Terroir al Limit

Terroir al Limit è un “progetto vinicolo” che nasce nel 2001 dall’incontro a Torroja, nella zona del Priorat (Cataluña del sud, entroterra di Tarragona), tra Eben Sadie, famoso winemaker sudafricano, Dominik A. Huber, giovane studente di economia tedesco, e Jaume Sabaté, investitore spagnolo.

 

torrojaI tre decidono di dare origine a un’impresa con l’intento principale di catturare e “mettere in bottiglia” il carattere di un territorio viticolo molto particolare, unico, minimizzando l’intervento enologico e lavorando la terra nel modo più naturale possibile, permettendo così ai singoli vigneti di esprimersi pienamente. In questo senso il nome scelto per l’azienda era già un programma ben definito, che chiariva l’intenzione di ricercare e dare voce a vigneti al limite della coltivazione.

 

terroirAlLimit_main_sAttualmente il vero motore dell’azienda, colui che la segue e vi lavora tutti i giorni in prima persona, è il quarantenne Dominik Huber, che ha scelto da tempo una conduzione dei suoli – caratterizzati dalla tipica llicorella del Priorat, un terreno scistoso di ardesia formatosi in età paleozoica, ricco di minerali – in regime biodinamico, senza utilizzo di mezzi meccanici in vigna, con il solo “sostegno” di muli e cavalli.

 

I vini sono decisamente diversi rispetto alla maggior parte dei prodotti del Priorat, che in genere puntano sulla potenza e sulla ricchezza estrattiva, con colori impenetrabili, forti alcolicità e sensazioni di frutta molto matura.

IMG_0496Huber insegue invece uno stile differente e molto personale – meno mediterraneo e più borgognone – evitando le esasperate estrazioni tanniche e privilegiando piuttosto la freschezza del frutto, la finezza gustativa e la bevibilità. Le vinificazioni avvengono in vasche di cemento, mentre per gli affinamenti si rifugge dal generalizzato utilizzo di barrique nuove per adottare invece fusti più grandi (da 500 fino a 1.800 litri) già usati.

 

 

Torroja 2011

È il vino più giovane ed economico della gamma, prodotto con l’assemblaggio di uve cariñena e garnacha provenienti da vari vigneti.

È molto fresco, succoso, con intensa espressione di frutto rosso croccante; vino di grandissima bevibilità potrebbe essere un ottimo Vino Quotidiano.

 

IMG_0497Arbossar 2010

Esclusivamente prodotto con uve cariñena provenienti da una vigna di circa 90 anni esposta a nord, nei primi costers di Torroja, su suolo scistoso.

Esprime subito un’elegantissima speziatura che permea il naso e segna poi tutto il percorso gustativo. Il frutto è molto fresco, carnoso e croccante, per una bocca di grande eleganza, dritta e austera nel lungo finale.

 

Dits del Terra 2010

Da uve cariñena provenienti da un vigneto posto al confine tra il territorio di Torroja e quello di Grattallops, esposto a nord ma abbastanza soleggiato, su terreno misto formato da scisto e llicorella.

Ampiamente fruttato, con amarene e ciliegie in grande evidenza. Al palato mostra una stoffa più morbida e vellutata senza mai perdere la freschezza che segna tutti gli altri vini. Ha grande profondità gustativa, ottima sapidità e una beva invidiabile, inarrestabile.

 

IMG_0504Les Manyes 2010

Le uve di questo vino – garnacha e garnacha peluda – provengono da una vigna di 65 anni posta sulla montagna sopra Escala Dei: due parcelle (poco più di un ettaro) poste a 700 metri di altitudine, su terra rossa ricca di gesso e marna azzurra.

Profumi speziati elegantissimi, impeccabili, a cui si aggiunge un frutto nitido e fresco, perfettamente definito. La bocca è molto gustosa e scorrevole, dotata di un lungo finale di estrema finezza e piacevolezza, con rimandi intensi alle spezie d’Oriente.

 

Les Tosses 2010

Uve provenienti da un vigneto di cariñena (con piccola presenza di garnacha), piantato più di 70 anni fa e posto a circa 600 metri d’altezza alle spalle di Torroja, in un luogo molto secco e caldo, su suolo interamente scistoso.

Ha un naso intenso e avvolgente, con note floreali e balsamiche in bella evidenza. In bocca risulta ricco e sostanzioso, dotato comunque di un ricercato equilibrio che rende soave la beva nonostante il “peso” del vino; finale austero di grande persistenza.

 

 

Fabio Giavedoni