Cura del territorio e cooperazione: alla Cab Terra di Brisighella la menzione speciale della Guida agli Extravergini 2024

Un adagio africano recita: “Se vuoi andare veloce corri da solo, se vuoi andare lontano corri insieme agli altri”. Questa è l’attitudine che permea il generoso eloquio di Sergio Spada, presidente della Cab Terra di Brisighella dal 2014.

Cab (l’acronimo sta per Cooperativa Agricola Brisighellese) è una realtà nata negli anni Sessanta nel Brisighellese, fra Romagna e Toscana, con lo scopo di valorizzare le produzioni agricole locali, vino e olio in particolare. L’areale di produzione è quello circostante alla Vena del Gesso romagnola, catena montuosa tagliata da tre vallate fluviali principali; questo assetto ne determina una conformazione ad anfiteatro in cui il calore viene accumulato in estate e rilasciato d’inverno. Si tratta di una delle zone più a Nord in cui si coltiva l’olivo in Italia, a testimonianza di questa storica vocazione vi è stato rinvenuto un frantoio romano. 

premi Guida Extravergini Slow Food premi Guida Extravergini Slow Food

Nasce invece nel 1971 il Frantoio sociale, quattro anni prima del monocultivar “Brisighello”, realizzato con la varietà Nostrana di Brisighella: fin da subito la Cab decide di puntare su un prodotto di nicchia e viene creato un cartiglio da apporre su ciascuna bottiglia d’olio per certificarne la provenienza. Questo extravergine diventerà nel 1996 il primo olio Dop italiano.

La menzione nella Guida agli Extravergini

Oggi la cooperativa conta 350 soci e la Guida agli Extravergini di Slow Food, edizione 2024, le ha conferito una menzione speciale per aver ottenuto l’olio del Presidio Slow Food degli olivi secolari, nonostante l’annata poco propizia, flagellata dall’alluvione.

premi Guida Extravergini Slow Food
Sergio Spada premiato da Gian Luca Zuccarello, Commercial Manager Premium Glass Division del Gruppo Saida

«Siamo molto onorati di essere entrati nel Presidio. Custodire degli ulivi secolari rende poco economicamente ma è di grande valore per il territorio. Inoltre, il simbolo di Slow Food apposto sui nostri prodotti genera sempre delle riflessioni, non è come altri marchi: prima di acquistare le persone dimostrano interesse e pongono domande».

L’olio in questione porta il nome commerciale di Nobil Drupa ed è ottenuto esclusivamente dagli olivi secolari della cultivar Ghiacciola che si trovano in prossimità della Vena del Gesso.

«La Ghiacciola è l’impollinatore della Nostrana (la maggior parte delle cultivar di olivo è autosterile, per cui occorre un’altra varietà presente in campo per l’impollinazione, ndr), questo purtroppo è stato l’anno meno produttivo degli ultimi 20-25 anni, l’alluvione ha di certo fatto la sua parte, in più, dato che gli ulivi secolari producono ad anni alterni, questo è stato l’anno di scarica. Abbiamo prodotto solo 90 chili di olio imbottigliato come Nobil Drupa, è vero, ma senza perdere un grammo di qualità».

La cooperativa produce inoltre il Pieve Tho, blend di Nostrana di Brisighella e altre cultivar del brisighellese, oltre a un ulteriore prodotto di Nicchia: l’Orfanello. Spada spiega che il nome proviene dall’oliva “orfana”, così chiamata perché molto grande e povera (orfana) di polpa, per via di un nocciolo molto voluminoso; ne deriva una resa in olio molto bassa ma al contempo un risultato particolarmente delicato, ideale per condire legumi, cereali bolliti e pesci grassi e per lo svezzamento dei bambini.

premi Guida Extravergini Slow Food

Cooperazione e sostenibilità

Il modello organizzativo di tipo mutualistico è quello storico delle cooperative in Emilia-Romagna, lo stesso che ha forgiato il tessuto economico locale: si lavora insieme, si lavora per tutti. Prosegue Sergio Spada:

«Noi adottiamo una modalità non comune nel panorama nazionale: le olive dei soci vengono conferite, molite insieme e pagate secondo la resa media, non in base alla resa delle singole produzioni, in questo modo si stimola la cooperazione».

Da un punto di vista di sostenibilità ambientale il frantoio adotta ormai da diversi anni una serie di accorgimenti volti al riutilizzo di tutti i prodotti secondari: la sansa viene veicolata verso il biodigestore per la produzione di energia elettrica, il nocciolino viene utilizzato come sostituto del pellet mentre le foglie tornano in campo. Inoltre, dal 2011 il frantoio si è dotato di un impianto fotovoltaico avanzato. 

Negli ultimi anni la cooperativa ha puntato molto anche sulla creazione di un’immagine univoca, rinnovando alcuni aspetti e scegliendo di diversificare le confezioni, creando anche una linea specifica per il settore HO.RE.CA.: «Per uniformare l’immagine aziendale ci siamo fatti supportare da un’agenzia di comunicazione specializzata, il processo ha stimolato molti dibattiti tra i soci e alla fine siamo giunti a una decisione concertata. I riscontri che abbiamo ricevuto ci hanno poi ripagato di tutto il tempo e le risorse impiegate: il nuovo abito delle nostre bottiglie ha riscosso un grande successo!».

Quando chiedo un commento sull’alluvione, Spada stempera il consueto entusiasmo in un tono di voce più cupo: «Non mi piace alimentare alcuna polemica ma dovremmo recuperare un atteggiamento di rispetto verso il territorio, se non avessimo completamente perso l’abitudine di prendercene cura saremmo in una situazione diversa. Proteggere i frutti della nostra terra dovrebbe essere una priorità. Ricordo ancora quando mio padre raccontava con gli occhi ancora lucidi della volta in cui, per strada, da giovane, ruppe accidentalmente una damigiana di olio rientrando dal frantoio.

Dobbiamo sempre ricordare che abbiamo la fortuna, non il diritto, di gestire un oliveto che è lì da centinaia di anni».

Lo ha scritto anche Erri De Luca, in un articolo recentemente apparso su Repubblica “Lo sputo contro il vento” «(La Terra ndr) è data in comodato d’uso, regolata da due verbi: lavorare e custodire».

Il premio alla Cab Terra di Brisighella è stato sostenuto e consegnato dal Gruppo Saida, partner della Guida agli Extravergini 2024.

di Giada Fabiani,
g.fabiani@slowfood.it