Guida Birre d’Italia 2015: stiamo arrivando …

Alla fine di aprile uscirà in libreria la nuova edizione di Guida Birre d’Italia di Slow Food Editore. In vista di ciò diamo avvio, da oggi, a una collaborazione con la redazione di questa guida – in particolare con i due curatori Luca Giaccone e Eugenio Signoroni – che interverrà sempre più spesso in questa sede.

Un’occasione in più per dimostrare che tra il mondo dei consumatori di vino e quello degli appassionati di birra non esistono stupide separazioni ma semmai frequentazioni trasversali e virtuose contaminazioni.

 

Ormai siamo a metà. Al giro di boa. Le degustazioni finali della guida Birre d’Italia 2015 procedono spedite e ci consentono di tirare le primissime somme. Prima di raccontarvi le nostre impressioni a caldo sullo stato di salute della birra artigianale in Italia, qualche parola su come abbiamo deciso di lavorare quest’anno e qualche doveroso ringraziamento.

IMG_3751A differenza di quanto avvenuto per le 3 precedenti edizioni stavolta siamo stati noi ad andare sui territori e per le 4 degustazioni finali siamo stati ospitati da altrettanti locali che della diffusione della cultura birraria hanno fatto la loro missione e che qui ringraziamo: I vizi del Pellicano a Correggio (Re), l’Ottavo Nano di Atripalda (Av), il The Dome di Nembro (Bg) e Oro Birra di Torino. Il perché di questa scelta è presto detto: rendere ancora più trasparente il nostro lavoro uscendo dalle mura della redazione di Bra, affidarci alle sapienti mani di chi con la birra ha a che fare ogni giorno e, infine, rimarcare l’importantissimo ruolo che pubblican e pub giocano nel mondo della birra artigianale, non semplici commercianti, ma profondi conoscitori e appassionati di un prodotto che al momento del servizio può essere esaltato o penalizzato.

IMG_3725Veniamo però all’analisi di quanto emerso dalle finali di Emilia Romagna-Umbria-Marche-Toscana e quelle del Centro e Sud Italia. Se vi aspettate i riconoscimenti resterete delusi, nulla verrà infatti reso noto prima del 30 aprile, quando la guida sarà finalmente in libreria. Possiamo però dirvi che abbiamo riscontrato una crescita generale della qualità media delle birre assaggiate con belle sorprese in regioni birrariamente sino ad ora meno note. Il Sud si è dimostrato un territorio in grandissimo fermento che non ha più nulla da invidiare a regioni storicamente legate alla birra. Infine, e questo è l’elemento che più ci fa ben sperare, si va sempre più delineando uno stile italiano, al di là delle materie prime utilizzate e una regionalizzazione stilistica delle birre prodotte, figlia della storia e degli attori che negli anni hanno svolto un ruolo da protagonisti nei diversi territori.