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Casale di Teverolaccio: non si può fermare la rinascita!

Nella tarda serata del 21 febbraio scorso una persona incappucciata si è introdotta nella sala convegni del Casale di Teverolaccio a Succivo, in Campania, e ha provato ad appiccare un incendio cospargendo la sala con dieci litri di benzina. Solo per un fortuito caso le fiamme non si sono propagate e i danni sono stati limitati.

È, purtroppo, solo l’ennesimo vile attacco criminale contro l’affascinante esperienza sorta nel complesso recentemente rigenerato e restituito alla collettività, dopo decenni di degrado, grazie al fattivo intervento di Slow Food Campania e dell’associazionismo locale.

L’area del Casale di Teverolaccio – composto da un’antica torre del Quattrocento, un castello di età aragonese, una piccola chiesa del XVI secolo e un agglomerato di case rurali, racchiusi da possenti mura sulle quali si aprono tre porte di accesso – è stata per lungo tempo abbandonata e trasformata in una sorta di discarica a cielo aperto, simbolo di un territorio martoriato dalla criminalità organizzata e dalle pesanti criticità sociali, economiche ed ambientali della cosiddetta “terra dei fuochi”.

Il Casale, di proprietà del Comune di Succivo, piccolo borgo dell’agro atellano al confine tra la provincia di Caserta e la città metropolitana di Napoli, è oggi la sede del progetto “Teverolaccio Rural Hub”, un hub per l’innovazione sociale e agricola co-finanziato da Fondazione Con il Sud, di cui Slow Food Campania è il soggetto responsabile capofila, promosso insieme a numerosi partner: cooperativa sociale Terra Felix, Legambiente Geofilos, Coldiretti Caserta, Novamont, Dipartimento Scienze e Tecnologie ambientali dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e una rete locale del Terzo Settore con Artenova, Liberamente Onda, Arci Spaccio Culturale, Federhand/Fish Campania, Mestieri Campania.

Un lavoro di squadra che viene da lontano, iniziato una decina di anni fa a partire dal progetto “La mia Terra Vale” che ha unito Slow Food Campania e altre organizzazioni locali nella realizzazione di interventi innovativi per lo sviluppo sostenibile del territorio. È da questa esperienza che è partita la riqualificazione strutturale del Casale e sono stati realizzati l’Officina dei Sapori, il Mercato della Terra di Succivo, il Presidio dell’Alberata aversana e la Comunità del Cibo, nata ufficialmente il 4 luglio 2017 alla presenza di Carlo Petrini.

Successivamente hanno preso vita le attività del Teverolaccio Rural Hub, che dal 2018 mette insieme una rete di operatori che lavorano con caparbietà per preservare e valorizzare il contesto storico e ambientale dell’area, provando a ribaltare in positivo gli infamanti marchi negativi che bollano il territorio.

Un punto di riferimento per la comunità locale, in quanto bene comune ristrutturato e restituito alla collettività, laboratorio civico per importanti attività socio-culturali, che sta probabilmente dando fastidio a qualcuno.

Il 17 luglio dello scorso anno avviene, in pieno giorno, il furto dell’automobile del presidente di Slow Food Campania, Angelo Lo Conte, parcheggiata proprio davanti all’ingresso del Casale, e il danneggiamento di un’altra vettura in sosta.

Dopo appena una settimana un’altra intimidazione: l’incendio che ha completamente distrutto l’auto dell’attivista Rosario Russo, dipendente della cooperativa Terra Felix e impegnato da tempo in attività a difesa dell’ambiente.

Nel pomeriggio di ferragosto, inoltre, un incendio ha carbonizzato il campo di cardo coltivato da Terra Felix in un terreno di sette ettari confiscato al clan camorristico Schiavone a Santa Maria la Fossa. L’intero campo è bruciato in sole tre ore, approfittando del caldo torrido e del vento, distruggendo una produzione di circa 150 quintali e il sogno di creare una filiera sostenibile di bioeconomia circolare per sacchetti compostabili, bioerbicidi e la coltivazione del pregiato fungo cardoncello.

“Siamo preoccupati per quello che sta accadendo da mesi al Casale di Teverolaccio – denunciano i componenti del direttivo di Slow Food Campania – ma non ci lasciamo spaventare dalle intimidazioni e, insieme a tutte le realtà associative coinvolte, abbiamo intenzione di rilanciare e aumentare le attività, rafforzando la nostra presenza in un luogo simbolo per la lotta al degrado e alla camorra, a partire dalla prossima assemblea regionale di Slow Food che vedrà la partecipazione della nostra presidente nazionale”.

“Fare e ancor più fare insieme è potente – sottolinea Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – significa immaginare e poi creare significati dove sembra impossibile, significa disegnare una prospettiva collettiva per luoghi segnati dall’abbandono, significa credere nella forza delle idee e nel potere degli esseri umani di incidere nel corso degli eventi. Questa determinazione esprime una forza creativa e benefica che unisce invece di separare e costruisce in luogo di distruggere. Non è tempo di di nascondersi ma di mostrarsi, non di tacere ma di parlare, per questo sarò presente il 13 aprile a testimoniare apertamente vicinanza alla partecipazione civile di cui Teverolaccio è espressione e presidio”.