Ho assaggiato un 99/100 di Parker e … mi ha rovinato la bocca!

Durante l’ultimo Prowein, grazie alla segnalazione di un amico produttore marchigiano, mi sono fermato in uno stand per assaggiare i vini di un’azienda americana pluripremiata da Robert Parker e da altri giornalisti/degustatori statunitensi.

 

about_imgL’azienda si chiama K Vintners e opera nello stato di Washington, precisamente in una zona chiamata Walla Walla. Nasce qualche anno fa grazie all’intraprendenza e all’originalità del suo proprietario, tale Charles Smith (nella foto) che nel 1999, dopo aver vissuto per qualche tempo in Scandinavia dove faceva il manager di rock band e organizzava concerti, fece un giro di piacere nei territori poco conosciuti del Pacific Northwest, si fermò per caso a Walla Walla, incontrò un winemaker locale e si mise in testa di produrre vini in quel luogo.

 

Fin dalle prime produzioni Wine Spectator, Wine Advocat e numerose altre pubblicazioni americane presero a incensare i vini di Charles Smith, che subito diventò il produttore più importante e conosciuto dello stato di Washington. Il celebre columnist Paul Gregutt appioppò un sonante 100/100 (cento centesimi) al Royal City Phil Lane Syrah 2006, subito seguito da Robert Parker che diede 99/100 allo stesso vino dell’annata 2008.

 

IMG_0461Incredibilmente questi due vini, peraltro in magnum, erano sul banco a disposizione di chi li volesse assaggiare: quindi ne ho approfittato.

Il 2006 è senza dubbio un gran bel vino, morbido e voluttuoso come piace agli americani, intensamente fruttato senza essere eccessivo, anzi piuttosto fresco e mentolato al naso, con intense ed eleganti note speziate a coronare l’impianto olfattivo (come da manuale del vitigno …). Bocca sostanziosa che chiude però con una forte acidità, che se da un lato aumenta indubbiamente la dinamicità del vino dall’altro appare come una nota stonata in un quadro gusto-olfattivo che fino a quel momento filava via liscio e coerente.

 

Il 2008 ricalca perfettamente lo stile del precedente, ben rifinito al naso e riccamente fruttato. L’entrata in bocca è morbida, quasi felpata e sembra proseguire su questo tono, ma dopo pochi secondi “risale” un’acidità sferzante, potentissima, decisamente falsa. Una sensazione di acido tartarico così forte e “stringente” da dare fastidio ai denti, che sono diventati ipersensibili come il resto del palato. Questa fastidiosa sensazione acida mi è rimasta in bocca per lungo tempo, impedendomi di assaggiare per bene altri vini; ho dovuto mangiare un paio di sostanziosi panini e bere due belle birre per far tornare quasi normale il mio palato … Insomma una sensazione sgradevolissima e falsa. Sono convinto dell’evidente acidificazione del vino, perché non è possibile che sia naturale una cosa del genere. In tanti anni di assaggi non mi sono mai imbattuto in una percezione così imbarazzante, o vagamente simile a quella provata con questo vino.

 

IMG_0459Ho provato a condividere questa mia impressione con l’occasionale “compagno di banco” che stava assaggiando i vini accanto a me nello stand, e anche lui (il ragazzo con occhiali, barba e camicia bianca nella foto) era basito dall’assaggio e concordava con me sulla falsità di una simile sensazione acida …

Comunque sia dopo “l’indimenticabile” assaggio mi sono incuriosito e ho preso maggiori informazioni sull’azienda arrivando alle conclusioni che:

– l’enologo/cantiniere (quello al centro della foto, con T-shirt nera e pizzetto caprino) è stato in passato un famoso rocker

 

IMG_0463– l’azienda produce un numero ampissimo di referenze, compreso un singolarissimo Secco Italian Bubbles (ricorda qualcosa il nome? …) e un Vino Pinot Grigio

– le etichette sono a mio avviso meravigliose: sobrie e tradizionali come quelle dei vini di Borgogna …

– i vini sono costosissimi

 

– titolare e enologo sono gentilissimi – ti aprono e ti fanno assaggiare qualsiasi cosa – e molto propensi alla chiacchiera, tranne quando si parla di vigne e di viticoltura: in quel momento diventano silenziosi e reticenti. Più volte sollecitati non mi hanno mai risposto su dove e come vengono coltivati i vigneti …

 

Fabio Giavedoni