Le grandi espressioni dei Lago di Caldaro di Cantina Kaltern

La schiava è una varietà che nelle sue interpretazioni nelle Doc alto atesine – Santa Maddalena, Lago di Caldaro, Alto Adige Schiava o Vernatsch – affascina sempre. È vero che – come succede per tutti gli altri vini italiani – le migliori espressioni possono piacere parecchio oppure non incontrare per nulla il gradimento dei consumatori: ma questa, lo sappiamo, è una questione di gusti, assolutamente personale.

A me, per esempio, i vini prodotti con la schiava in genere piacciono tantissimo 😉

E mi piace molto indagare, quando si presenta l’occasione, sulle diverse declinazioni della schiava e sulla sua capacità di evolvere e maturare nel tempo. Ne avevo già parlato un anno fa, in occasione di un assaggio favoloso di vecchie annate di Santa Maddalena (clicca qui per leggere il post), ma anche in un passato più remoto (clicca qui per leggere un altro post).

Questa volta non trattiamo più il Santa Maddalena ma il Lago di Caldaro: l’occasione me l’ha offerta la Cantina Caldaro – Kaltern che ha voluto organizzare una degustazione con varie etichette di questa denominazione prodotte nel tempo.

Cantina Kaltern – dopo la fusione, avvenuta nel 2016 con l’altra importante realtà cooperativa di Caldaro, la Erste + Neue – è loggi a più grande cantina sociale dell’Alto Adige. La maggior parte dei suoi 650 soci sono piccoli vignaioli, che complessivamente portano in dote 450 ettari di vigneto (quindi nella media meno di un ettaro a testa): i tecnici della cantina li affiancano tutto l’anno formando una vera e propria comunità, coesa e unita dall’intento comune di raccontare nel miglior modo possibile il proprio territorio. Tutta questa ricchezza vitivinicola viene gestita da qualche anno dal bravissimo kellermeister Andrea Moser, giovane ed esperto, che sforna con continuità idee innovative e lungimiranti.

La gamma dei vini è – come si conviene in Alto Adige – molto ampia e si compone di varie linee commerciali: i Classici, le Selezioni e il vertice di gamma rappresentato dalle bottiglie etichettate con il marchio Quintessenz, riservato solo a cinque varietà (una di queste è ovviamente la schiava). Per catturare “l’anima” di ogni vendemmia nel 2014 è nato anche il progetto kundt.stück – tradotto, opera d’arte – che ogni anno mette in bottiglia il vitigno più rappresentativo dell’annata. A tutto ciò si aggiunge l’ultima brillante idea di Andrea Moser, frutto delle sue ricerche e sperimentazioni, che si traduce con i vini XXX (eXplore, eXperiment, eXclusive), prodotti in edizioni limitatissime.

Come ha voluto affermare – con decisione e più volte nel corso della degustazione – Andrea Moser «è ora che la schiava del lago di Caldaro dimostri le sue potenzialità in termini non solo di freschezza e delicatezza ma anche di eleganza, complessità e intensità. La schiava ha una personalità poliedrica, si esprime in tante diverse sfumature e declinazioni ed è capace di accompagnare con naturalezza un menù completo».

La prova è stata fatta di recente, con la complicità – nell’ideazione e nella realizzazione del menù – di un grandissimo chef, Massimo Bottura della “tristellata” Francescana di Modena.

Non entriamo nel merito dei piatti assaggiati (una meravigliosa rassegna dei grandi classici della cucina di Bottura) ma riportiamo alcune note sui vini che, in sequenza di servizio, li hanno accompagnati.

Kalterersee Classico Superiore 2017, Project XXX – Into the wood

Un curioso e ben riuscito esperimento di vinificazione in legno, che nel bicchiere gioca un ruolo di valido supporto alla rotondità del frutto, amplificando la chiusura morbida finale. Un abbinamento perfetto con il primo piatto d’entrata, “Mont Saint Michel”, che invertendo la solita dinamica apportava vibrante acidità al vino (e non il contrario).

Kalterersee Classico Superiore Leuchtenberg 2019

Una Schiava impeccabile, che propone subito un frutto croccante, turgido e molto fresco; ha giusta e ben modulata corposità, limata in tutti i suoi aspetti.

Kalterersee Classico Superiore Pfarrhof 2008

Un vino straordinariamente integro e pimpante, con timbro olfattivo di perfetta evoluzione: frutto ancora fresco, insistenti tocchi speziati e balsamici, finale terroso e poi… ancora tanto frutto fresco. Bocca sinuosa e dinamica, di grande leggerezza e freschezza, con polpa fruttata cremosa e morbida. Altro ottimo abbinamento con la “Compressione di pasta e fagioli”.

Kalterersee Classico Superiore Pfarrhof 2011

Ancora più agile e croccante del 2008, freschissimo ed energico, un po’ più compatto al palato ma con la stessa grintosa dinamica gustativa.

Kalterersee Classico Superiore Pfarrhof 2014

Incredibile performance vista la tremenda annata per la schiava (e non solo…). Molto elegante, sfumato nel frutto, finissimo al palato. Un profilo più sottile, un’acidità ancora più vibrante che fa tanto gioco con il cibo (“La parte croccante della lasagna”).

Kalterersee Classico Superiore Quintessenz 2019

Giovanissimo e timido, ma la stoffa c’è tutta. Intensa la fragranza dei piccoli frutti rossi che si avverte al naso, mentre al palato il tannino è leggermente nervoso: ma questo da grande sicurezza per il futuro evolutivo di questo vino.

Kalterersee Classico Superiore kunst.stück 2016

Solido e avvolgente, propone subito un bel succo di frutti di sottobosco, con spezie fini e tocchi di tabacco dolce. Molto frutto e molto succo anche in bocca, dove la decisa corposità, ben modulata, si muove con grande dinamismo ed energia.