Valentini, per cominciare a bere vino

20140612_002351L’Enoclub di Siena ha organizzato qualche settimana fa uno splendido approfondimento sul vitigno trebbiano, nelle sue declinazioni regionali. L’idea di Marina Ciancaglini è stata ben realizzata da Davide Bonucci con un banco di assaggio con molti produttori toscani, umbri, abruzzesi e siciliani, e una degustazione cieca divisa in due tempi di circa 12 vini tra i quali si celavano due annate del Trebbiano di Valentini, al quale era dedicata una successiva verticale, sempre nella stessa serata.

 

Scovare il Trebbiano di Valentini tra le bottiglie coperte non è stato difficile. I vini scelti da Bonucci erano molto didattici, se così si può dire, dal Trebbiano Spoletino di Antonelli al Sassocarlo di Bacchereto, passando per le affascinanti riduzioni del Trebbiano di Abruzzo di Emidio Pepe e la Vernaccia di San Gimignano Selvabianca del Colombaio di Santa Chiara. Le sensazioni gustative provate rimandano a un post, scritto qualche tempo fa, sulla dimensione del sapore che i vini del centro Italia riescono a esprimere (link).

 

Come ho detto il Trebbiano d’Abruzzo di Valentini si è palesato subito. L’espressione olfattiva è unica, complessa, giocata su una lenta focalizzazione dei profumi prima compressi in una matassa che allontana i superficiali, così come quella sensazione di purezza che il palato regala, con una dinamica naturale e saporita capace di suscitare emozioni e benessere.

 

Quel vino appartiene a una categoria di grandezza assoluta, questo più o meno, è riconosciuto da tutti, appassionati e professionisti. Vorrei, nel mio piccolo, aggiungere un altro pregio a questo campione. Per me un vino del genere è scolastico.

 

20140611_220127Se avessi la possibilità di insegnare a degustare probabilmente la prima lezione partirebbe dall’incontro con questo vino. Affrontare la didattica della degustazione da una bottiglia che sfugge al giudizio, solitamente affidato alla triade di colore, olfatto e gusto per affermare la sua eccellenza attraverso un meno rassicurante ma più profondo senso di energia espressiva potrebbe stimolare chi sta imparando a bere ad affrontare un percorso prima emozionale e poi sempre più consapevole, nel quale l’intuito si rassicurerà nell’esperienza.

 

Il Trebbiano di Valentini ha un tessuto gustativo tale da rompere e ricomporre qualsiasi schema degustativo adottato. Richiede un avvicinamento consapevole, curioso e disposto all’ascolto. Caratteristiche fondamentali per chiunque si approcci con dedizione alla cultura del vino.