Palline, racchette e vino rosso

L1020224Non capita tutti i giorni di condurre un corso Master of Food in un tennis club, ma così mi è accaduto questo inverno. Nel quartiere Vomero di Napoli si trova il bel circolo Collana, dove un bel gruppo di amici ha deciso di iscriversi al nostro Master Of Food dedicato al vino per conoscere meglio questa materia. Devo dire che lavorare con un bel gruppo di amici così affiatato aiuta anche i docenti come me.

 

Tra l’altro una cosa che mi piace sottolineare è come questo gruppo di amici già da tempo effettuasse visite e tour collettivi per cantine, campane e non solo. L’approccio era quello giusto, per lo meno per un collaboratore della guida Slow Wine come me, si parte dalle vigne e dalle cantine prima di giudicare il vino a tavola.

 

Il Master Vino Primo Livello ha un programma molto ricco e intenso, direi quasi incalzante e quindi le lezioni scorrono veloci e in modo molto piacevole. Non ha fatto eccezione il corso napoletano. Molti tra i partecipanti hanno trovato che i vini in degustazione fossero scelti con estrema cura e il loro interesse è stato catturato soprattutto da quei prodotti dove l’eleganza la faceva da padrone. Il gusto della gente e degli appassionati è sempre più rivolto a quelle etichette che fanno della territorialità e della tipicità i loro cavalli di battaglia.

 

Entrando più nello specifico hanno impressionato le note selvatiche di sottobosco e piccoli frutti rossi, pulite e lineari, del Valle d’Aosta Rouge Peque na! di Didier Gerbelle. Non è stata da meno la gustosa bevibilità del Marzemino dei Ziliasi, a un tempo fresco, floreale e fruttato. Un rosso sostenuto da piacevoli tannini di grana fine. È piaciuto il gioco delle differenze tra i due Verdicchio dei castelli di Jesi della cantina Santa Barbara, l’uno vinificato in acciaio e l’altro in legno, il primo fruttato, fresco, secco, amarognolo; il secondo è risultato ampio, rotondo, lungo.

L1020228

Abbiamo anche scoperto un angolo di Piemonte non così celebre come quello delle langhe, mi riferisco al Roero Arneis, fruttato e olto godibile, e il Roero Rosso, un bel nebbiolo nervoso e floreale, entrambi della cantina Negro di Monteu Roero. Intriganti le note esplosive e grasse del Gewürtztraminer Atagis dell’azeinda biodinamica Tenute Loacker. Hanno tenuto molto alata la bandiera della Campania i due Falerno (bianco e rosso) di Fattoria Villa Matilde. Figlio di un terroir molto particolare il Chianti Cl. Lamole di Lamole dell’omonima azienda. Qui l’altitudine dei vigneti e il celebre galestro chiantigiano si sentono eccome!

Davvero notevoli i rossi veneti di Tedeschi, gustosi e sapidi. Peccato che sia inverno perché il rosato di Leone de Castris, l’avrei visto bene in una bella serata estiva con il golfo di Napoli… Ma per quello ci sarà tempo!

Per completezza ecco l’elenco dei vini degustati

 

Prima Lezione:

Falerno del Massico Bianco ‘11  – Fattoria Villa Matilde

Roero Arneis Serra Lupini ‘11 –  Negro Angelo & figli

Chianti Cl. Lamole di Lamole ’08 – Lamole – Santa Margherita

Roero Prachiosso ‘07 – Negro Angelo & figli

 L1020230

Seconda Lezione

A.A. Valle Isarco Gewurztraminer Atagis ‘11 – Tenute Loacker

Vermentino di Sardegna Cala Silente ‘10 – Cantina Santadi

Salento Five Roses ’11 – Conti Leone De Castris

Rouge Peque-na ‘08 – Ass. Vit. Encaveurs Vallèe d’Aoste – Gerbelle

Falerno del Massico Rosso ‘08 – Fattoria Villa Matilde

 

Terza Lezione 

L1020235A. A. Muller Athesis ’10 – Kettmeier – Santa Margherita

Bianco Messapia Verdeca ‘11 – Leone de Castris Conti Leone De Castris

Colli Euganei Merlot Sassonero ’07 – Consorzio Vini Doc Colli Euganei – Zanovello

Morellino di Scansano ’10 – Rocca delle Macie

Trentino Marzemino dei Ziresi Sup. ‘10 – Vivallis

 

Quarta Lezione

Verdicchio Castelli di Jesi Cl.Le Vaglie ‘11 – Santa Barbara

Verdicchio Castelli di Jesi Cl. Ris. Stefano Antonucci ‘10 – Santa Barbara

Valpolicella Cl. Lucchine ’11 – Agricola F.lli Tedeschi

Nero d’Avola ‘10 – Cantine Settesoli

Amarone della Valpolicella Cl. ‘06 – Agricola F.lli Tedeschi