La Sicilia per Slow Wine 2022

INTRODUZIONE

 

Se provassimo, come in un film, a osservare in slow-motion il mondo del vino siciliano nel tentativo di coglierne ricchezza ed evoluzione, dal nostro punto di vista troveremmo, accanto a tanta bellezza e luce, anche un po’ di ombra. Che vigna e vino siano un valore per i quali i nostri produttori e le nostre produttrici si impegnano quotidianamente, e che grazie al loro lavoro la qualità complessiva sia cresciuta, con punte di eccellenza che forse neanche alcuni di loro pensavano di raggiungere nonostante ci credessero fermamente, è abbastanza evidente.

Certo, poter contare su un patrimonio ampelografico e orografico che può fare invidia a molte regioni viticole del mondo non è secondario. Come non lo è avere un vigneto presente nei lembi di suolo a pochi metri dal mare, e fino sopra quota mille metri sul vulcano attivo più alto d’Europa. Tuttavia com’è noto, e con tutti i limiti insiti nel concetto di media, nel 2020 secondo l’Istat il peso della produzione di vino sul valore della produzione agricola regionale si attestava al 5% (peraltro dal 2013 in continua contrazione), rispetto a una media delle regioni del Sud dell’8,6% e dell’Italia del 13,2%.

Ci siamo costruiti, complici anche i mesi trascorsi in casa, grandi aspettative per vini della vendemmia 2020. Avevamo letto da più parti un generalizzato entusiasmo, sintetizzato da un refrain che in generale evidenziava un calo della produzione e un’ottima qualità delle uve. Ebbene, ci siamo trovati di fronte una panoramica complicata e stimolante.

I vini selezionati, in quest’edizione con una leggera prevalenza di rossi, per metà dell’annata 2020 e un terzo della 2019, e con puntate interessanti sulla 2018 e la 2017, hanno messo in evidenza l’elevata varianza espressiva del vigneto siciliano, e come le aziende leggano sempre meglio il millesimo e riescano a tradurlo. Ci siamo confrontati con annate palesemente differenti: i 2018 aperti, succosi e disponibili al dialogo, i 2019 in pausa, molto introversi, i 2020 a due facce, con aperture decise sul lato del frutto, e chiusure soprattutto nella dinamica gustativa.

Andando nel dettaglio, ci è parsa un’annata minore per i Catarratto, non così profondi e verticali come vorremmo, con qualche eccezione per vigne più vecchie e produzioni limitate. In evidente ripresa e pieni di grinta i Grillo, quelli di costa in generale, o quelli realizzati a quote elevate. Per restare sul tema dei bianchi rileviamo un exploit, atteso e registrato nel tempo, dei vini delle isole minori.

Passando ai rossi, sono risultati succosi e golosi i Frappato, in evidente ripresa per fragranza e beva, rifuggendo dalla banalità. Lo stesso ma con passo ridotto possiamo affermare per i Cerasuolo di Vittoria, complice forse anche l’annata. Salto di livello generale per i vini rosa, varietali e niente affatto indecisi su ciò che vogliono essere.  Meritano un capitolo a sé gli Etna. I Nerello assaggiati erano perlopiù del 2019, un’annata classica, e del 2018, millesimo in cui si è dovuta fare una stretta selezione sulle uve, elemento che ha fatto la differenza sulla qualità finale: hanno buon succo, tannini in levare e ridotta profondità espressiva a beneficio della beva.

Gli Etna bianco ci sono parsi in forma, tesi, verticali e stimolanti.  È arrivata una conferma di carattere per i passiti, e sono risultati esaltanti i nostri Marsala, che ogni volta ci invitano al viaggio, mentre abbiamo visto un po’ timidi ma pieni di polpa i Nero d’Avola 2019 e 2020, in attesa di slancio. Meglio centrati e più a fuoco i vini bianchi macerati sulle bucce, nei quali il tratto distintivo lo abbiamo trovato nella sapidità e nello stimolo gastronomico.

Una notazione finale riguarda gli internazionali, in particolare da uve chardonnay e merlot,  che negli ultimi anni si presentano in ripresa sia nel canone realizzativo, sia nell’integrazione col terroir. Insomma, come sempre una rappresentazione ancora una volta molto sfaccettata, che ci ha fatto parecchio riflettere. Luci e ombre, bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Ma voi concentratevi sul liquido.

I RICONOSCIMENTI ALLE CANTINE

 

 

LA LISTA DEI TOP WINES DELLA REGIONE

 

 

Potrete incontrare le cantine premiate e assaggiare i TOP WINES della Sicilia nelle 2 giornate di degustazione a Milano il 9 e il 10 ottobre prossimo!

Guardate che i biglietti stanno andando a ruba e quindi vi conviene assicurarvi il posto in Paradiso con una certa velocità!!!! Slow sì, ma non esagerate.

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