Il prezzo dell’acqua e del vino…

Ieri, tornando a casa, dopo aver partecipato a Firenze a un interessante dibattito sulla viticoltura sostenibile organizzato dall’Arsia e dalla Stazione Sperimentale di Panzano mi sono fermato come tanti altri automobilisti in un autogrill. Acquistando dell’acqua frizzante (l’unica in vendita…) San Pellegrino mi sono soffermato a osservarne il prezzo: 1,70 €. Poi aggirandomi tra gli scaffali, vedo dei cartoncini di vino da 3 bottiglie di una cooperativa sociale piemontese (che abbiamo escluso anche per queste politiche commerciali dalla nostra Guida) in svendita a meno di 6 euro… Una bottiglia ha praticamente lo stesso prezzo dell’acqua.

 

A questo punto mi chiedo e vi chiedo: chi sbaglia? Il sistema è evidentemente malato perché i costi anche del packaging (per non parlare di quelli scandalosamente diversi della produzione della materia prima) sono completamente diversi: l’acqua viene venduta in plastica, il vino in vetro con tanto di tappo di sughero, etichetta, cartoncino, ecc… Quando vedi una cosa del genere capisci che c’è qualcosa che non va nel nostro mondo.

 

Siamo a metà di una vendemmia difficile (dal punto di vista economico e forse anche climatico), penso che molti vignaioli si comincino a chiedere se non sia meglio spiantare e vendere, piuttosto che continuare a lavorare per produrre beni che nel mondo moderno hanno perso totalmente il loro valore materiale.

 

La critica enologica che deve fare a questo punto? Rimanere silenti e trastullarsi con i propri giochini significa essere complici di un sistema ingiusto. Slow Food ha in programma di dar vita a una serie di incontri di altissimo profilo che forniscano una chiara chiave di lettura a fenomeni come questo. La rete messa in piedi da Vignerons d’Europe sarà il nostro punto di partenza. Il mondo del vino è disorientato, ferito e colpito da politiche economiche che andando avanti così determineranno la morte della nostra agricoltura. Sta a noi fare un salto di qualità e cercare di proporre altri modelli di consumo, altrimenti siamo destinati a veder scomparire un mondo che abbiamo contribuito a costruire.