Auguri a Giulio Gambelli

La sua figura rappresenta più di ogni altra il legame tra il vitigno toscano e il territorio di provenienza. Il palato di Giulio ha tenuto a battesimo e vagliato alcuni tra i più grandi vini italiani: Pergole Torte, Case Basse, Poggio di Sotto, per citarne alcuni, e molti, grandi, Chianti Classico, suo territorio di elezione. Proprio il “ palato gambelliano” è diventato sinonimo di sangiovese autentico e cristallino per appartenenza e vibranza gustativa. Dopo anni di carenza identitaria nei vini toscani da sangiovese, frutto più di tendenze commerciali che di naturali espressioni pedoclimatiche, la sua figura si è stagliata come il paradigma della autenticità. Sicuramente refrattario a certi tipi di celebrazioni è doveroso ringraziare Gambelli per averci di nuovo guidato sulla giusta interpretazione di un vitigno tanto affascinante quanto difficile da omologare. A lui i nostri migliori auguri.

Per chi volesse approfondire la valenza storica di Giulio Gambelli consigliamo il libro che il bravo Carlo Macchi ha scritto su di lui: Giulio Gambelli, L’uomo che sa ascoltare il vino. Veronelli Editore.