Benvenuto Brunello 2010: fuori di Fortezza (seconda parte)

Le nostre Colonne d’Ercole sono state le porte dell’Enoteca Osticcio a Montalcino dove si potevano degustare quasi tutti i Brunello 2005 e Riserva 2004 non presenti nella sede istituzionale del Consorzio. Non entrando nel merito della decisione di queste aziende di stare fuori dalla manifestazione, dobbiamo però riportare le sensazioni gustative delle bottiglie assaggiate nel suggestivo locale di Tullio Scrivani. Non nomi qualunque badate bene, Salvioni e Salicutti per esempio, più altre aziende che per scelte agronomiche e di marketing naturale male si conformano ai paletti degustativi di una manifestazione in pompa magna. Va bene, iniziamo con le degustazioni.

Salvioni BdM 2005

Se questa è un’annata minore…. floreale e speziato all’olfatto; stupenda progressione gustativa. Per niente limitato dall’impatto tannico, il vino appare pieno, denso e succoso.

Stella di Campalto BdM 2005

Seconda annata di Brunello per questa giovane azienda. Stupisce per la profondità e la definizione dell’olfatto. Qualche rimasuglio di legno da smaltire, ma che grinta e piacevolezza.

Campi di Fonterenza BdM 2005

Un altro Brunello di ultima generazione. Profumi floreali netti e di ottima finezza, un palato pieno e ricco. Progressione piacevole solo frenata da un tannino non integrato completamente.

Pian dell’Orino BdM 2005

Buon impatto olfattivo, ricco di sensazioni dolci e speziate. Segnato dal legno ancora il palato pur evidenziando materia e qualità.

Querce Bettina BdM 2005

Lieta sorpresa. Quasi un vin de garage proveniente da un ettaro di Brunello. Profumi sanguigni e ferrosi per un palato armonico e succoso.

Tra le Riserve 2004 brilla la stella di Salicutti. Vino di splendida definizione olfattiva: frutta a piccola bacca rossa intensa e fine, per una bocca sapida, fresca e di sviluppo verticale. Le sensazioni sono le stesse del 2004 annata, ma amplificate e, se possibile, ancora più intense.

Fuori dalla Fortezza, fuori dall’Osticcio, fuori da ogni classifica, si libra l’incredibile Riserva 2004 Biondi Santi. Per assaggiarla siamo andati alla Tenuta Il Greppo. Franco Biondi Santi ci ha onorato della sua presenza, durante gli assaggi dell’annata 2005 e della Riserva 2004. Come già accennato nella prima parte di questo speciale Brunello, il 2005 non è memorabile. Il dottore, così lo chiamano in azienda, è in pieno accordo con noi. Lui ha rinunciato alla Riserva, destinando il sangiovese delle vigne più vecchie alla versione base, e unica, del suo Brunello. Naso floreale con accenni di china e terra, leggiadro al palato in virtù di freschezza e densità. Forse non raggiungerà i trent’anni di evoluzione minimi voluti dal dottore, ma che meraviglia di sangiovese. Non sappiamo a chi implorare l’ispirazione per descrivere le sensazioni provate per questa Riserva 2004. Forse è inutile anche parlarne tanto l’esperienza lascia la parte cognitiva della degustazione per situarsi in quella emozionale. Franco Biondi Santi inserisce questo vino tra i suoi preferiti, e tanto basta.