La Pac che vogliamo. Parte il viaggio di Slow Food tra i produttori europei

La giornata di oggi rappresenta la prima tappa di un viaggio importante: la Roadmap per la PAC di Slow Food. Lo scopo della nostra Roadmap è mettere insieme le tante iniziative di Slow Food legate alla Politica Agricola Comune che si svolgeranno nei prossimi due mesi in diversi Paesi europei, mettendo sotto i riflettori la nostra visione olistica della futura politica agricola comune.

Con l’avvicinarsi della pubblicazione della proposta legislativa per la nuova Pac, cosa può insegnarci la realtà dei piccoli agricoltori agroecologici e come possiamo contribuire a dare forma a una politica alimentare migliore?

Durante questo viaggio vogliamo imparare dai contadini, creare un dialogo con i cittadini e i decisori politici e informare sulle politiche alimentari attraverso varie attività di ricerca. Ogni tappa del viaggio presenterà una fotografia realistica di come crediamo debba essere il futuro dei sistemi alimentari e dell’agricoltura nell’Ue.

La prima parte del viaggio ci porta nel cuore della Sicilia, dove un gruppo di piccoli produttori siciliani ha avuto occasione di confrontarsi con un funzionario della Commissione Europea. Il dialogo con la Direzione generale per l’ambiente della Commissione, fattosi più intenso negli ultimi anni, ha permesso di organizzare anche una visita sul campo.

I produttori visitati sono un esempio di agricoltura agroecologica su piccola scala, un modello che dovrebbe diventare predominante in Europa ed essere sostenuto e incoraggiato da politiche adeguate. L’iniziativa è quindi servita per dare al decisore politico la possibilità di vedere con i propri occhi cosa significhino l’agricoltura agroecologica e la promozione della biodiversità, dimostrando che è possibile attuare un modello incentrato sulla sostenibilità ambientale, socio-culturale ed economica.

Il direttore dell’unità Capitale naturale della DG ambiente, Humberto Delgado Rosa, ha incontrato i piccoli produttori di nove progetti dei Presidi Slow Food: la fava larga di Leonforte, l’albicocca di Scillato, il peperone e il fagiolo badda di Polizzi Generosa, la manna delle Madonie, la provola delle Madonie, l’ape nera sicula, la pesca nel sacchetto e il futuro Presidio della lenticchia di Leonforte.

Il fagiolo badda del Presidio Slow Food

Lo scopo dei progetti dei Presidi è salvare razze autoctone, varietà di ortaggi e prodotti artigianali che rischiano di scomparire: rafforzando l’organizzazione dei produttori, promuovendo i territori, preservando metodi e saperi tradizionali e adottando pratiche sostenibili.

Delgado ha descritto la sua visita come un’occasione per aprire gli occhi e ha ringraziato per questa esperienza che gli ha permesso di comprendere meglio l’importanza dell’agroecologia, sia per le tecniche innovative che per l’uso di antichi saperi: «La prossima Pac deve innescare una vera transizione verso un’agricoltura sostenibile. L’agricoltura è varia, ci sono molte forme, e questo movimento di agricoltori locali di piccola scala, che sostiene l’ambiente e la biodiversità, è una parte di questa sostenibilità futura». Alla domanda sul futuro dell’agricoltura europea, Delgado risponde: «Dobbiamo avere una nuova Pac che produca risultati concreti per l’ambiente, consentendo agli Stati membri una forma di flessibilità che produca risultati nel rispetto delle normative ambientali dell’Ue».

Parlando di Pac e delle sfide per i piccoli agricoltori, colpisce il commento di Giulio Gelardi, produttore del Presidio Slow Food della manna: «Le sovvenzioni dell’Ue sono spesso troppo grandi per i piccoli produttori, di fatto privano di potere le persone e le spingono a cambiare il loro stile di vita. Se ho bisogno di 30.000 euro e il minimo che posso chiedere è di 100.000 euro, sono costretto a cambiare il mio stile di vita per produrre di più, chiedendo soldi di cui non ho bisogno». Un pensiero ripreso dai produttori del Presidio Slow Food del fagiolo badda, che hanno aggiunto: «La sfida non è produrre più o meno, ma vivere di quanto si produce».

Un momento della visita ai produttori dei Presìdi

Francesco Sottile, consigliere di Slow Food Italia, esperto agronomo e professore all’Università di Palermo, ha accompagnato Delgado e il team di Slow Food durante la visita: «Le istituzioni dovrebbero visitare i piccoli produttori per capire quali sono le loro esigenze e vedere il loro entusiasmo. L’agricoltura dell’Unione Europea è costituita da così tanta impresa su piccola scala e a conduzione familiare che corriamo il rischio di perdere questi produttori e il loro entusiasmo. Sarebbe una perdita terribile, anche per la conservazione ambientale del territorio. Questi produttori hanno bisogno di sentirsi accompagnati e sostenuti nel loro viaggio. Hanno bisogno di sapere che non sono considerati meno importanti, ma sono in realtà la spina dorsale dell’agricoltura europea».

Con l’incombere della proposta legislativa per la nuova Pac (prevista per maggio-giugno), la visita della DG Ambiente è stata un’occasione importante per Slow Food per dare voce e visibilità ai contadini che esemplificano l’approccio buono, pulito e giusto alla produzione alimentare.

Scoprite come prosegue il viaggio la prossima settimana, mentre avanziamo lungo la Roadmap per la Pac!

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