Presìdi Slow Food del Caffè: prime comunità della Slow Food Coffee Coalition

Tutto inizia a Huehuetenango, con la prima visita alle comunità delle terre alte guatemalteche. Era il 2002 e con quella prima esplorazione nasceva la prima cellula della rete di caficultori sotto l’egida della Chiocciola.

Da allora abbiamo accompagnato queste comunità di contadini fino alla creazione di solida rete di sette Presìdi: due in America Centrale (Huehuetenango in Guatemala appunto, montagna Camapara in Honduras) e cinque in Africa (Harenna in Etiopia, Luwero e Monte Elgon in Uganda, le isole di Ibo in Mozambico e la robusta di São Tomé e Príncipe).

Ed è proprio dal racconto di queste comunità e del lavoro cha abbiamo fatto insieme a loro grazie ai Presìdi Slow Food che vogliamo partire per un viaggio che ci porterà a scoprire tutta la biodiversità del caffè.

Un racconto destinato a crescere: da questo nucleo di comunità prende il via la Slow Food Coffee Coalition, una rete inclusiva e collaborativa che unisca tutti gli attori della filiera. L’invito a partecipare è rivolto a tutte e tutti, a partire dalla firma del Manifesto che delinea le ambizioni della rete: tutela dell’ambiente, sicurezza alimentare e salvaguardia dei diritti fondamentali dell’uomo. Con il Manifesto della Slow Food Coffee Coalition proponiamo la trasparenza e la tracciabilità perché i consumatori sappiano da chi è stato prodotto il caffè e dove.

Dobbiamo dare la giusta importanza al lavoro degli agricoltori, nasce una nuova era del caffè: entra anche tu a farne parte!

I Presìdi del Caffè – L’America centrale

Caffè delle terre alte di Huehuetenango – Guatemala

Il Guatemala è un sogno a occhi aperti. Un Paese che chi ha la fortuna di visitare offre meraviglia a ogni angolo. Huehuetenango, comune ai piedi della Cuchumatanes la più alta catena montuosa non vulcanica del Centro America, è una delle aree più vocate del Paese per la caficoltura.

La regione comprende altitudini che vanno dagli 850 ai 3700 metri e vive una straordinaria varietà di ecosistemi, dal bosco umido subtropicale alle pinete. Qui, le correnti d’aria calda provenienti dall’istmo di Tehuatepec incontrano l’aria fredda che soffia sulle montagne dei Cuchumatanes e consentono di coltivare caffè fino a 1900 metri. Ed è proprio a queste altitudini che si ottiene il prodotto migliore. Il Presidio ha voluto sostenere le popolazioni indigene locali: i Mam, gli Akateco, i Chuj, i Kanjobal, gli Jacaltechi che, nonostante costituiscano la maggior parte della popolazione, si ritrovano a essere tra i più poveri al mondo. Le cause le possiamo immaginare: una secolare esclusione sociale, aggravata dalla crisi internazionale dei prezzi del caffè dei primi anni Duemila, hanno minato le loro già fragili condizioni. L’incontro con Slow Food ha favorito la diversificazione (introducendo altri prodotti come il peperoncino, anice, ortaggi) e soprattutto l’idea di puntare tutto sul caffè d’altura di alata qualità, che in queste zone ci regala uno dei prodotti migliori al mondo. Oggi insieme a noi lavorano circa 200 produttori.

Il caffè del Presidio si ottiene da piante di Coffea arabica (delle varietà Typica, Bourbon e Caturra) coltivate all’ombra di alberi ad alto fusto. La raccolta è manuale: le ciliegie sono staccate una a una e riposte in ceste di vimini legate ai fianchi. I chicchi sono estratti dalle bacche artigianalmente, attraverso un delicato processo di fermentazione che inizia entro quattro ore dalla raccolta e dura 24-36 ore.

Il risultato è un caffè dpalla iacevole acidità, con sentori di frutta secca e caramello

Caffè della montagna Campara – Honduras

Non esistono testimonianze precise circa l’arrivo del caffè in Honduras, ma si pensa che i semi siano giunti dal Costa Rica alla fine del XVIII secolo con i movimenti di mercanti nomadi. Anche qui, nonostante la caficultura rappresenti una voce importante per l’economia nazionale, il caffè non ha ancora garantito benessere e dignità ai produttori honduregni.

Presidi Slow Food Caffè

L’area di Copán, nella parte occidentale del Paese, vicino al confine con Guatemala ed El Salvador, forse tra le più suggestive, è quella riconosciuta per la qualità dei suoi caffè. Soprattutto quello che cresce nella montagna Camapara, rilievo che sfiora i 1900 metri, coperto da boschi di pino, leccio e altri alberi ad alto fusto, ricco di piante da frutto ed erbe medicinali. Oggi i caficultori della montagna Camapara sono circa 500, organizzati in cooperative che tradizionalmente coltivano piante di Arabica delle varietà Typica, Burbón e Caturra all’ombra di alberi nativi tra i 1200 e i 1600 di altitudine.

Presidi Slow Food Caffè

Il risultato è un caffè lavato che esprime in tazza un forte aroma di pesca e amaretto, con note di frutta e cioccolato.

I Presìdi del Caffè – L’Africa

Caffè di Ibo – Mozambico

Anche note come isole fortunate, le Quirimbas sono un arcipelago a nord del Mozambico. Ibo, con poco più di 400 abitanti, dediti soprattutto alla pesca, è una delle isole principali. Si dice che qui abbia soggiornato Vasco de Gama durante il viaggio di circumnavigazione dell’Africa.

Sull’isola, e in piccole aree della terraferma, cresce la Coffea racemosa Loureiro, specie minore tra arabica e robusta, appartenente a un gruppo di specie definito comunemente wild coffee. Endemica del Mozambico, la Coffea racemosa Loureiro si è adattata al clima del Paese: cresce a un’altitudine compresa fra il livello del mare e i 1500 metri, resiste a lunghe stagioni secche (fino a nove mesi) ed è r poco esigente, cresce bene anche su terreni sabbiosi e senza particolare necessità di ombra.

Presidi Slow Food Caffè

Sull’isola la pianta cresce ancora allo stato selvatico, ma ogni famiglia coltiva una o due piantine nel proprio orto, vicino ad alberi di cocco e banano, e usa le bacche, di dimensioni piccolissime, per il consumo familiare.

Apprezzato in particolare per il basso contenuto di caffeina, il caffè di Ibo sviluppa in tazza un intenso aroma di erbe (alloro, ma anche menta, eucalipto e liquirizia) caratteristiche che lo rendono un prodotto unico e davvero interessante.

 

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