la posizione completa sul tema e sulla relazione tra sistemi alimentari, dieta e salute. In apertura c’è una frase: solo con la biodiversità si nutre il pianeta. Non staremo esagerando nell’affermarlo?
«No, perché è proprio la biodiversità il grande elemento di connessione tra tutti gli ambiti di intervento di Slow Food, salute inclusa. La differenza nutrizionale tra i cibi industriali e quelli più naturali, o tradizionali, sta infatti nei micronutrienti. E anche dal punto di vista nutrizionale stiamo capendo che il microbiota – non solo il nostro, ma anche quello vegetale, quello negli animali – fa la differenza in termini di salute, di resilienza, di cambiamenti climatici. È quella che io chiamo “la rivincita dell’invisibile”».
Quali sono allora oggi le principali sfide che ci troviamo ad affrontare nel costruire diete sane?
«Oggi le sfide sono meno di una volta, ma non per questo meno insidiose. Spesso la scelta che può sembrare più facile o più immediata è quella meno salutare. Per esempio, sfatiamo il mito che una dieta sana costa molto: di che costo parliamo? Il cibo low cost ha un prezzo nascosto che qualcuno ha già pagato o che prima o poi pagheremo tutti, per esempio in termini ambientali. Pensiamo anche al costo di alcuni cibi animali, che potrebbe sembrare basso ma paragonato a vegetali, cereali, legumi è altissimo.
Quindi lo sforzo a cui siamo chiamati è quello di una maggiore attenzione, cultura, ricerca del nostro cibo, che può partire per esempio dalla corretta lettura dell’etichetta. In questo i giovani ci possono insegnare tantissimo: la spinta nel cercare diete sane e sostenibili arriva da loro».
Andrea, sarai tra i relatori del primo incontro di Food to Action Academy dal titolo Una dieta Slow per nutrire il pianeta: descrivici la dieta slow in tre parole.
«Tempo. Ci hanno insegnato che quello speso per cercare cibo buono e sano e per cucinarlo era un tempo perso, in realtà è un investimento per la salute: la chiave per riscoprire il rapporto cibo-salute-ambiente sta anche nel riconoscere la qualità del tempo.
Tradizione: ricerchiamola e rispettiamola, perché molto spesso ha anticipato i saperi scientifici.
Attenzione. Ne abbiamo bisogno per la grande sfida che abbiamo davanti: sfamare un mondo di oltre 8 miliardi di persone».
Se volete saperne di più sulle connessioni tra cibo, salute e benessere del pianeta, vi aspettiamo al primo modulo di Food to Action Academy, in partenza il 14 marzo: iscriviti qui!
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Il tema Cibo e salute è sviluppato grazie al sostegno di Reale Mutua, mentre Housatonic, Sostenitore ufficiale di Slow Food Italia, ha supportato il percorso Food to Action Academy.
