Immaginare il vino

 

Qualche giorno fa ho assistito a un bel concerto. Suonavano gli Arcade Fire, un gruppo canadese tra i migliori interpreti del cosiddetto alternative rock. A un certo punto della serata, la band eseguiva un brano in cui il tamburo, gli archi e una voce femminile acrobata, sul filo di una stonatura provocatrice, suscitavano in me una viva emozione ma che non riuscivo a focalizzare.

 

 

Dietro di loro il maxi schermo proiettava un video bellissimo che, lentamente, catturava la mia attenzione. Una soggettiva da un’auto in movimento su una strada, nell’albeggiare di un cielo mattutino. Gli appassionati di cinema sanno che cosa sia una ripresa soggettiva e, facilmente, potranno associare questa immagine a Strade Perdute, un bellissimo film diretto da David Lynch. Per i non appassionati, basti sapere che nella ripresa si vedeva solo la strada e il cielo che schiariva.

 

 

Quelle immagini erano la musica stessa resa agli occhi. La morsa con la quale la musica attanagliava la mia anima era la nostalgia del passato e di quelle serate senza fine passate con gli amici, insomma la mancanza di quella fase della gioventù che le riprese hanno messo a fuoco in modo inequivocabile.

 

 

Che c’entra il vino? Direte voi, cari 25 lettori. Ci azzecca perché appena afferrato il sentimento che mi opprimeva con dolcezza, il mio pensiero si è rivolto al vino. Purtroppo è così, se mi concentro, posso stare almeno 15 minuti senza pensarci poi ci ritorno senza ombra di dubbio.

 

 

Ho pensato al vino, dicevo, perché come la musica, in quel preciso istante, ho realizzato che bere vino non solo stimola i miei sensi ma proietta delle vere e proprie immagini nella mia mente. Come se un regista nel mio cervello scegliesse le riprese più adatte per ogni bicchiere bevuto.

 

 

Sarebbe, secondo me, interessante descrivere un vino attraverso le immagini che riesce a disegnare davanti ai nostri occhi. Liberarlo dal campo finito dei descrittori grammaticali per trasformarlo in figure sensibili. Bere vino potrebbe, in questo modo, essere il tuffo in un torrente d’estate, la conquista di una vetta, lo sguardo luminoso di una donna, il frutto preso dall’albero, il riverbero del mare visto da una pineta, le lenzuola stese in qualche aia meridionale……..

 

Infine, la mia domanda: succede anche a voi oppure è scoccata per me l’ora del lettino di un bravo psicanalista?