Italia o Francia? Gli effervescenti anni Novanta

A contendersi il primato tre Champagne e tre Metodo Classico italiani; i vini sono stati serviti a coppie, affiancando le bottiglie dello stesso millesimo per una degustazione in parallelo.

 

Trento Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1993 – Ferrari (Trento)
Degorgement del 2011.
L’etichetta più importante – universalmente conosciuta e apprezzata – prodotta dalla famiglia Lunelli a partire dal 1972, selezionando le sole uve di chardonnay provenienti dalle vigne del Maso Pianizza, posto sulle alte colline sopra Trento, e dedicata al fondatore dell’azienda, il mitico Giulio Ferrari.
Vino da subito perfettamente espressivo, aperto e freschissimo nei profumi di erbe di campo e di burro. Con il tempo cresce una piacevole e intrigante nota di nocciole e fini sensazioni di pasticceria secca. La bocca presenta il solito timbro teso e vivo che contraddistingue l’intera produzione aziendale e in particolare questa etichetta; soffice in entrata, dispone di un persistente finale di agrumi, soave e lungamente gustoso. Una grandissima performance a quasi vent’anni dalla vendemmia.

 

 

Champagne Brut 1993 – Moutard (Buxueil)
Degorgement del 2011.
I Moutard sono una storica famiglia di viticultori della Côte de Bars, dove possiedono 22 ettari di vigneto. Il terreno tipicamente calcareo e argilloso offre le migliori condizioni per lo chardonnay, unicamente presente in questa etichetta.
Anche il 1993 francese si mostra immediatamente espressivo e risolto, con note floreali fresche e al contempo complesse; stando nel bicchiere evolve per bene e rende ancora più accattivanti i suoi aromi, evidenziando una bella nota di frutta candita e leggere sensazioni “formaggiose”. Al palato è subito teso e dritto, senza alcuna sbavatura, e poi riempie la bocca con una piena e ben modulata grassezza. Volume e profondità sono in perfetto equilibrio.

 

 

O.P. Brut Nature 1996 – Andrea Picchioni (Canneto Pavese)
Degorgement del 2011.
Il giovane Andrea Picchioni ha iniziato la sua attività di vignaiolo alla fine degli anni Ottanta, partendo praticamente da zero e contando solo su una piccola vigna coltivata a tempo perso dal padre. Negli anni è cresciuta l’azienda ma soprattutto la consapevolezza di Andrea delle grandi capacità – anche viste nell’ottica delle lunghe rifermentazioni in bottiglia – del territorio dell’Oltrepò Pavese.
Incredibilmente fresco e incisivo al naso, con note floreali e di frutta fresca e croccante: una freschezza e integrità che non abbandonerà mai il bicchiere. La bocca è ampia, ricca, misuratamente grassa e decisamente profonda, di grande tensione. Un’acidità apparentemente modesta, ma invece ben presente, sostiene una struttura di grande stoffa.

 

 

Champagne Brut Grand Cru Saint Vincent 1996 – R&L Legras (Chouilly)
Degorgement del 2010.
Legras non ha bisogno di molte presentazioni in quanto è presente nelle carte dei vini dei migliori ristoranti del mondo: è uno dei più grandi interpreti dello chardonnay (l’azienda è proprietaria di 14 ettari di vigne tra Chouilly e cramant), che si esprime con stile cristallino in questo Blanc de Blancs Grand Cru.
All’olfatto si rincorrono sensazioni vegetali e note di formaggi a pasta molle: inizialmente un po’ contratto e chiuso, con il passare dei minuti si apre e diventa sempre più piacevolmente complesso e ampio. Entra in bocca con un bel volume, rifinito e quasi grasso, e poi procede al palato con una decisa e pregevole durezza, fino a diventare tagliente e affilato, di grande incisività e persistenza. Un vino di grande personalità, al giusto stadio di evoluzione.

 

 

Franciacorta Brut Cuvée Annamaria Clementi 1997 – Ca’ del Bosco (Erbusco)
Degorgement del 2012.
Senza dubbio la cuvée storica (chardonnay al 60%, e poi pinot bianco e pinot nero in parti uguali) più prestigiosa della Franciacorta, dedicata da Maurizio Zanella – fondatore di Ca’ del Bosco – alla madre, che lo spronò e lo appoggiò quando negli anni Settanta decise di dare vita a questa magnifica realtà italiana.
Bouquet ampio e composito, con profumi molto nitidi e definiti di erbe di campo, di fiori, di funghi e di frutta secca che si rincorrono per lungo tempo in una bella alternanza di sensazioni. Inizialmente sottile, invade invece il palato con una polpa sostanziosa ed elegante, che riempie il gusto con finezza e fermezza.

 

 

Champagne Brut Grand Cru 1998 – Franck Bonville (Avize)
Degorgement del 2010.
Olivier Bonville, erede di una famiglia di vignaioli da molte generazioni, ha la grande fortuna di possedere 20 ettari di terreno interamente classificato Grand Cru, con molte particelle nelle posizioni ottimali di mezza costa. Lo stile della maison insiste sulla ricchezza aromatica dei profumi e su un gusto grasso e generoso, che solo lo chardonnay, al 100% in questa bottiglia, riesce a dare.
Non disponibile nel millesimo 1997, offre però con l’annata successiva una grande prova di evoluzione in bottiglia. Profumi ricchi e compositi, tra i quali spiccano le tracce di funghi e di sottobosco ben sostenute da una fine nota eterea. Al gusto mostra un’ossatura sostanziosa e dritta, ben disposta e in ottimo stato evolutivo; colpisce l’insolito ma estremamente piacevole finale di ananas candito.

 

 

Gli Champagne assaggiati in questa degustazione sono distribuiti in Italia da Capagio di Parma, che rifornisce non solo enoteche e ristoranti ma anche direttamente i privati, con consegne anche piccole a domicilio.
Info: www.capagio.it