Perché fare rete tra vignaioli?

Rappresenta infatti la strada decisiva per una significativa riduzione dell’impatto ambientale con una forte riqualificazione professionale degli imprenditori vitivinicoli e una maggiore appetibilità dei prodotti e del territorio (che diventa un prezioso modello da seguire). Circa gli aspetti fitoiatrici è ovvio che patogeni e parassiti, non conoscendo i confini amministrativi e di proprietà, si muovono nell’ambiente a prescindere da questi. Quindi per contrastarli il modo più efficace (+ economico e + ecologico perciò + intelligente) è comportarsi nello stesso modo creando una rete di collaborazione tra le Aziende dello stesso comprensorio.

Ad esempio a Panzano in Chianti i produttori dell’Unione Viticoltori effettuano dal 2005 il monitoraggio collettivo dei vettori di giallume e delle piante sintomatiche. Ciò ha permesso di evitare rischi epidemici e trattamenti insetticidi inutili (ma costosi e dannosi). Con gli stessi presupposti si applicano su ampia scala la lotta alle tignole mediante confusione sessuale e la reintroduzione dei fitoseidi per il controllo dei ragnetti mentre nei confronti delle malattie fungine si sta sperimentando un modello di stima globale del potenziale epidemico (con valutazione del fattore locale di pericolo grazie alla distribuzione mirata di sensori meteo wireless). Le iniziative realizzate a Panzano sono autofinanziate dai produttori dell’Unione Viticoltori ed effettuate con il coordinamento tecnico della Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile (www.spevis.it) la cui principale attività è proprio lo sviluppo di progetti territoriali.