CentoCene per Slow Wine – Condotta Monteregio

Noi della Condotta del Monteregio non potevamo mancare e così io in prima persona, con il supporto di Osteria Pacianca e del suo staff abbiamo organizzato quella che molti si ricorderanno come una delle più belle degustazioni effettuate sul territorio Grossetano.

In tempi di ristrettezze economiche inizialmente non è stato facile riuscire a coinvolgere il numero di persone che avevamo pensato. Ma il vino, la sua cultura e lo stimolo della conoscenza sono un richiamo troppo forte ed in pochissimo tempo siamo riusciti a mettere insieme oltre 35 persone appassionate e vogliose di capire la filosofia Slow Food applicata al vino: Buono, Pulito e Giusto!
La disponibilità degli uomini e delle donne dell’Osteria Pacianca è stata commovente. Da subito si sono tutti prodigati nella perfetta riuscita della serata. Ed io non posso che ringraziarli di cuore.
Protagonisti della serata (oltre ai piatti di Massimo Bucci e della sua brigata di cucina) sono stati i vini. La selezione inviataci dalla sede nazionale di Slow Food a Bra era a dir poco pirotecnica. Cinque eccellenze del patrimonio enologico Italiano provenienti da 4 regioni molto differenti tra di loro.

Ed Ecco l’elenco di quello che abbiamo degustato:

Siamo partiti con un bianco: lo Chardonnay 1999 della Cantina di Terlano premiato dalla Guida come Grande Vino. Usando un eufemismo, potremmo definirlo semplicemente straordinario. A dispetto di quello che l’annata ci ricorda, non è un “refuso” di cantina. Questo vino infatti riposa oltre 10 anni nelle cantine di Terlano prima di essere imbottigliato e poi venduto. Un vino commovente per complessità e freschezza, dimostrando l’incredibile tenuta nel tempo dei vini della cantina di Terlano.

Il secondo vino proveniva dall’estremo opposto della nostra penisola rispetto al primo. Ci siamo trovati di fronte un Etna Rosso 2010 prodotto dall’azienda Tenuta delle Terre Nere in stato di grazia. Proveniente da vigneti impiantati nel 1917 su piccoli terrazzamenti in contrada Guardiola strappati alle pedici del vulcano siciliano. Mineralità, frutto succoso ed una estrema bevibilità hanno messo d’accordo tutta la sala, confermando una volta di più che l’epoca dei vini possenti e muscolari è finita.

La terza etichetta in degustazione, un Rosso di Montalcino 2010 dell’azienda Baricci, ci ha portato in Toscana. Prodotto sulla collina di Montosoli (vero e proprio cru Ilcinese) si apre al naso con sentori riconducibili subito al sangiovese tradizionale: sottobosco, tabacco e piccoli frutti rossi. Nello Baricci nel 1955 fondò quella che tutt’oggi è una delle aziende di riferimento del territorio Ilcinese. Sono stati tra i fondatori del Consorzio di Montalcino nel 1967 ed oggi sono le nuove generazioni che portano avanti le antiche tradizioni familiari.

Proseguendo con la nostra selezione e rimanendo sempre in Toscana ci siamo spostati sulla costa. Più precisamente siamo a Castagneto Carducci. Il vino della Nostra selezione era il Bolgheri Rosso Superiore Campo al Fico 2009 prodotto da I Luoghi. Quest’azienda è una new entry nel panorama enologico bolgherese, ma in pochissimo tempo si è già fatta conoscere per l’alto livello qualitativo dei propri prodotti. Vino di classica impronta bolgherese, ma con una struttura verticale, agile e gustoso già da ora.

Last but not least, il re dei vini ed il vino dei re: Il Barolo. Nella nostra selezione abbiamo trovato il Barolo Monvigliero 2008 prodotto dai Fratelli Alessandria. Proveniente da uno dei cru più rinomati in Langa nel comune di Verduno da vigne di oltre 35 anni, questa bottiglia viene prodotta solo nelle annate eccezionali e solamente in 6000 esemplari. Dei circa 20 ettari del vigneto Monvigliero, l’azienda dei Fratelli Alessandria possiede circa un ettaro e mezzo, ricavandone un vino tradizionale, longevo ed austero ma apprezzabile già in gioventù.
Ad accompagnare i dolci sfiziosi della Pacianca un elegantissimo Moscato d’Asti Vigna Vecchia 2011 (premiato da Slow Wine come Vino Slow) prodotto dall’azienda Ca’ d’ Gal, vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati della tipologia. Le bottiglie sono state gentilmente offerte da Les Caves de Pyrene, distributore di vini che opera su tutto il territorio