Le tele del vino

Ho ritrovato questo articolo dalla rivista spagnola Mivino che avevo preso a Burgos, in Rioja, quando fui invitata a partecipare ad un tour del vino nell’Aprile del 2018. Mi piaceva l’idea di tradurlo e condividerlo pensando che fosse curioso ed interessante per chi ama l’arte, in questo caso spagnola, e la relazione con il vino. Si tratta di una fonte di ispirazione per un prossimo articolo sui lasciti dei grandi Maestri della pittura italiana e la loro arte ispirata al vino. Le foto delle opere sono state estrapolate da internet. L’articolo è stato scritto da Laura Lopes Altares.

Ogni bottiglia di vino è una piccola opera d’arte: contiene decine di storie che ci raccontano di frutti, aromi, territori, persone. Era inevitabile che il dipinto trovasse ispirazione nella suggestiva gamma di rossi e gialli del vino; nei rigogliosi vigneti; in Bacco, dio romano del vino e campione dei piaceri terreni; nella vendemmia e nel suo eterno autunno.

È un compito impraticabile riassumere in questo spazio così limitato la profonda connessione che esiste tra vino e pittura, ma volevamo fare un breve tour di alcune opere spagnole che ci sembrano essenziali per comprendere questo rapporto veemente.

El triunfo de Baco (1628-1629), del pittore barocco Diego Velázquez, è il nostro punto di partenza. In questo capolavoro – popolarmente noto come Los Borrachos-, possiamo contemplare il dio romano che si mescola ai mortali ubriachi per il suo dono e incorona uno di loro. Il primo dipinto mitologico di Velázquez che umanizza il dio dell’appetito vorace con la sua ferma e magistrale pennellata naturalistica e dà origine a varie interpretazioni. Velázquez_

 

Anni prima del suo momento oscuro, Francisco de Goya ha dipinto la Sierra de Gredos, in La vendimia (1786) alla luce autunnale. Le uve simboleggiano l’autunno, con il suo malinconico calore. Qui il vino è un simbolo di calma e non di impetuosità. Con il suo tratto infuocato e ispirato, il genio aragonese modella un’annata moderna in cui un giovane nobile vestito di giallo – il colore dell’autunno – offre un grappolo a una donna mentre un bambino cerca di raggiungerlo. Una contadina – figura centrale nel dipinto – tiene in testa un cesto pieno di uva; Sullo sfondo, i contadini raccolgono il prezioso frutto.

 

Dal meno cupo Goya saltiamo all’energico e rivoluzionario Picasso. Il geniale artista di Malaga ha rivoluzionato il mondo dell’arte creando un nuovo modo di interpretare la realtà. Il cubismo gioca con forme naturali e le divide in figure geometriche, adottando una prospettiva multipla. Un esempio perfetto di questo movimento d’avanguardia – nella sua ultima tappa – è La botella de vino (1922), che riproduce una natura morta con colori vivaci e squisita irriverenza.

 

Salvador Dalí ha affermato che “un grande vino richiede che un pazzo cresca la vite, un saggio che la salvaguardi, un poeta lucido per farlo e un amante per berlo”. La passione di Dalí per il vino e il suo genio assoluto sono stati scoperti in Vaso de vino y bote (1956), permeato di surrealismo onirico “il prodotto più stimolante nella storia dell’arte”, che ha anche onorato – con la sua sovversiva sensualità – nel libro Los vinos de Gala.

Barbara D’Agapiti è una delle collaboratrici di Slow Wine. Seguitela su Instagram (qui) https://www.instagram.com/winelinkitaly/?hl=en