CentoCene per Slow Wine – Ruda (Udine)

Del resto, la garanzia offerta dalla cucina capitanata dallo chef Alessio Devidè, non poteva dar adito a scetticismi. Cucina stellata abbinata ad accoglienza e semplicità in stile Slow, hanno completato un quadro bordato da due caminetti in grado di infondere intimità ai fortunati presenti.

 

L’informale antipasto si è tenuto in piedi, assaggiando del prosciutto crudo di San Daniele stagionato 24 mesi e tagliato a mano, abbinato al Bianco Pomice 2010 della Tenuta di Castellaro, splendido Vino Slow siciliano.

L’assaggio ha destato curiosità ed interesse per quei sentori tesi, minerali e freschi che esprime questo vino. I soci – esigenti nel palato in fatto di bianchi come la maggior parte dei friulani – nel chiedere informazioni sulla provenienza e composizione del vino hanno trovato gradevole l’abbinamento di equilibrio tra le note dolci del prosciutto e la sapida mineralità di questo vino di terroir. Nel chiedere informazioni tutti hanno altresì approfittato per richiederne un altro assaggio, giustamente.

 

Ai tavoli, privi di posti predefiniti, abbiamo proseguito con due pietanze “semplici”, senza descrizioni fatte di iperboli funamboliche, diminutivi e vezzeggiativi; piatti eleganti dai nomi semplici e gradevoli: Zuppa di pollo arrosto, Tagliolini grossi con grue di cacao e selvaggina

A disposizione per i partecipanti, in contemporanea per entrambi i piatti, i seguenti vini, lasciati disponibili al tavolo per un libero sorseggio: il Chianti Classico Montepaldi 2009 di Villa Montepaldi – Vino Quotidiano – e il Sagrantino di Montefalco 2007 di Adanti, Vino Slow dell’Umbria.
Il primo vino, ha stupito gli astanti prima al palato e poi con il prezzo: è stupefacente una beva così facile e piena di gusto, così delicatamente fruttata e così versatile negli abbinamenti per una bottiglia da soli 9 euro!
A giudicare i commenti dei commensali, il toscano Chianti, anche grazie alla sua freschezza, ha ben sposato la zuppa arricchita con delle ottime patate. La tannicità del giovane umbro, ricco di estratto e con una texture più carica, è risultata ottimale per sorreggere l’equilibrato piatto di tagliolini, che ci è stato proposto con una gradevole rifinitura di cacao. La selvaggina con il suo sugo e le sfumature tostate del grue hanno inoltre proposto una piacevole affinità olfattiva col il Sagrantino.

 

Rimarchevole il piatto conclusivo: il cosciotto di maialino confit su crema di patate, estremamente magro eppur cotto in maniera riuscita e finalizzata a mantenerne un palato morbido e privo di stopposità.
A disposizione per i soci presenti abbiamo proposto due “Baroli”, uno classico delle Langhe e un “Barolo del sud”, come è consueto definire il Taurasi: Taurasi Macchia dei Goti Riserva 2008 di Antonio Caggiano – un fenomenale Grande Vino – e il Barolo Garetti 2008 di La Spinetta, un altrettanto eccezionale Grande Vino.

Immediato il velluto del Taurasi: espressivo fin dai primi sorsi, accompagna la beva con un naso fruttato e ricco di profondità. Ricco e deciso, si è proposto marcato dall’attesa acidità fondamentale per gli abbinamenti e per l’affinamento. Infine lui, il vino dei re, il longevo ed elegante barolo, schivo ai primi sorsi, inizialmente poco appariscente al naso, come consuetudine nei vini complessi e dalle svariate sfaccettature ben amalgamate, si è fatto apprezzare nelle sue note giovani al palato, già verticali e godibili: ottimo l’abbinamento con la preparazione confit marcata dalle note amidacee e morbide delle patate.