Il Trentino in Slow Wine 2027

Ritorniamo a Nord oggi per svelarvi introduzione, premi e riconoscimenti del Trentino in Slow Wine 2027.

Partecipa anche tu alla degustazione di vino più attesa dell’anno: potrai incontrare i produttori premiati e i nuovi ingressi in guida!

sabato 17 ottobre 2026
Milano – SuperstudioMaxi

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INTRODUZIONE

Il 2026 racconta un Trentino in movimento. La stagione, calda e avara di piogge, ha anticipato la vendemmia e ricordato quanto il clima pesi ormai su ogni scelta. Ma è sul fronte umano che la provincia mostra la sua vivacità: sempre più aziende giovani si affacciano sul mercato, con persone di talento che rinnovano stili e punti di vista.

Non a caso quest’anno abbiamo accolto in guida diverse nuove cantine, molte delle quali non si fermano alla bottiglia, affiancando alla produzione anche un’intensa attività di accoglienza, degustazioni e iniziative che permettono di conoscere da vicino il territorio e il loro lavoro, aprendo le porte delle aziende vinicole a esperienze sensoriali e conoscitive.

Accanto a loro resistono, solide come sempre, le storiche etichette vallagarine e rotaliane, interpreti di una tradizione che si tramanda da generazioni. La Vallagarina e la valle dell’Adige, aperte e ventilate, con buona escursione termica, regalano rossi di rigore e finezza. La Piana Rotaliana, cuore del teroldego, trova nei terreni ghiaiosi del Noce la sua impronta più riconoscibile. Più in quota, la val di Cembra allinea i terrazzamenti sul porfido e produce bianchi minerali e nervosi. La valle dei Laghi, accarezzata dall’Ora del Garda, punta su autenticità e freschezza. Nei calici degustati ci hanno sorpreso la vivacità delle Nosiola e dei Müller-Thurgau, bianchi tesi e sapidi, tra note agrumate ed erbacee, che invitano al sorso successivo. Sulla stessa lunghezza d’onda i vini rosa, freschi e dall’espressione vivace del frutto, che stanno conquistando fette di mercato sempre più ampie. Sul versante dei rossi, invece, abbiamo trovato profondità: Teroldego, tagli bordolesi e vitigni autoctoni mostrano struttura e capacità di invecchiare senza perdere freschezza. Buona prova, quest’anno, anche per il pinot nero, vitigno in crescita e capace di incontrare il gusto del consumatore finale.

Il Vino Santo, presidio Slow Food, ha confermato il suo stile inconfondibile: un dolce di rara verticalità, dove la ricchezza zuccherina è perfettamente bilanciata da acidità e sapidità vibrante.

Il Metodo Classico resta una certezza, con molte cantine che stanno costruendo la propria linea di bollicine. Alle grandi case spumantistiche, ormai certezze, si affianca un fermento diffuso e la voglia collettiva di contribuire a questo stile di montagna. Vegliano sul percorso due importanti realtà: il Consorzio Vignaioli del Trentino, che riunisce chi coltiva, vinifica e imbottiglia in proprio, e l’Istituto Trentodoc, custode delle bollicine di montagna.

È quindi tra l’entusiasmo delle nuove realtà e l’esperienza delle aziende storiche che continuiamo a cercare le bottiglie che meritano queste pagine.

I RICONOSCIMENTI ALLE CANTINE

LA LISTA DEI TOP WINE