Barbara Nappini: «la vita è più bella se ci prendiamo cura del vivente tutto»

Dedichiamo questo bilancio 2022 a tutti coloro che come noi sono convinti sia possibile disegnare un futuro migliore, a partire dal cibo.

Noi tutti siamo partecipi di un percorso: attivisti, dirigenti, volontari, soci, e coloro che ancora non sono soci, ma che ci seguono con simpatia, a volte con severità, sempre con interesse.

Barbara Nappini bilancio sociale

Nel corso dell’anno ci siamo interrogati sul senso dei nostri progetti: perché ogni tanto è importante soffermarsi a riflettere e guardarsi dall’esterno.

E alla fine ci siamo risposti che la vita è più bella quando si prova la connessione: il senso di sicurezza che tutti andiamo cercando non viene dal controllo, ma da una rete relazionale e dal senso di appartenenza a una comunità. Prendersi cura non solo di sé e della propria famiglia, ma anche di chi ci sta vicino, dell’ambiente in cui viviamo e degli ecosistemi e le comunità dall’altra parte del mondo, per sentirsi in sintonia col vivente tutto.

Vicino o lontano, ci riguarda

E infatti nel corso del 2022 ci siamo occupati di chi è a noi più vicino e di chi è talmente lontano che nemmeno lo vediamo…

Vicino: la sovranità alimentare che da decenni Slow Food promuove supportando i nostri “sistemi locali del cibo”.

Lontano: il nostro punto di vista sulle proteste che hanno squassato l’Iran. Proteste che hanno visto protagoniste le donne ma che riguardano molte altre questioni: l’isolamento della nazione, l’aumento della microcriminalità, le disuguaglianze sociali, la disoccupazione e l’irresponsabilità dell’establishment iraniano, e in generale i diritti umani sistematicamente calpestati.

Vicino: le donne pastore e le donne del cibo in generale. «Le donne e la terra sono sfruttate allo stesso modo: sono trattate come territori di conquista e utilizzate come risorse», dice Maria Reyes, femminista messicana di 19 anni, attivista per la crisi climatica.

Vicino e lontano: siamo andati di persona, per vedere coi nostri occhi, su quelle navi che portano in salvo esseri umani provenienti da molto lontano, che poi diventano nostri vicini. Abbiamo portato il riso Gigante Vercelli del nostro Presidio sulla Ocean Viking: quel riso lo riescono a cuocere nei bollitori elettrici in grandissime quantità, e sembra produrre l’effetto di un pasto “vero”: un alimento familiare a molti, un cibo confortante, un piccolo rituale conviviale in un contesto tanto difficile, dove si combatte – letteralmente – per vivere.

Quello che si fa come attivisti Slow Food non è sacrificio ma l’opportunità di una vita piena e ricca di significato. La connessione naturale col prossimo, su questo Pianeta che abitiamo insieme a miliardi di animali e di piante è il nuovo orizzonte possibile, l’orizzonte di un progresso armonico, di pace e bellezza, di un buon vivere che è diritto di tutti.

Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia

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