I vini del mare: un laboratorio fra isole e coste

IN UNO DEI SUOI BRANI PIÙ CELEBRI LA STORICA BAND TORINESE GLI STATUTO SOSTIENE CHE NEL CAPOLUOGO PIEMONTESE MANCHI IL MARE: UN’AFFERMAZIONE EFFETTIVAMENTE DIFFICILE DA CONTESTARE.

QUELLO CHE PERÒ SÌ PUÒ DIRE È CHE VI SONO ALCUNE OCCASIONI IN CUI IL MARE VIENE PORTATO A TORINO. UNA DI QUESTE, È VINI D’ISOLA, VINI DI MARE, EVENTO CHE SI SVOLGE IL 9 OTTOBRE PRESSO EATALY LINGOTTO E CHE VEDE COME PROTAGONISTI VINI PROVENIENTI DALLE COSTE ITALIANE SIA DELLA PENISOLA SIA, SOPRATTUTTO, DELLE ISOLE E DEGLI ARCIPELAGHI.

L’evento rientra tra i Laboratori del Gusto di Terra Madre Salone del Gusto 2020, edizione insolita, ma quanto mai sentita. Chi partecipa avrà modo di affrontare un viaggio nelle nostre Terre d’Acqua bicchiere alla mano.

UN LEGAME INDISSOLUBILE

Potrebbe sembrare scontato sottolineare il ruolo fondamentale che il mare esercita sulla vite, meno scontato è ritrovare questi effetti nel calice. Allo scopo di evidenziare queste influenze sono stati scelti alcuni produttori e altrettante etichette che rappresentano al meglio questo profondo legame. Un legame che nel nostro Paese è indissolubile, essendo l’Italia uno degli stati che può vantare il maggior numero di ettari vitati affacciati sul mare.

Il ricorso a vitigni autoctoni e il rispetto del territorio sono il fil rouge che unisce i viticoltori scelti per la degustazione: sei assaggi che toccano tutto lo stivale e scandiscono il corso della serata.

LIGURIA

La vigna di Heydi Bonannini a Palmaria. Ph. Possa.

Si fa tappa in Liguria, nell’isola di Palmaria, dove Heydi Bonannini, anima dell’azienda Possa di Riomaggiore (Sp), coltiva le uve per le circa 1000 bottiglie di Parmaea. Blend di vermentino, trebbiano e albarola (vitigno tipico della zona delle Cinque Terre), il Parmaea è un bianco macerato, affinato in acciaio, prodotto con le uve coltivate nell’unico vigneto – poco più di mezzo ettaro – dell’isola.

VENETO

Sempre a nord, ma sulla costa adriatica proviamo il Venusa di Venissa prodotto sull’isola di Mazzorbo a Venezia dalla famiglia Bisol. La dorona, uva a bacca bianca autoctona della laguna da poco riscoperta, subisce un periodo di macerazione che conferisce al vino più corpo e struttura. La macerazione dei bianchi era una pratica assai diffusa tra i produttori lagunari che, non disponendo di cantine sotterranee, dovevano garantire più corpo ai vini per renderli più facilmente conservabili.

SARDEGNA

Le vigne di Cantina di Santadi.

Scendiamo in Sardegna per assaggiare il Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2014 della cantina di Santadi. Questa Cooperativa attiva da 60 anni è, fin dalla sua origine, in prima linea per la valorizzazione dei vitigni autoctoni sardi e, in particolar modo, del carignano di cui il Terre Brune è un’ottima declinazione. L’affinamento previsto è di 16-18 mesi in barrique nuove e 12 mesi in bottiglia.

CAMPANIA

Si raggiunge poi la Campania, nello specifico la Costa Amalfitana per il Costa d’Amalfi Per Eva 2017 della Tenuta San Francesco guidata dal dinamico ed energico Gaetano Bove, pilastro dell’azienda di Tramonti (Sa). Si tratta di un assemblaggio di falanghina, ginestra e pepella affinato in acciaio: un vino salino e verticale con sentori agrumati e di erbe mediterranee.

SICILIA

Il viaggio alla scoperta dei vini di mare, infine, tocca la Sicilia e presenta due suoi produttori.

La raccolta delle uve presso Marco de Bartoli.

Marco De Bartoli è senza alcun dubbio una delle aziende di riferimento del marsalese e il suo Vecchio Samperi è uno dei migliori esempi di Marsala Pre-British. Il grillo, uva che ben sopporta le vinificazioni ossidative, è il protagonista di questo vino che vede una media di almeno 15 anni di invecchiamento ricorrendo al tradizionale metodo perpetuo e un grado alcolico raggiunto naturalmente senza l’aggiunta di mistella.

L’ultimo dei sei vini presentati è la malvasia secca di Salina Didyme 2019 di Tasca d’Almerita che nasce sui terreni vulcanici dell’isola di Salina. La famiglia Tasca, per sottolineare ulteriormente il profondo legame che lega questo vino al territorio, ha deciso di chiamarlo Didyime, antico nome dell’isola. L’affinamento previsto è di quattro mesi in vasche d’acciaio.

Tasca d’Almerita. Le uve di grillo, appena raccolte, stanno per iniziare il loro viaggio a bordo di una piccola barca che attraverserà lo Stagnone di Marsala, a fianco delle antiche saline.

Sei diverse ma interessantissime interpretazioni del territorio e dell’enorme panorama ampelografico del nostro paese.

 

E ORA UN DETTAGLIO DI FRUIZIONE. I LABORATORI DEL GUSTO SONO DISPONIBILI NON SOLO PER CHI ACQUISTA UN POSTO DA EATALY, MA ANCHE GRAZIE ALL’INVIO DI KIT DI DEGUSTAZIONE PENSATI PER GRUPPI DI 10 PERSONE. SONO ACQUISTABILI ONLINE FINO AL 24 SETTEMBRE. I KIT SARANNO INVIATI ALCUNI GIORNI PRIMA RISPETTO ALLO SVOLGIMENTO DEL LABORATORIO. IL GIORNO DELLA DEGUSTAZIONE SARÀ INVIATO ANCHE IL LINK PER SEGUIRE LA DEGUSTAZIONE IN ONLINE.

info.eventi@slowfood.it

 

 

 

La cover image ritrae le viti di Venissa, sull’isola di Mazzorbo.