Agricoltura sociale: a un anno dall’emanazione della legge mancano i decreti attuativi

A oltre un anno dall’emanazione definitiva della legge sull’agricoltura sociale, mancano ancora alcuni decreti attuativi, rendendo di fatto parecchio complicata l’applicazione della normativa.

La legge del 18 agosto 2015 n. 141, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 8 settembre 2015, ed è entrata in vigore il 23 settembre 2015. Quasi un anno fa. Tra l’altro, questo è stato un provvedimento – come leggiamo nello stesso testo legislativo – «fortemente voluto dal settore agricolo che lamentava una situazione di incertezza giuridica tale da non consentire alle imprese agricole di poter esercitare in maniera efficace attività dirette alla cura delle persone svantaggiate e dei minori attraverso mezzi e strumenti normalmente utilizzati nella produzione agricola (es. fattorie didattiche, agri asilo, inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, ippoterapia ecc..)».

Che cosa aspetta dunque il governo a emanare i decreti attuativi mancanti?Agricoltura Sociale

Ad esempio, uno dei nodi da sbloccare è il rapporto fra mondo della cooperazione sociale e quello agricolo che teme di perdere i fondi messi a disposizione dai Piani sviluppo rurale regionali (Psr). «La Sardegna ha messo a disposizione 30 milioni di euro sul settore, l’Abruzzo 10, la Toscana 15, le risorse a disposizione sono tante e bisogna distribuirle equamente fra tutti i soggetti, cooperanti e agricoli» sottolinea il deputato Massimo Fiorio, primo firmatario della legge che negli ultimi mesi ha più volte sollecitato il governo sul tema. Secondo Coldiretti ad attendere il attendere il via libera ci sono oggi oltre mille imprese agricole e cooperative, attorno alle quali gravitano migliaia di rifugiati, detenuti, disabili, tossicodipendenti…

Ispirata ai valori della solidarietà e dell’inclusione, l’agricoltura sociale ha come scopo la salvaguardia delle biodiversità, la conservazione del suolo e delle risorse idriche. Ma soprattutto è uno strumento di conoscenza, di educazione ambientale e coinvolgimento di persone ad alto rischio di esclusione sociale.

Sono aziende in cui si coltiva, molto spesso con metodi biologici, si allevano animali, si trasformano alcuni prodotti. La differenza dalle altre attività agricole è che ci lavorano persone che grazie all’agricoltura trovano nuovi spazi di pensiero e azione. Persone con handicap fisici o psichici, dipendenze da alcol o droga, ex detenuti, e magari anche chi non trova da anni un nuovo impiego.

L’Italia conta 400 cooperative agricole sociali (su un totale nazionale di 14.000), impegnate lungo tutta la filiera del settore agricolo, dalla coltivazione, all’industria alimentare, al commercio, con 4.000 lavoratori dipendenti su tutto il territorio nazionale (su 320.000 totali), e un valore della produzione di 200 milioni di euro… Ci sembra tempo di agire!

Trovi qui dettagli sul contenuto della legge 

Fonti
La Repubblica
Coldiretti
Forum Agricoltura Sociale

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo