Potrete incontrare le Cantine premiate e assaggiare i Top Wine della Lombardia durante la degustazione che si terrà a Milano sabato 19 ottobre 2024.
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Il costo dell’ingresso è di 49 euro (39 euro per i soci Slow Food e i soci Fisar) e comprende anche una copia della guida Slow Wine 2025. Dalle 14 alle 20 negli ampi spazi del Superstudio Maxi, in via Moncucco 35, troverete i banchetti di assaggio con la presenza diretta dei produttori: in definitiva ci saranno più di 800 vini da assaggiare, per la gioia di ogni palato.
INTRODUZIONE
Paolo Camozzi, vice curatore della guida, coordinatore della regione Lombardia e nostro caro amico, ci ha lasciato all’inizio del 2024. Visioni, progetti e lavoro hanno subito una brusca cesura cui abbiamo cercato di reagire con tutto il nostro impegno, per dar seguito alle numerose attività avviate e lenire, in parte, il vuoto che si è creato. La visione di Paolo era dettata dalla sua purezza d’animo e dalla capacità di osservare con attenzione e garbo le evoluzioni di ogni zona vitivinicola, considerando sempre essenziali i rapporti umani. In Franciacorta, il presidio e il lavoro svolto sul territorio ci obbliga a registrare i passi indietro nella gestione agronomica virtuosa di alcuni importanti protagonisti del territorio. Ci piace, però, come contraltare, evidenziare il rafforzamento nelle idee e nelle azioni di coloro che invece del biologico hanno fatto fin dall’inizio un credo, convinti che si possa essere sostenibili, puntare all’eccellenza e garantire anche la giusta retribuzione. Passando da un’area che produce Metodo Classico a un’altra, balziamo in Oltrepò Pavese, dove la mancanza di Paolo, oltrepadano d’adozione per amore, è stata ancor più significativa. La zona ha visto un cambio di persone alla guida del Consorzio, nelle quali confidiamo per far compiere al comparto quel salto di qualità tanto atteso. Il pinot nero rimane la stella di questo territorio, con punte di eccellenza: tuttavia resta la necessità di trovare una chiave di lettura territoriale e uno stile più preciso e lineare.Passando alla variegata provincia di Brescia, sul monte Netto, a Botticino e in Valcamonica rimangono consolidate le aziende presenti in guida, che ogni anno si distinguono per qualità e continuità di stile. In Valtènesi registriamo, invece, un nuovo ingresso e soprattutto sempre più attenzione alla sostenibilità, da parte delle aziende recensite, che sono impegnate nell’interpretare l’autoctono groppello. Piccola battuta d’arresto nella zona del Lugana, conseguenza di un’annata particolarmente sfortunata. Scendendo a sud del lago di Garda, siamo felici dell’entrata in guida di una giovane e dinamica cantina delle colline moreniche Mantovane, una zona che purtroppo fatica a svincolarsi da produzioni massificate e da un’agricoltura ancora troppo legata a pratiche invasive e poco pulite, perciò poco presente finora sulle pagine della nostra guida. Considerazione analoga vale anche per l’altro comprensorio vinicolo Mantovano, quello del Lambrusco, dove però da tempo alcune realtà si distinguono e sono ben solide in guida. Spostandoci all’estremo opposto della regione, la Valtellina si conferma territorio che, partendo dal vitigno principe chiavennasca, fonda la propria originalità su terroir unici, in cui nuove leve di interpreti si aggiungono alla pattuglia di cantine ormai storiche per la nostra guida. Nuova linfa a testimonianza della vitalità di una zona che aspira all’eccellenza a livello nazionale. Sempre affascinanti e romantiche sono le visioni delle realtà poste nelle Terre Lariane e a San Colombano al Lambro. Infine, novità interessanti arrivano da Bergamo, con ben due nuove aziende inserite quest’anno in guida. Segnali incoraggianti dopo anni di immobilismo e incertezze, espressione dell’impegno di nuovi interpreti verso una ricerca di maggiore identità e di stile.


