Una sana alimentazione aiuta a preservare e migliorare la salute. È una regola che vale sempre, fin da piccoli, e addirittura anche da prima.
Infatti, numerosi studi scientifici hanno dimostrato che le abitudini alimentari e di vita della mamma, fin dal periodo della gravidanza, influenzeranno lo sviluppo e lo stato di salute del nascituro.
Una donna che non riesce a tenere sotto controllo il peso e che aumenta di 15-20 kg durante i nove mesi fa correre al figlio seri rischi di diventare obeso, o comunque sovrappeso, in età scolare, nonostante alla nascita presenti un peso nella norma.
Un’attenzione alta durante il periodo prenatale non è solo la “ricetta” per diminuire i rischi di patologie legate al peso. Sono tanti i risvolti benefici.
Nella vita fetale cominciano le stimolazioni del gusto e questo avviene grazie ai recettori olfattivi che si formano fin da subito e funzionano, anche se il piccolo ancora non respira. A stuzzicare i sensi del feto, infatti, sono le sostanze presenti nel liquido amniotico, che derivano da tutto ciò che mangia e digerisce la mamma.
Nella pancia ognuno di noi inizia ad abituarsi alle componenti aromatiche che segneranno quello che ci piacerà o meno quando saremo cresciuti.
Un bambino sarà più “in forma” se nasce e cresce in un contesto famigliare e “di vita” caratterizzato da benessere e da abitudini alimentari sane ed equilibrate.
Non è necessario inventare ricette o nuovi trend alimentari. Basta seguire un regime variegato che comprenda principalmente verdure, legumi e cereali, con poca carne e formaggio. Insomma, la classica dieta mediterranea.
Le sostanze benefiche che la mamma digerisce passano nel latte e il neonato si abitua così a tanti sapori e aromi che poi riconoscerà una volta cresciuto, quando inizierà lo svezzamento.
Ci sono anche altri elementi che contribuiscono a far diminuire i rischi per i bambini, soprattutto dell’obesità: è meglio allattare il neonato al seno, quando possibile, almeno fino ai 5-6 mesi e proseguire anche dopo il divezzamento.
Inoltre, è fondamentale il sonno. Se oltre a non mangiare bene, un bimbo dorme poco, le sue possibilità di crescere patologicamente sovrappeso aumentano vertiginosamente.
Antonio Del Vecchio
Direttore Struttura Complessa di Terapia Intensiva Neonatale e Neonatologia di Bari
tratto dal numero 5/2018 di Slow, la rivista di Slow Food Italia