Vinitaly rinviato: ma a giugno o direttamente al 2021?

Come tutti vediamo si vivono giorni, settimane, di estrema concitazione, a causa di questo imprevedibile virus che sta ammorbando – ormai è il caso di dirlo – il mondo intero.

Si susseguono i provvedimenti e le ordinanze a seconda di come cambiano gli eventi: nell’arco di pochi giorni cambiano le sorti e i ritmi di vita di territori interi. Cambiano le nostre usanze quotidiane e si annullano, purtroppo in maniera sempre più ampia, appuntamenti, feste, eventi commerciali, congressi e fiere.

È noto che Vinitaly 2020 non si terrà ad aprile – così ha deciso Fiera di Verona – ma la manifestazione verrà spostata nel periodo dal 14 al 17 giugno prossimo venturo.

La decisione è sembrata ovvia e prevedibile, semmai da qualche giorno si sta aprendo un dibattito, in mille forme, sul fatto se sia il caso di procedere con la manifestazione a giugno oppure soprassedere a questa edizione e passare direttamente al 2021.

Molti produttori – vedi, ma è solo uno dei tanti esempi possibili, la pagina Facebook e la chat dei Vignaioli Toscani Indipendenti – sono per seguire l’esempio di Prowein, la prestigiosa fiera sul vino di Düsseldorf, che ha deciso di “passare” direttamente all’edizione 2021; adducono oltretutto, come valida motivazione per un rinvio di Vinitaly, il fatto che a giugno i piccoli vignaioli e i proprietari delle aziende vitivinicole medio-piccole saranno prevedibilmente molto presi dai lavori di campagna, con scarsa propensione a “perdere” giorni preziosi in fiera.

Altri invece intravvedono nella cancellazione di Prowein un’opportunità commerciale da non perdere: Vinitaly rimarrà l’unica fiera vitivinicola d’Europa. C’è chi postula che anche a giugno non verranno gli importatori e gli operatori stranieri e chi, al contrario, è convinto che il mondo del vino globale non ha intenzione di fermarsi.

Alcuni – con grande ragione, a mio avviso – avvertono che una fiera commerciale a giugno arriverebbe “a babbo morto”, ovvero in tempi in cui gli acquisti sono già stati in gran parte decisi (secondo me si assaggeranno molti campioni “per posta” nei prossimi mesi… ).

Mi par poi di capire che gli “amanti del vino” hanno mal digerito lo spostamento di Vinitaly e non vedono l’ora di venire a sbevazzare a Verona a giugno, magari in sandali e t-shirt, mentre i veri operatori del settore – così mi hanno confermato, per esempio, alcuni enotecari e distributori di New York – si stanno già adoperando per fare “senza Vinitaly”, incontrando e allacciando contatti con aziende vinicole in tutti i modi possibili e alternativi.

Per ora le “Fiere parallele” – intendo principalmente VinNatur a Gambellara e Vini Veri a Cerea – hanno riprogrammato le proprie date sulla base dello spostamento di Vinitaly (tradendo definitivamente il fatto di “andare a traino” del criticato evento veronese…), ma credo che gli organizzatori in questi giorni siano all’erta come non mai e pronti ad ogni evenienza.

Aggiungo infine un’ovvietà – Fiera di Verona ha tutto l’interesse a vendere gli spazi espositivi di Vinitaly… – e una buona considerazione, di carattere logistico-pratico, lanciata da Angelo Peretti nel suo blog The Internet Gourmet (clicca qui per leggere).

Insomma ci sono argomenti per animare fior fiore di dibattiti, che è esattamente quello che (immagino) faremo nei prossimi giorni di forzato isolamento domestico… aprendo spero, in casa, ottime bottiglie di vino 🙂

 

P.S. se volete dire la vostra sul tema sapete dove trovarci…