IL DIETRO LE QUINTE: il taglio del Villa Giustinian 2018

A gennaio ci sono state date importanti per Castello di Roncade, azienda vitivinicola del trevigiano.

Dopo il numero zero dello scorso anno, l’evento IL DIETRO LE QUINTE trova la giusta consacrazione.

Una platea di circa 50 invitati – tra giornalisti, blogger, sommelier e addetti del settore eno-gastronomico – sono stati ospiti della famiglia Ciani Bassetti in una due-giorni organizzata con il giusto equilibrio tra mondanità, cultura e degustazione tecnica.

Il Dietro Le Quinte è l’evento ideato dall’enologo Umberto Trombelli ed ovviamente condiviso dalla famiglia Ciani Bassetti, per rendere partecipi gli addetti del settore, al taglio del Villa Giustinian, blend bordolese e punta di diamante dell’azienda.

Vigne differenti per età, ubicazione, suolo, danno vita a partite di vino differenti per epoca vendemmiale e legni di affinamento, che sapientemente mixate, si fondono nel taglio finale per l’imbottigliamento.

Andiamo per gradi.

Castello di Roncade è l’unica villa del periodo pre-palladiano ad essere cinta da mura medievali sovrastate da merli, oltre a due poderosi torri sul ponte di ingresso con sottostante fossato. Originariamente donato nel 900 da Ottone II ai Conti di Collalto, il Castello ha avuto numerose traversie e passaggi di mano, distrutto da Cangrande della Scala, fino a che nel 1508 fu completata la costruzione della villa principale. Dal primo decennio del secolo scorso è di proprietà della famiglia Ciani Bassetti unitamente a 110 ettari di vigneti.

Venerdi 18

Accolti con impeccabile ospitalità, gli invitati si sono ritrovati nel salone della villa Giustinian per una cena di gala. Cura dei particolari ed eleganza sono state la base del convivio in cui in abbinamento all’eccellente menù, si è avuto modo di apprezzare la longevità e la complessità dello chardonnay Bianco dell’Arnasa 2010, la fragrante dote fruttata e la vibrante vivacità gustativa del Raboso dell’Arnasa 2015 e l’intrigante equilibrio del Villa Giustinian 2009, setoso, carezzevole e dotato di finezza, per nulla affaticato dai dieci anni di bottiglia.

Sabato 19

Prima di incrociare i calici, coccolati dalla cultura del Dr Fabio Drusian enologo e appassionato di storia, si è svolto un meraviglioso tour all’interno del Castello ripercorrendone le vicissitudini, con un’affascinante illustrazione dell’orologio (ancora funzionante) che batte l’ora Italica, metodo che scandisce il tempo con rintocchi sulla base delle ore di luce residua.

Poi eccoci finalmente a Il Dietro Le Quinte per il taglio del Villa Giustinian 2018.

Tredici campioni – sei merlot, quattro cabernet sauvignon, un carmenère e cabernet franc, due raboso – con l’intento di analizzarne le spiccate differenze e giungere a due ipotesi di taglio finale, da condividere con i presenti.

Si inizia con sei merlot delle Tenute Pantiera e Francesca, parcelle diverse e legni di differente capacità e utilizzo. In tutti risalta l’anima fruttata e la finezza del merlot, elegante, privo di sovra estrazione ed eccessi di contaminazioni speziate, capace di far risaltare il carattere varietale con striature vegetali e tanniche di diversa intensità.

La seconda batteria prevedeva quattro campioni di cabernet sauvignon delle Tenute Mogliano e Pantiera Arnasa, che hanno espresso in mondo impeccabile il ruolo del vitigno, ovvero dare al taglio la sostanza e lo spessore strutturale, con maggiore incisività della materia fruttata.

Si è arrivati poi al blend di carmenère e cabernet franc, in cui risaltavano la piacevole vegetalità, la vibrazione tannica e la conduzione gustativa  “graffiante”, rivelatesi fondamentali per vivacizzare il blend.

Dulcis in fundo i due campioni di raboso: in acciaio, freschissimo, e passito, ricco di frutta,  con l’intento di fornire rispettivamente nerbo acido e aromaticità dolce.

Ecco quindi le ipotesi di taglio proposte da Umberto Trombelli, studiate e condivise con il collega enologo di cantina Giacomo Trevisan, ottenute scegliendo diversi quantitativi dalle varie masse a disposizione:

  • il campione A 54,5% di merlot, 27,5% di cabernet sauvignon, 15,5% di carmenère e franc, 2,5% di raboso
  • il campione B 52 % di merlot, 28% di cabernet sauvignon, 16% di carmenère e cabernet franc, 4% di raboso.

Nell’attesa che i tecnici preparassero in diretta il taglio, il programma prevedeva una mini verticale di quattro annate del Villa Giustinian 2017 – 2015 – 2013 – 1995.

 

Villa Giustinian 2017

Olfatto snello e dinamico, mix di frutta e tabacco con vividi reflui vegetali che rinfrescano il tessuto aromatico. Sorso composto ed elegante, sapidità e grinta tannica coesi. Colpiscono l’agilità, l’equilibrio e l’eleganza delle movenze.

Villa Giustinian 2015

È incentrato sul frutto, con mirtilli, lamponi e amarene in primo piano e minori venature vegetali. Il sorso è più ricco e avvolgente del fratello giovane, con il tannino fitto ed efficace a garantire  grinta al finale.

Villa Giustinian 2013

E’ il più elegante: la vivacità aromatica è espressa tramite note di frutta, terra e fieno. Gioca sul filo della finezza e della suadenza gustativa, tensione e brio pervadono il palato con il tannino ancora leggermente graffiante che dà profondità e spessore al finale. Al Top!

Villa Giustinian 1995

Bottiglie differenti, per cui il racconto è riferito al campione servito a chi scrive.

Il naso maturo, i refoli di tabacco e i sentori terrosi dei primi istanti, virano verso un panorama fruttato ancora integro e una balsamicità che accentua la complessità. Impressiona la tenuta al  palato e la tessitura tannica ancora coesa, che rivela un’impeccabile capacità evolutiva.  Chapeau !

 

Finalmente arrivano nel calice i campioni A e B del Villa Giustinian 2018. Ovviamente parliamo di un vino ancora “grezzo”, segnato dal taglio “in diretta” e privo del necessario riposo, per cui le impressioni a caldo vanno prese con molta cautela.

Il Campione A si rivela un po’ bizzoso e nonostante l’ampio panorama fruttato, i sentori vegetali dell’olfatto trovano altrettanti reflui “verdi” al gusto, con una leggera asprezza che si manifesta nella conduzione gustativa e il finale un pò inciso dal tannino.

Il Campione B, a parere di chi scrive molto in linea con la versione 2015, colpisce per la centralità del frutto, con le sfumature vegetali e speziate che ne aumentano la complessità. Intrigano la prontezza e l’eleganza del sorso, già composto e avvolgente, privo di concentrazione e dotato di una invidiabile vitalità che lo rende succoso e tonico.

La scelta di Umberto Trombelli ricadrà sul Campione B della capacità di 12.425 lt.

Si chiude così una due-giorni intensa ed appassionante, didattica e culturalmente appagante, per la quale chi scrive, ringrazia sia la famiglia Ciani Bassetti, sia l’amico Umberto Trombelli, per il gradito invito e il piacere di aver preso parte a questo evento.