La next generation del Santa Maddalena

C’è fermento sulle colline di Santa Maddalena! L’ultima generazione di giovani vignaiole e vignaioli, infatti, sta portando nuove energie e visioni e mettendo le basi per il futuro della storica denominazione altoatesina. «I nostri genitori si sono focalizzati sul migliorare la qualità del Santa Maddalena – racconta Martin Ramoser dell’azienda Fliederhof – ora noi vogliamo fare uno step ulteriore e, cioè, lavorare per produrre vini sempre più espressivi e profondi, in grado di raccontare la versatilità e le potenzialità di questo territorio.»

Per queste ragazze e ragazzi il Santa Maddalena è il profumo di casa, sono cresciuti fra le vendemmie di schiava e lagrein e i racconti dei nonni sui primi imbottigliamenti e su come in passato questo fosse il vino più importante del Sudtirolo.

Ecco perché oggi non è strano trovare in loro un grande entusiasmo e una sincera passione per le colline a nord di Bolzano e per i vini che regalano: «Il segreto per fare un buon Santa Maddalena sta nella testa di chi lo produce – racconta Josef Mayr della cantina Erbhof Unterganzner – bisogna credere nelle qualità di questo vino e nelle caratteristiche uniche del nostro territorio, è importante essere creativi in vigna e in cantina.»

L’amore e la dedizione per il Santa Maddalena hanno portato i più giovani a costituire un gruppo che si incontra regolarmente per assaggiare le nuove e le vecchie annate e per scambiare opinioni, esperienze e idee: «Sono delle occasioni preziose per noi, in cui parliamo di vino ma non solo. – spiega Hannes Spornberger dell’azienda Kandlerhof – Al momento ci troviamo in una fase di cambiamento, stiamo delineando i nostri obiettivi futuri, decidendo dove vogliamo arrivare e come vogliamo raccontare i nostri prodotti. Molto importante per i prossimi anni sarà avvicinare dei pubblici nuovi, sorprendere i consumatori con vini originali e avere il coraggio di osare con prezzi più alti».

Katharina Martini – neo nominata tesoriera del Consorzio per la Tutela della Produzione del Vino Santa Maddalena e socia conferitrice di Cantina di Bolzano aggiunge: «Noi giovani siamo fortemente motivati e ci sosteniamo a vicenda e questo è un ottimo segno per il futuro del Santa Maddalena. Stiamo lavorando molto a una nuova comunicazione affinché questa denominazione sia più conosciuta e apprezzata fra i più giovani.»

Il Santa Maddalena, infatti, è un vino tanto tradizionale quanto moderno,  che ha tutte le carte in regola per piacere ai nuovi consumatori, come ci ricorda Florian Gojer di cantina Glögglhof: «Ha un frutto luminoso ed è beverino, è versatile negli abbinamenti con il cibo e sa essere longevo e sfaccettato. Inoltre, bevuto fresco, è un rosso da gustare anche d’estate.»

Un vino fatto dai giovani per i giovani, quindi, ma non solo. Se da un lato, infatti, la nuova generazione del Santa Maddalena sta puntando a far appassionare i consumatori nella fascia dai diciotto a trentacinque anni, dall’altro si sta impegnando a raccontare un altro volto di questo vino, un volto fatto di selezioni di vecchie piante o singole vigne, lunghe maturazioni e un sorprendente potenziale di invecchiamento.

Ne è un esempio il Santa Maddalena Classico Gran Marie di cantina Fliederhof, nato nel 2016 da un’intuizione di Martin Ramoser: «Dopo la mia esperienza lavorativa con Paolo De Marchi di Isole e Olena ho voluto provare a produrre questa selezione di vecchie viti, che hanno rese più basse e acini piccoli. Lo vinifico con una percentuale di grappoli interi e ottengo un vino con più potenza, tannino e corpo rispetto ai Santa Maddalena più classici, un vino in cui prevalgono le note terziarie e speziate».

Anche le giovanissime Veronika e Anna Pfeifer dell’azienda Pfannenstielhof hanno ispirato il papà Johannes nella creazione di due nuove etichette: «Oltre al nostro Santa Maddalena Classico oggi produciamo l’Annver, che gioca su raffinatezza ed  eleganza, e Der Pfannenstiel., che matura oltre 4 anni in acciaio al fine di esaltare le potenzialità di questa tipologia.» O, ancora, il Santa Maddalena Classico Schlöterpock di cantina Kandlerhof e il Santa Maddalena Classico vigna Hub di Untermoserhof, entrambi espressioni innovative di Santa Maddalena nate rispettivamente per volontà di Hannes Spornberger e di Florian Ramoser.

Fra gli aspetti più interessanti di queste nuove etichette c’è la loro capacità di dare voce alle diverse personalità e all’estro di queste ragazze e ragazzi e di portare il Santa Maddalena a un livello più ambizioso, valorizzandone le singole microzone e rivelandone aspetti e caratteristiche ancora inesplorate.