Slow Food chiede la fine dei doppi standard nelle importazioni di cibo in Unione europea: agricoltori e consumatori hanno diritto a equità e trasparenza.
Chiediamo di utilizzare le misure specchio per garantire che il cibo extraeuropeo sia almeno conforme agli standard stabiliti per quello prodotto in Unione europea.
Attualmente, i cittadini europei non hanno alcuna certezza su come vengono prodotti gli alimenti importati nell’Ue da Paesi terzi. Per esempio, nei nostri piatti finiscono soia geneticamente modificata, carne di animali allevati con antibiotici come attivatori della crescita e frutta e verdura trattate con sostanze altamente pericolose e pesticidi non approvati dall’Ue. Inoltre, non abbiamo modo di determinare come gli animali siano stati allevati, macellati e trasportati, perché i Paesi produttori spesso non hanno una tracciabilità o standard di benessere animale.
Un’analisi di alcuni alimenti mostra gli effetti negativi sulla salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi nei Paesi produttori – soprattutto nel Sud del mondo – e la concorrenza sleale a danno degli agricoltori europei.
Per dimostrare l’esistenza di due pesi e due misure e le enormi discrepanze normative tra i prodotti europei e quelli extraeuropei, Slow Food Italia insieme a Slow Food Germania ha condotto due casi studio: uno sulle filiere del manzo, soia e riso (2024), e uno su grano e mais (2025).
Alcuni estratti dell’analisi di questi alimenti mostrano già molto chiaramente gli effetti negativi della mancanza di standard: avvelenamento da pesticidi, contaminazione dell’ecosistema e sottrazione di terra e risorse nei Paesi del Sud globale, soprattutto a svantaggio delle popolazioni indigene.
Questi prodotti evidenziano, da un lato, la mancanza di trasparenza per i consumatori europei riguardo agli alimenti importati e, dall’altro, gli impatti negativi sulla salute, sulla società e sull’ambiente nei Paesi produttori.
Non è più possibile ignorare le contraddizioni presenti da decenni nella normativa sul commercio internazionale agroalimentare.
Per questo, Slow Food chiede ai responsabili politici europei di porre fine ai doppi standard e di adottare misure speculari (o misure specchio) per gli alimenti extra-UE che comprendano tutti gli aspetti della catena alimentare, ma soprattutto il benessere degli animali, gli standard sociali, i pesticidi e l’uso sostenibile del suolo.
Leggi e scarica il dossier su mais e grano (2025)
(disponibile anche in inglese)
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