L’intelligenza delle piante e anche della vite

Ho letto un libro molto bello. L’incredibile viaggio delle piante: lo ha scritto Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) ed è stato pubblicato da Editori Laterza. Si tratta di una serie di racconti sulla vita delle piante scritto con grande maestria e sensibilità. Mancuso, senza alcun tipo di retorica, evidenzia come il mondo vegetale si muova in modo diverso dagli animali, compreso l’uomo, ma altrettanto efficace per realizzare la propria esistenza e quella delle generazioni vegetali successive.

 

 

Sono rimasto molto colpito da alcuni racconti di piante pioniere o resistenze ostinate agli eventi della storia. La Cakile Arctica per esempio. Si parla di una pianta che per prima ha colonizzato l’isola di Surtsey comparsa nell’Oceano Atlantico settentrionale nel 1963 a seguito di una serie di eruzioni vulcaniche sottomarine. Come è riuscita a impossessarsi delle coste vulcaniche deserte? Tale pianta ha sviluppato la possibilità di maturare i semi all’interno di un baccello. A maturazione avvenutai il baccello si spacca in due. Una parte di semi finisce in terra, garantendo la continuità con la madre, l’altra in mare. Sapendo galleggiare e navigare questi marinai vegetali andranno a cercare fortuna in nuove terre. Così è stato per l’isola nuova a nord dell’Islanda.

 

Il racconto degli Hibakujumoku, i giardini di Hiroshima, nei quali alcune piante che hanno resistito al bombardamento atomico sono oggetto di venerazione e affetto da parte dei giapponesi. Si tratta di Ginko, Pino nero giapponese, Muku e, soprattutto, un salice piangente piantato a 300 metri dall’ipocentro dell’esplosione e che ha saputo continuare la sua vita dalle radici.

 

Il grande merito di Mancuso è quello di stimolare nel lettore una visione diversa sul mondo vegetale considerato come materia viva e dotata di sensibilità. L’invasività, per esempio, con cui guardiamo la flora ricoprire le zone abbandonate all’incuria nelle nostre città potrebbe essere analizzata attraverso lo stesso sguardo di questo scienziato evidenziando alcuni punti:

 

  • Grande capacità di disperdere semi
  • Crescita rapida
  • Abilità nell’alterare la propria forma in funzione delle condizioni ambientali
  • Tolleranza a molteplici stress
  • Capacità di associarsi con gli umani

 

Come dice l’autore “…nel complesso si tratta di quelle caratteristiche che rendono una specie efficiente, flessibile, resistente.. capace di risolvere problemi in ogni situazione ambientale”.

 

Ecco che l’invasività si trasforma in una vera e propria intelligenza vegetale.

 

La vite è pianta a tutti gli effetti. La sua esistenza la dobbiamo a questo tipo di intelligenza che le ha permesso di adattarsi ad ambienti anche inospitali. Pensiamo al tempo dei dinosauri quando un lungo periodo di oscurità (fonte Ian Clark, Postmodern Winemaking) mise in pericolo la sua esistenza. Essendo a quel tempo una forma vegetale strisciante, la vite dovette sviluppare dei meccanismi di salita per andare a godere del sole che le piace tanto. Approntò quindi un sistema di viticci con il quale iniziò la sua scalata. Pensateci amici vignaioli quando smoccolate in tutte lingue nel momento in cui stralciate le potature e queste sono saldamente lignificate ai fili, grazie proprio a questi viticci.

 

Conosco tanti vignaioli che hanno questo sguardo senziente verso la viticoltura. Dora Forsoni a Montepulciano, Florio Guerrini a Montalcino, Enrico Giovannini all’Impruneta, giusto per fare esempi che affiorano d’acchito alla mia mente, ma sono ormai tantissimi i viticoltori che dialogano con le piante e si confrontano con loro in uno scambio quasi umano di comunicazione. Sarò un caso che i loro vini abbiano una forza vitale senza precedenti di difficile definizione ma sempre più diffusa nel mondo dell’enologia italiana. Partire da questo sguardo sempre meno antropocentrico, suggerito da Stefano Mancuso nel suo libro, ritengo sia una necessaria base di partenza per definire un nuovo concetto di qualità nel vino che attinga all’energia vitale del suolo e delle piante da cui si origina.

Stefano Mancuso, L’incredibile viaggio delle piante. Editori Laterza 2018 € 18,00