Elogio della birretta… pardon della Birra Quotidiana

Birra quotidiana

Ebbene sì, lo ammetto, anche io spesso la sera quando torno a casa dal lavoro – o dopo lunghe batterie di degustazione, o mentre sono seduto al pub a guardare la partita o semplicemente in compagnia di amici interessati all’analisi sensoriale del contenuto del bicchiere quanto del risultato di una partita di curling del campionato canadese (ora pioveranno critiche da parte degli appassionati di curling) – mi concedo una birretta. E so che lo fanno anche Luca Giaccone, Luca Celoria, Schigi e tanti altri…

Solo che io non la chiamo birretta. La chiamo Birra Quotidiana.

BirraQuotidianaUna birra di grande valore organolettico, non pastorizzata, non filtrata, fatta da un birrificio artigianale (perché i birrifici artigianali esistono – su questo Fabio non sono d’accordo con te– e dedicheremo al tema una riflessione), che se bevuta alla spina non costa di più delle sue sorelle (?) industriali (dedicheremo un approfondimento anche a questo tema) ma ha come plus il suo essere equilibrata, semplice e perché no, non impegnativa. E il movimento artigianale italiano mi dà solo l’imbarazzo della scelta (in guida quest’anno ne descriviamo 83, che da domani troverete su questo sito…)

Così, in questo momento riesco solo a pensare che, quando abbiamo creato il riconoscimento Birra Quotidiana, non l’abbiamo fatto per Fabio (non creiamo i riconoscimenti ad personam); mi fa però piacere sapere che le birre quotidiane potranno essere utili anche e forse soprattutto a lui e a tutti quelli che bevono la birra per puro e semplice piacere, senza scomporre il sorso in mille sensazioni: attraverso la guida e le nostre birre quotidiane potranno godere di una semplice birra artigianale e magari scoprire che la birretta non esiste, esistono le birrette.