Anteprima Vernaccia di San Gimignano 2020

La vendemmia 2019 e la Riserva 2018 confermano il percorso di crescita qualitativo che la Vernaccia di San Gimignano ha intrapreso ormai da tempo. In generale questo è il dato più importante che emerge dall’annuale Anteprima che ha avuto il suo fulcro nella splendida Sala Dante con la degustazione guidata dal direttore di Civiltà del Bere, Alessandro Torcoli, che aveva come tema “la classicità” della Vernaccia.

 

Un tema puntuale non c’è che dire dato che si può tornare a ragionare di classicità proprio quando le innumerevoli sovrastrutture enologiche che sono state sperimentante per venti anni, più o meno, hanno finalmente lasciato spazio a versioni di Vernaccia più trasparenti in grado di rappresentare al meglio le potenzialità della denominazione.

Ecco gli andamenti vendemmiali che gentilmente il Consorzio ci ha fornito:

La vendemmia della Vernaccia di San Gimignano 2019 è iniziata nella seconda decade di settembre, leggermente in ritardo rispetto agli ultimi anni, la quantità delle uve è stata in linea con l’annata precedente come confermano i dati di produzione, 39.381 ettolitri di vino.

L’annata nella norma è stata caratterizzata da un inverno asciutto e da una tarda primavera molto piovosa. La fase vegetativa, iniziata in anticipo a causa delle alte temperature di inizio primavera, è stata rallentata dal clima decisamente fresco del mese di maggio, che ha portato nella media le varie fasi di sviluppo e maturazione delle uve. Tutto lascia prevedere una grande annata, se pur posticipata è stata un’ottima vendemmia per la perfetta maturazione delle uve.

Dal punto di vista organolettico, la Vernaccia di San Gimignano 2019 si presenta con una buona carica aromatica, buoni profumi e una bella impronta acida, con vini caratterizzati dalla fragranza, dall’equilibrio e dalla finezza, anche se per esprimersi completamente avranno bisogno di un ulteriore periodo di affinamento.

Anche la Vernaccia di San Gimignano Riserva 2018 è frutto di un’annata e vendemmia nella norma, però più disomogenea in base alle microzone di produzione e alle scelte dei produttori: chi ha preferito anticipare la raccolta delle uve propone vini ancora freschi e acidi, chi invece ha preferito aspettare fine settembre, oggi propone Riserve di grande struttura.

Ed ecco una lista di vini che i nostri responsabili Vito Lacerenza e Fausto Ferroni hanno segnalato all’attenzione come prima ricognizione del lavoro capillare di indagine e degustazione che faremo a primavera inoltrata per Slow Wine 2021.

 

Annata 2019

  • Il Colombaio di Santa chiara   Selvabianca 2019
  • Il Palagione Hidra 2019
  • Cappella Santandrea Clara Stella 2019
  • Cesani 2019
  • Fontaleoni 2019
  • La Lastra 2019
  • Falchini 2019
  • Panizzi 2019
  • Tenuta le Calcinaie 2019
  • San Donato 2019

Per quanto riguarda le Riserve o annate più vecchie ecco le etichette segnalate:

  • Colombaio di Santa Chiara Il Campo della Pieve 2018
  • Cappella di Sant’Andrea Rialto 2018
  • Cesani Clamys 2018
  • Il Palagione Ori 2018
  • Tenute Montagnani Vernaccia di San Gimignano Frammenti 2018
  • Alessandro Tofanari Astrea 2017