Rimandare Vinitaly al 2021: lo chiede la FIVI

Lo avevamo detto qualche giorno fa (clicca qui per leggere il post): c’è molto fermento attorno all’annunciato slittamento di Vinitaly a giugno, e le voci più insistenti lo vorrebbero rimandare direttamente al 2021.

Ebbene, nel giorno più nefasto di questi ultimi anni – ci ricorderemo l’11 marzo come il giorno della segregazione forzata a casa (come giustamente decretato ieri sera dal Presidente del Consiglio), senza neanche più l’opportunità di andare un salto al bar o a tagliarsi barba e capelli… – è arrivata la presa di posizione sull’argomento della FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

La riportiamo integralmente, con tutte le motivazioni, su cui non possiamo che concordare.

Matilde Poggi, presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, ha chiesto a Verona Fiere lo slittamento al 2021 di Vinitaly. La richiesta, presentata il 10 marzo durante il confronto tra Verona Fiere e i Presidenti di filiera, arriva per l’effettiva difficoltà delle cantine a conduzione familiare di essere fisicamente presenti nelle nuove date di giugno, periodo in cui il lavoro in vigna è tanto, ma anche per la situazione di emergenza che coinvolge in questo momento non solo il nostro Paese, ma anche altri Stati europei e del resto del mondo.

“Ci siamo confrontati internamente sulla questione di un Vinitaly a giugno – dichiara Matilde Poggi – e la maggioranza dei 220 vignaioli che avevano già dato adesione alla fiera si è detta favorevole ad uno slittamento al 2021. FIVI è stata l’unica associazione tra le presenti al confronto con Verona Fiere che ha presentato questa posizione. Se, nonostante la nostra richiesta, Vinitaly 2020 verrà confermato, ci riserviamo di avviare un confronto con Verona Fiere per valutare a fine emergenza i termini di una nostra eventuale partecipazione”.

E ora il pallino passa a Verona Fiere…