La visita più bella

 

Non se la prenderanno sicuramente gli amici produttori se dico che sabato scorso ho visto il più bel vigneto di quest’anno. Ero, infatti, in visita presso La Piana, piccola ed eroica azienda toscana il cui vigneto è l’unico presente nella magnifica Isola di Capraia

 

 

Per comprendere cosa voglia dire produrre vino a Capraia è bene sottolineare il fatto che quest’isola non vive la stessa realtà delle altre due grandi sorelle dell’Arcipelago, Elba e Giglio, in termini di antropizzazione, servizi e turismo. Gran parte del suo territorio è scosceso e non vi sono spiagge. Dal porto si arriva all’unico centro abitato, Capraia, dopo una passeggiata di circa 10 minuti; il resto dell’isola è solo natura. Insomma se le parole potessero esprime un grado minore o maggiore di attinenza rispetto a ciò che definiscono, il sostantivo isola messo davanti a Capraia meriterebbe l’avverbio più.

 

Il vigneto che ho visitato si trova nell’antico cratere del vulcano, una rara pianura dal suolo grigio e circondata da una macchia mediterranea, i cui urlanti profumi potrebbero inebriare il più arido dei cuori. Per arrivare al vigneto a piedi s’impiega circa mezz’ora dal paese oppure con lo scassatissimo ma splendido Patrol di Linda Caioli, agronoma aziendale. Circa 4 ettari in un luogo magico, dove già gli anacoreti nell’anno 1000 praticavano agricoltura e i muretti a secco per dirla con Linda sono vere e proprie opere d’arte.

 

 

Non essendoci acqua si sfrutta quella piovana con un geniale sistema di canalizzazione attraverso muretti a secco, ideati circa 400 anni fa. Per la coltivazione del vigneto, l’Azienda compie grandi sforzi. Qui la rottura di un pezzo del trattore, la mancanza del filo del decespugliatore, un qualsiasi infortunio, possono rappresentare un problema. Quindi anche alla parola eroismo potremmo dare un grado maggiore di attinenza quando si parla di questo tipo di viticoltura.

 

Ma chi ha fatto tutto questo e perché? La prima risposta è facile Stefano Teofili. La famiglia di Stefano è proprietaria da generazione di questi terreni e nel 2000 Stefano ha voluto ripristinare la viticoltura, già praticata in antichità. L’incontro con Linda, straordinaria agronoma, la cui passione botanica è trascinante, ha portato ben presto alla realizzazione di questo vigneto di aleatico, al quale si è aggiunto un ettaro e mezzo di vermentino, su terrazze, unici in Italia.

 

E i vini? Ora basta se no che gusto ci sarà nel comprare la nostra prossima Guida?