È morto Sergio Navacchia, fondatore della cantina Tre Monti di Imola

Pensare ad un Vinitaly senza il solito saluto affettuoso a Sergio Navacchia – che della fiera veronese non aveva mai perso un’edizione, cascasse il mondo – è un’idea che ci rattrista molto.

Sergio si è spento stamattina, dopo più di una settimana di “lotta” contro le conseguenze di un’emorragia cerebrale.

Nato nel 1933, tifoso sfegatato della Roma, vero gourmet, negli anni Settanta – dopo 40 anni di carriera dirigenziale in Rai – decise di trasferirsi in Romagna assieme alla moglie Thea per dare vita ad un’azienda vitivinicola che ben presto diventò – all’epoca, così come oggi – un modello di riferimento per il territorio; questo grazie alle intuizioni visionarie e all’acuta intelligenza di Sergio, capace poi di trasmettere queste qualità ai figli Vittorio e David che da tempo reggono le redini di Tre Monti.

Sergio era, per me, soprattutto un “vecchio” amico fraterno, che sebbene avesse delegato l’intera gestione della cantina ai figli (mantenendo, con grande ironia, il ruolo di custode e centralinista…) rimaneva ben presente – intellettualmente, in maniera lucida e propositiva – nelle dinamiche del mondo del vino, non solo romagnolo. Insomma pranzando con Sergio, come ho avuto l’onore di fare abbastanza spesso negli ultimi anni, c’era sempre qualcosa da imparare.

Mi/ci mancherai, tantissimo. Non ho altre parole in questo momento.