Brindiamo con un Greco di Tufo per dire no al biodigestore di Chianche

La faccenda della realizzazione di un biodigestore a Chianche (AV) è annosa.

Vi si oppongono da tempo il Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia, i Sindaci di numerosi Comuni della provincia, le associazioni e le organizzazioni di categoria, i cittadini di un territorio che ne uscirebbe irrimediabilmente sfregiato e gravemente ridimensionato in termini di attrattività turistica.

Una beffa, insomma. Proprio ora che erano stati fatti passi significativi in direzione della valorizzazione di una storica vocazione vitivinicola anche attraverso investimenti per l’accoglienza dei sempre più numerosi enoturisti provenienti un po’ da tutto il mondo.

La posizione del Consorzio e di quanti hanno aderito al Comitato Nessuno Tocchi l’Irpinia è netta.

Un biodigestore – meglio ancora se aerobico, se l’obiettivo è davvero quello di fare un compost di qualità per l’agricoltura – andrebbe fatto, ma non in una zona come quella individuata.

Come è possibile dimenticare che siamo nel cuore di una delle tre Docg dell’Irpinia, un areale universalmente riconosciuto per la produzione di vini di pregio, con numeri davvero importanti: 3,5 milioni di bottiglie con la fascetta, 600 ettari di vigneto in 8 distinti Comuni, 112 imbottigliatori e circa un migliaio di viticoltori. Si aggiunga inoltre che nel sito prescelto risultano mancare idonee infrastrutture, anche viarie, sussistendo anzi il concreto rischio di complicare la vivibilità dell’intera area e di congestionare la viabilità sulla Strada Statale 371, trasformandola da “via del Greco di Tufo” in “via della monnezza”.

Venerdì 28 agosto alle ore 10,00 in piazza Libertà ad Avellino ci sarà una grande manifestazione di protesta: è il giorno giusto per un’ideale giornata mondiale del Greco di Tufo e per stappare una buona bottiglia.
Per dire un fermo NO al biodigestore.

 

Locandina della manifestazione