Slow Wine 2011 – Terza Puntata – La complessità è una cosa semplice

Quando abbiamo iniziato a pensare a Slow Wine (in verità non esisteva ancora questo titolo…) ci siamo posti fin dal principio un obiettivo. Non volevamo ricondurre tutta la complessità che ci circonda a un semplice numero o a un unico simbolo. Siamo convinti che non esista un parametro unico per giudicare un vino o una cantina. La qualità organolettica rimane il parametro fondamentale, ma siamo convinti che a un consumatore attento possa interessare anche il prezzo oltre al legame che quella particolare etichetta ha con il territorio e l’ambiente.

 

Non pensiamo che tutte le sere una persona si alzi e voglia bersi un 95/100. Le occasioni per bere una bottiglia sono le più diverse e anche le motivazioni che ci spingono a farlo: a pasto, per un aperitivo, per un’occasione solenne e qualche altra volta abbiamo solo voglia di sperimentare e scoprire una novità che mai nessuno ci ha proposto. Sfogliando la nostra Guida il lettore ha la possibilità di trovare vini e cantine che rispondono ai diversi bisogni di consumo di quel particolare momento.

 

Abbiamo deciso di offrire una selezione di etichette divise in tre semplici categorie: i Vini Quotidiani (prodotti che costano fino a di 10 € in enoteca, dall’eccellente rapporto tra la qualità e il prezzo), i Grandi Vini, le eccellenze organolettiche, per finire con i Vini Slow: bottiglie che, oltre a una qualità organolettica elevata, riuscissero a condensare nel bicchiere valori di tipo territoriale, storico e identitario che desideriamo far conoscere ai nostri lettori.

 

La quadratura del cerchio è stata quella di non limitarci al giudizio sui vini, ci sentivamo pronti a offrire anche una chiave di lettura su ogni singola azienda recensita. Perché la valutazione che più ci piace è quella che prende in considerazione la cantina nella sua interezza. I tre concetti enunciati in precedenza (qualità, prezzo e valori territoriali/storici/ambientali) sono stati declinati anche nel giudizio all’azienda.

 

Abbiamo deciso di attribuire la Chiocciola, simbolo di Slow Food, assegnato a una cantina che ci piace in modo speciale per come interpreta valori (organolettici, territoriali, ambientali e identitari) in sintonia con la nostra associazione. Nel caso del Vino Slow e della Chiocciola, abbiamo aggiunto nel testo una motivazione per il riconoscimento attribuito, per essere trasparenti e per trasmettere i valori che ci hanno spinto a conferire un premio a un vino o a un’azienda. Per completare il nostro quadro di valutazione legato alle cantine abbiamo inserito i simboli della Bottiglia e della Moneta. Il primo è stato assegnato alle aziende che hanno espresso un’ottima qualità media su tutte le bottiglie prodotte, il secondo è andato a quelle cantine che hanno presentato una gamma di etichette dall’ottimo rapporto tra la qualità e il prezzo.

 

La complessità non è mai stata così semplice…

 

Lunedì prossimo un’altra anteprima per i nostri lettori: sveleremo la grafica interna!