Per un nuovo concetto di degustazione

 

La dimensione orizzontale della degustazione mette con le spalle al muro i vini, evidenziando, nel lungo periodo, nella serialità del processo, più i difetti che le peculiarità positive di ogni singolo vino, in nome di una perfezione formale che forse ha fatto il suo tempo. Sul piatto della bilancia di un vino la cosiddetta grammatica enologica ha di certo un suo peso; ma sradicarla da tutto il suo contesto formativo rappresenta un errore di superficialità. I vini enologici o per dirla con un amico agronomo, “pettinati”, non suscitano più tante emozioni come qualche anno fa. Finalmente stiamo ricucendo lo strappo tra vino e territorio di provenienza il che non significa solo rimarginare una lacerazione geografica, ma ristabilire il giusto equilibrio tra uomo, territorio e vino. Alla luce di questo ragionamento appare quasi pervicace frustrare un vino per un’eccessiva volatile o un tannino “non risolto”, quando lo stesso vino in un contesto più rilassato e consono alla sua natura, come, strano a pensarlo, la tavola, potrebbe riservare più che una soddisfazione. Ciò non vuol essere una scusante per alcuni vini rustici ma un tentativo pacifico di approfondire l’approccio alla degustazione arricchendo ciò che si sputa di contenuti quali l’appartenenza al territorio di provenienza, la digeribilità e, chiaramente, la capacità di suscitare piacere. Se pensiamo, e bene, ad alcuni grandi vini italiani come il Brunello di Montalcino di Soldera o il Barolo di Giuseppe Rinaldi, probabilmente sarà più chiaro il concetto di strabismo di Venere applicato al vino. Questo tipo di approccio può valere per tutti i vini che abbiano da raccontare qualcosa, dallo strepitoso Grignolino d’Asti della Cascina Tavijn tanto tenero nel colore quanto piacevole al gusto o al Colline Lucchesi Rosso Fabbrica di San Martino così nobilmente rustico come un gentiluomo di campagna. È arrivato il momento di arricchire il nostro concetto di degustazione con un pizzico di curiosità in più su ciò che beviamo e, forse, sputando un po’ meno.