Ritornano i falsari, con 6.600 bottiglie di Sassicaia contraffatte

La notizia è di un paio di giorni fa, “strillata” anche sui principali telegiornali nazionali: la Guardia di Finanza di Empoli ha scoperto un “giacimento” illecito di bottiglie contraffatte di Sassicaia 2015, pronte per essere messe in commercio.

Le indagini delle Fiamme Gialle sono durate un anno e hanno portato all’arresto di due persone (più altre undici coinvolte nel malaffare); curiosamente erano partite parecchio tempo fa dopo il ritrovamento casuale, nei dintorni di Empoli, di una cassa di vino – contenete 6 bottiglie di Sassicaia – caduta accidentalmente da un camion, poi fermato dai finanzieri. Da lì le indagini che hanno portato agli arresti recenti.

Il vino era stato prodotto in Sicilia, le bottiglie invece arrivavano dalla Turchia mentre tappi ed etichette (che riproducevano gli originali) dalla Bulgaria.

Le bottiglie sequestrate riproducono i segni distintivi di quelle originali ed erano pronte, nelle loro belle casse di legno con il marchio aziendale (come si può vedere dalla foto della Guardia di Finanza), per essere vendute sia sul mercato italiano e sia nel resto del mondo (Corea, Cina e Russia in primo luogo). Pur con gli enormi sconti assicurati per i compratori, si stima che il giro di affari delle vendite si sarebbe avvicinato ai 2 milioni di euro.

”Una frode che avrebbe potuto danneggiare e svilire l’immagine del vino toscano – dichiara Francesco Colpizzi, presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana – Ringraziamo la Guardia di Finanza che ha permesso di sgominare un’organizzazione che agiva a livello internazionale al fine di  falsificare e commercializzare il vino doc Bolgheri Sassicaia, un’eccellenza dell’enologia non solo italiana, ma mondiale”.

A questo punto una domanda, forse un po’ cinica, sorge spontanea: falsificare Sassicaia in fondo vuol dire incastonarlo definitivamente nella bacheca dei grandissimi vini del mondo? 🙂

Che ne pensate?