Slow Wine Scouting – Podere Conca (Toscana)

La rubrica SLOW WINE SCOUTING nasce per soddisfare un’esigenza molto semplice. 

Questi sono i mesi in cui effettuiamo la maggior parte delle visite alle aziende per la redazione di Slow Wine 2020; oltre a ritornare nelle cantine già presenti nelle passate edizioni della guida andiamo a visitare anche nuove realtà, scovate setacciando a fondo i vari territori vitivinicoli d’Italia, che ci piacciono parecchio ma che per vari motivi non riusciamo a inserire in guida.

Spesso anche solo perché non c’è posto, e quindi poniamo queste aziende “in osservazione” prima di operare delle sostituzioni.

In molti casi però si tratta di aziende che meriterebbero davvero di essere conosciute e valorizzate, e allora cominciamo a farlo segnalandone una a settimana all’interno di questa rubrica, con la pubblicazione di una scheda simile a quelle redatte per la guida.

Poi, forse, troverete queste aziende anche in Slow Wine 2020… staremo a vedere!

Redazione Slow Wine

Podere Conca

                                                                           Strada Provinciale Bolgherese, 197

                                                                                   Castagneto Carducci LI

                                                                                     Telefono: 324 095 7941

 

Il 31 agosto sono stati festeggiati in grande stile i 25 anni della Doc Bolgheri per i vini rossi. Atto conclusivo una cena per 700 persone lungo il Viale dei Cipressi, patrimonio Unesco, reso celebre dai versi del poeta Giosuè Carducci che a Bolgheri soggiornò da giovane. Un quarto di secolo che ha visto una crescita esponenziale dei vini prodotti in questo lembo della Costa Toscana, ormai famosi in tutto il mondo. Erano sette i produttori che dettero origine alla Doc e adesso sono oltre 50. La sua fama ha attratto investimenti milionari da ogni parte d’Italia e del mondo. Uno degli ultimi arrivati, ma anche uno dei più interessanti, è proprio Podere Conca. Un progetto pensato, ragionato e portato avanti con tanta passione e determinazione da Silvia Cirri con suo nipote Giovanni Gastel, insieme al fraterno amico Livio Aloisi.

 

 

In vacanza dalla natia Milano in questa zona fin dagli anni 70, nella non poco invidiabile posizione di un podere situato proprio lungo la Via Bolgherese, di fianco all’ingresso dell’Ornellaia, poco prima de Le Macchiole. Pochi anni fa hanno ben pensato di mettere a frutto questi terreni per iniziare una produzione di vino in un luogo così blasonato. Consulente per il progetto l enologa Laura Zuddas, che ha saputo dare gambe ed energia alle idee dei proprietari. Innanzi tutto la scelta dei vitigni. Sembra facile scegliere da dove iniziare in una doc che deve tutto il suo successo ai vitigni di origine bordolese. Ma qui si è voluto ragionare con una punta di originalità e, se permettete, un minimo di rispetto in più verso la regione ospitante. Ai classici Cabernet, sauvignon e franc, una punta di petit verdot si è voluto aggiungere l’insolito, per questi luoghi, ciliegiolo, così amato da Silvia. Niente merlot, forse in previsione del continuo riscaldamento del clima. Si è iniziato nel 2015 con l’impianto dei vigneti. Nemmeno mezzo ettaro di franc di fianco al podere in un terreno ideale per questo vitigno, altri 4 ettari e mezzo in località Le Ferruggine in posizione più bassa, con terreni più sciolti e con presenza di sabbie e ghiaia.

Aspettando la prima vendemmia, la scelta, a mio vedere molto intelligente, di iniziare la produzione del vino acquistando in zona, da conferitori di fiducia, le rispettive uve. Si produce anche un vino bianco, sempre acquistando le uve in loco, privilegiando un taglio di viogner, chardonnay e sauvignon blanc. I vini hanno una impostazione stilistica moderna, con estrema pulizia dei profumi e ricercano la bevibilità e la fragranza del frutto. Legni piccoli e tonneaux, in massima parte usati, servono per l’affinamento dei rossi che dura 12 mesi. In prospettiva, nella nuova cantina, presto in costruzione, anche l’uso del cemento.

Bolgheri Rosso Agapanto 2017, ha naso complesso su toni maturi, prugna e cassis, qualche accenno di peperone ben integrato, entra morbido, ha struttura ricca e tannino facile. Nel Bolgheri Rosso Agapanto 2016, l’annata la fa da padrona, più sottile, elegante, sfaccettato. Grande equilibrio, ha energia e giusto contrasto, finale lungo. Elleboro 2018 (viogner, chardonnay, sauvignon blanc) caratterizzato da profumi delicati, segnati dal sauvignon blanc, la bocca è fresca e scorrevole, al centro la sapidità gli dona piacevolezza. Con i toni dello chardonnay in evidenza, più denso e ricco di sapore ma con minor freschezza l’Elleoro 2017. Nel 2018 la prima raccolta di uva dalle vigne aziendali, trepida attesa per la vendemmia 2019 che partirà fra pochi giorni e segnerà l’inizio dei veri vini aziendali.