Come sarà Slow Wine 2021? Eccovi l’Introduzione con 5 novità assolute!

L’EDIZIONE 2021 DELLA GUIDA SLOW WINE È IN STAMPA.

 

Dal 14 ottobre sarà in libreria, dopo la presentazione che si terrà

a Milano il 4 ottobre 2020 (leggi qui per saperne di più).

 

Come abbiamo anticipato, Slow Wine 2021 contiene tante novità, in parte indotte dall’eccezionale periodo di emergenza che abbiamo vissuto nei mesi scorsi e in parte da ragionamenti e confronti nati prima ancora del lockdown.

guida slow wine 2021Per quanto riguarda la parte redazionale le principali novità sono queste:

  • La sospensione, per questa edizione, del riconoscimento della Chiocciola alle aziende: era il simbolo assegnato a una cantina per il modo in cui interpretava valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food. Sospeso perché non sono state effettuate le visite fisiche in azienda nel corso del 2020. Rimangono quindi i riconoscimenti di Bottiglia (assegnato alle aziende che hanno espresso un’ottima qualità per tutte le bottiglie presentate alle nostre degustazioni) e Moneta, riservato alle aziende che hanno espresso un buon rapporto tra la qualità e il prezzo per tutte le bottiglie presentate alle nostre degustazioni.
  • Abolizione dell’attribuzione di Grande Vino e riformulazione delle liste dei riconoscimenti ai singoli vini.
  • Innalzamento a 12 euro della soglia massima di prezzo a cui si possono trovare, sugli scaffali di un’enoteca, i Vini Quotidiani.
  • Introduzione, per ogni vino, di un simbolo grafico che illustra le modalità e i contenitori in cui è stato vinificato.
  • Rielaborazione – con nuovi criteri, sia lessicali e sia grafici – della parte della scheda dedicata alla descrizione dei vini di ogni azienda; qui potete leggere tutte le caratteristiche e le novità della nuova scheda.

Qui di seguito riportiamo l’Introduzione all’edizione 2021 di Slow Wine scritta dai due curatori della guida – Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni – che riporta e spiega il motivo di alcune di queste novità.

Buona lettura!

 

INTRODUZIONE

Un anno eccezionale come il 2020 non poteva che lasciare la sua ingombrante impronta anche sulla nostra guida. Era inevitabile e così è stato.

Fin dal principio, 11 anni fa, il nostro mantra – ripetuto fino allo sfinimento – è stato quello di aprire le stanze di degustazione, di abbandonare il bicchiere come unico paradigma del nostro giudizio. Abbiamo mantenuto la promessa. Abbiamo sguinzagliato centinaia di collaboratori su e giù per l’Italia del vino, percorrendola in lungo e in largo, macinando migliaia di chilometri. Abbiamo incontrato centinaia e centinaia di produttrici e produttori ogni anno, li abbiamo conosciuti, salutati, abbracciati, ci siamo confidati e abbiamo raccolto le loro confidenze. Il contatto come fonte di ispirazione.

Il 10 marzo 2020 tutto questo è finito di colpo. Noi chiusi nelle nostre case e i vignaioli nelle loro, due mondi separati. Ma non poteva finire così: un anno eccezionale richiede strumenti altrettanto eccezionali, o in realtà, pensandoci a posteriori, normalissimi. Ormai taluni li definiscono addirittura invasivi. La tecnologia, spesso vituperata, è stata essenziale, e così per non recidere del tutto il cordone ombelicale che univa noi critici ai “giudicati” ecco che i computer e gli smartphone ci sono venuti in soccorso, così come è accaduto in molteplici altri campi.

Pertanto Slow Wine 2021 raccoglie al fondo di molte schede un QR Code: si tratta della testimonianza filmata dei nostri colloqui con i produttori. Non c’è alcuna velleità artistica, sono semplici racconti, istantanee di un momento eccezionale, vissuto da tutti i protagonisti in modo straordinariamente ordinario. Si narra la storia dell’azienda, si forniscono informazioni sulla conduzione del vigneto e sullo stile enologico. Nulla di così diverso dal solito, in fondo, ma riguardandoli nel complesso il consueto si trasforma in eccezionale. Perché scorrendo oltre 940 video si comprende come tutte queste interviste si tramutino in un mosaico che è un unicum nel panorama della critica enologica. Sogni, fatiche, imprevisti, talvolta lutti, risalite dopo le cadute, sconfitte e vittorie. Un racconto corale che è un groviglio di vite intrecciate, tutte accomunate da un denominatore unico, il vino.

Però il contatto digitale, con tutti i suoi pro, non potrà mai sostituire la profondità di conoscenza raggiunta durante una visita in carne e ossa. Un fotogramma non ti porta in vigna così come lo fa una camminata tra i filari. E qui veniamo alla scelta più dolorosa che abbiamo compiuto, ovvero quello di non procedere con l’assegnazione del riconoscimento della Chiocciola – attribuito proprio sulla base delle visite che facciamo di persona in azienda –, il simbolo della nostra associazione e il premio più iconico.

Confessiamo che in certi frangenti, quando sul database la mano doveva assegnare a molte cantine la Bottiglia o la Moneta invece della Chiocciola, abbiamo indugiato. I ripensamenti sono stati innumerevoli. Ma il rispetto per i lettori e per la coerenza con cui è stata costruita la nostra guida hanno prevalso. Recentemente un vignaiolo ci ha detto: «trovo che la scelta sia giusta perché ogni anno la Chiocciola va conquistata, non è un riconoscimento alla carriera». Ha colto nel segno.

Slow Wine cambia, muta, si adatta al succedersi delle stagioni climatiche, al ricambio fisiologico dei collaboratori, alle mode stilistiche che si avvicendano, alle variazioni dei nostri gusti e all’invecchiamento dei nostri palati. Quella che per forza di cose deve rimanere sé stessa – pena la perdita di autorevolezza – è la voglia di consegnarvi una narrazione collettiva che si ponga poche chiare regole: il costante desiderio di indagine, di approfondimento, di conoscenza e di confronto con gli appassionati, così come con i produttori.

A restarci scolpito nella memoria sarà il desiderio, a tratti feroce, di resistere che ci hanno trasmesso i nostri collaboratori e i vignaioli, quell’energia vitale capace di convincerci che, nonostante tutto, Slow Wine sarebbe uscita lo stesso anche nel 2020, e che l’edizione del 2019 non sarebbe stata il nostro ultimo ballo. Ora che scorriamo le centinaia di pagine che compongono questo volume, sentiamo che un piccolo contributo alla resilienza generale siamo riusciti a darlo, e che il vino è uno dei motivi per cui vale senz’altro la pena di gioire, e forse persino di vivere.