Vendemmia al telefono

Poi per fortuna la situazione è andata migliorando: il bel tempo ha caratterizzato i mesi estivi, ricchi di belle giornate e soprattutto segnati da una notevole escursione termica. Siamo nelle fasi decisive ma dobbiamo dire che la partita, iniziata male, ha trovato spunti di notevole interesse. Abbiamo tastato il polso, in certi casi tremante, di diversi produttori. In particolare ci premeva sentire le voci di chi in campo va tutti i giorni, misurando prima con la propria sensibilità e poi con l’esperienza l’evolvere della sstagione Chi deve ancora cominciare la vendemmia è Ciro Picariello. Il brave produttore di Avellino ci racconta che a tre settimane dalla vendemmia l’uva, e in particolare il fiano, sta bene e conferma che l’importante escursione termica ha caricato i frutti di aromi molto interessanti. Trovandosi a circa 600 metri sul livello del mare con una buona ventilazione i vigneti, esposti a sud, hanno risposto bene a una primavera, anche qui, piuttosto piovosa. Durante questo anno, ha penato non poco Andrea Di Maio, enologo e proprietario della Fattoria Kappa a Castellina Marittima nella provincia di Pisa. Il suo è un approccio naturale al vigneto e quindi ancora più rischioso in annate difficili poiché non utilizza prodotti chimici. Secondo Andrea questa annata ha dimostrato come si possa lottare contro un clima non favorevole anche solo usando prodotti naturali Purtroppo per lui però anche i cinghiali si sono accorti della bontà delle uve operando un sostanzioso diradamento non richiesto. Andrea lavora su uve merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc. Proprio il merlot sembra quest’anno giocare su una particolare finezza in virtù di una stagione allungata. Chi non teme stagioni lunghe e Claudio Fenocchio di Monforte d’Alba. Per Claudio questa annata può determinare un grande Barolo. Facendo gli scongiuri è ovvio. Non così per il dolcetto purtroppo che ha patito la stagione rigida. Naturalmente queste sono impressioni raccolte in un momento delicato della stagione dove i vignaioli misurano con occhio febbrile ogni attimo cangiante del vigneto. Per le altre parti d’Italia ci stiamo attrezzando (sono toscano e del sangiovese ne parlerò più avanti). qualcuno ci aiuta?