Appello di Cagli
Salviamo le razze suine autoctone italiane, l’allevamento estensivo e di piccola scala.
Un patrimonio del nostro Paese che rischia di scomparire per sempre, a causa della gestione sanitaria della Peste Suina Africana
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Da tre anni ormai la peste suina africana si allarga progressivamente, senza dare tregua. Il contagio si diffonde negli allevamenti di suini e gli animali abbattuti si contano ormai a decine e decine di migliaia. Il contagio si propaga sul territorio attraverso i cinghiali e tramite le attività umane (spostamenti, abbandono di rifiuti infetti) ma entra negli allevamenti soprattutto a causa di errori gestionali degli operatori.
I numeri delle macellazioni forzate e degli abbattimenti preventivi legati a questa emergenza già di per sé sono impressionanti, ma è in atto anche un dramma collettivo che sta passando sotto silenzio: la fine di tanti piccoli allevamenti estensivi e semi-estensivi.
Chiudono aziende che sono un presidio del territorio in aree interne, montane, dove costituiscono alcune tra le poche attività produttive possibili, e chiudono anche innumerevoli allevamenti famigliari.
Con loro perdiamo saperi artigianali e il patrimonio gastronomico che sta alla base della fama internazionale dei salumi italiani. E perdiamo esempi di allevamento virtuoso, in grado di garantire agli animali il rispetto dei bisogni etologici, rappresentativi di una connessione autentica con la Natura.
Ma c’è un aspetto particolarmente grave in questa vicenda: rischiamo di perdere le ultime razze suine autoctone, strettamente collegate alle migliori produzioni norcine italiane.

Nel nostro Paese sono registrate 8 razze tradizionali, tra queste la Cinta senese, che ha ottenuto la DOP per le sue carni; altre 4 sono Presìdi Slow Food (Suino Nero dei Nebrodi, Suino Sardo, Mora Romagnola, Suino Nero Pugliese), ma esistono anche la Casertana, il Nero di Parma, che alcuni allevatori incrociano con la Large White con eccellenti risultati per la norcineria tradizionale, e il Nero di Lomellina o Nero del Piemonte.
In varie località italiane si stanno riscoprendo popolazioni a pelo scuro, rustiche e adatte all’allevamento estensivo, come il Nero Abruzzese o il Nero Apulo Calabrese.
Queste razze e popolazioni contano poche migliaia di capi ciascuna. Ogni razza è custodita da poche decine di allevatori, spesso anche meno. Si tratta dunque di un sistema ben radicato che rischia di scomparire definitivamente a causa di scelte gestionali che poco hanno a che fare con una reale mitigazione del rischio.
Molti allevatori stanno chiudendo le proprie aziende o stanno valutando di farlo, con grave danno per chi lavora carni di qualità per salumi tradizionali.
Purtroppo, le normative di contrasto alla peste suina non prevedono attenzioni specifiche per queste razze e per questi sistemi di allevamento su piccola scala e, laddove si verificasse un focolaio, gli animali – compresi i riproduttori – dovrebbero essere abbattuti, come è già purtroppo successo.
Questo appello richiama l’attenzione sull’urgenza di prevedere meccanismi di deroga alla macellazione immediata, così come lo stanziamento di fondi che consentano di portare in sicurezza in altri luoghi i riproduttori, laddove le aziende fossero in prossimità di focolai. Chiede inoltre di verificare l’effettiva presenza della malattia nei suini e prevedere quarantene, cercando di evitare la macellazione immediata a priori.
Contestualmente, è necessario prelevare seme dai riproduttori di queste razze e stoccarlo in centri sicuri per non perdere nemmeno una linea genetica, remunerando gli allevatori per il duro lavoro collegato a queste operazioni. Non solo: è importante verificare che il seme già stoccato in varie banche sia ancora attivo. Le recenti esperienze di perdita del seme delle razze bovine Garfagnina, Pontremolese, Mucca Pisana e Calvana dovrebbe mettere in guardia su questo aspetto.
Facciamo appello a questo proposito in particolare al Ministero dell’Agricoltura, titolare della salvaguardia del patrimonio zootecnico nazionale.
La stessa Fao afferma la necessità di mantenere le razze animali all’interno dei sistemi produttivi tradizionali (in situ) affiancando a questa pratica la conservazione di materiale genetico in apposite criobanche. La crioconservazione, ovvero il congelamento di spermatozoi, ovociti ed embrioni, in azoto liquido a -196°C, consente di disporre di backup nei casi in cui nelle popolazioni da salvaguardare si verifichino problemi genetici. La crioconservazione in banche (ex situ) diviene strategia di elezione, quando le metodologie di conservazione in situ sono inefficaci. Solo così si può mantenere la variabilità genetica ed evitare l’estinzione della razza.
Nonostante il crescente clima di disorientamento e sfiducia, riteniamo necessario un costante dialogo costruttivo con le istituzioni.
Chiediamo quindi che siano prese in considerazione le richieste tecniche sottoposte da Slow Food Italia, Veterinari Senza Frontiere, Federbio, Aiab, Associazione Rurale Italiana, già nel dicembre 2023 alla struttura commissariale per l’emergenza.
Ne riportiamo una sintesi a seguire:
- Problemi – Gli allevamenti definiti “fragili” (bradi e semibradi, custodi di razze autoctone o loro incroci, spesso gestiti in regime biologico) si trovano solitamente in aree interne, dove è più alto il rischio di contatto con la fauna selvatica. Tuttavia, sono generalmente distanti dagli impianti intensivi e presentano fattori di rischio molto differenti rispetto a questi ultimi. È essenziale considerare e gestire tali diversità, valorizzando i punti di forza degli allevamenti fragili, come le minori movimentazioni per allevamento o macellazione.
- Soluzioni proposte – È essenziale sviluppare ed adottare misure di biosicurezza per gli allevamenti di piccole dimensioni (<300 capi) ed estensivi che contribuiscano a mitigare i reali fattori di rischio in questi contesti d’allevamento, verificando e risolvendo preventivamente l’eventuale incompatibilità con normative di carattere ambientale o edilizio. Incentivare la realizzazione di recinzioni per isolare i suini domestici dai selvatici attraverso il loro finanziamento al 100%, in tutte le regioni. In questo modo si ridurrebbe il rischio di trasmissione del virus nei piccoli allevamenti e si garantirebbe maggiore sostenibilità delle misure di biosicurezza, con minore impatto economico per i produttori locali.
- Problemi – L’obbligo di svuotare forzatamente gli allevamenti nelle “zone di restrizione 2” può compromettere la biodiversità e la sopravvivenza di razze autoctone e considerate a rischio di estinzione, in particolare negli allevamenti definiti “fragili”. Si ricorda che l’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile nel suo punto 2.5 identifica la conservazione della diversità genetica degli animali d’allevamento un punto essenziale per “porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare l’alimentazione e promuovere l’agricoltura sostenibile”
- Soluzioni proposte – Applicare l’art. 1 comma 2 lettera b del Reg (EU) 429/2016 e l’art. 13 del Reg. (UE) 687/2020 che prevedono azioni diversificate che tengono conto dei “materiali genetici preziosi” e delle “razze rare”, per evitare svuotamenti forzati negli allevamenti che rispettano le misure di biosicurezza.
Potremmo così proteggere la biodiversità e il patrimonio genetico suinicolo, garantendo sostenibilità agli allevamenti tradizionali e rispondendo alle esigenze dei consumatori attenti a qualità, sostenibilità e origine locale del cibo.
- Problemi – I risarcimenti attuali sono considerati insufficienti e penalizzano gli allevamenti biologici e quelli a ciclo chiuso.
- Soluzioni proposte – Riconoscere il valore reale dei prodotti biologici e/o provenienti da razze autoctone a lento accrescimento per i risarcimenti, consentire anche la partecipazione di allevamenti che praticano la vendita diretta, garantendo ristori differenti rispetto a quelli per i prodotti destinati alla grande distribuzione.
- Problemi – Le misure di biosicurezza rafforzata, sviluppate per allevamenti convenzionali al chiuso, possono rappresentare un peso economico durissimo da affrontare per gli allevamenti definiti “fragili”; inoltre, la tendenza all’accentramento delle macellazioni aumenta il rischio di diffusione del virus.
- Soluzioni proposte – Separare le filiere di macellazione e favorire l’uso di strutture più piccole, promuovendo la creazione di filiere di macellazione brevi e consentendo ai piccoli allevamenti di macellare suini presso le proprie strutture o in macelli locali. In questo modo si ridurrebbero così gli spostamenti – e il rischio di diffusione della peste – si migliorerebbe il benessere animale e si aumenterebbe l’autosufficienza delle filiere locali.
Cagli, 28 novembre 2024
Invitiamo i rappresentanti delle associazioni, i consorzi, i Presìdi Slow Food e gli altri organismi che riuniscono gli allevatori che custodiscono le razze suine autoctone italiane, i norcini produttori della migliore salumeria tradizionale italiana, i rivenditori e i ristoratori che la valorizzano a sottoscrivere e divulgare questo appello.
Firma l’appello
Presentano l’appello di Cagli:
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food
Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia
Riccardo Fortina, presidente dell’Associazione Razze Autoctone a Rischio di Estinzione (RARE)
Pierangelo Casale, Presidente di Veterinari Senza Frontiere (VSF-Italia)
Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio
Giuseppe Romano, presidente AIAB
Mario Serpillo, presidente dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI)
Associazione Rurale Italiana (ARI)
Stefano Ciafani, presidente di Legambiente
Sottoscrittori:
ANAS (Associazione Nazionale Allevatori Suini)
Alberto Alessandri, Sindaco di Cagli (PU)
Simona Palazzetti, vice Sindaco di Cagli (PU)
Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia
Vincenzo Maidani, presidente di Slow Food Marche
Francesca Marconi, DES Parma -Distretto di Economia Solidale APS, presidente
Alice Seghedoni, Distretto biologico Valli del Panaro e dell’Appennino modenese
Marco Paganoni, Pro Patrimonio Montano
Antonio Stea, Area Tecnica UCI
Prof. Francesco Sottile, Università di Palermo – CIR RIVIVE Laboratorio Conservazione Biodiversità
Prof.ssa Paola Migliorini, Università di Scienze Gastronomiche
Prof. Alberto Maria Luciano, Università di Milano – Progetto INNOVA PSR
Ludovica Donadini, Università di Milano, PhD
Federica Turri, ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) della Lombardia
Margherita Vanni, vicepresidente e allevatrice, per il Consorzio Cinta Senese DOP
Antonio Lo Fiego, Aiab Emilia-Romagna, Legale Rappresentante
Associazione Italiana di Agroforestazione (AIAF)
Vincenzo Di Nuzzo, Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi (ONAS) presidente
Oltreterra
Roberto Costa, Associazione Allevatori Suino Nero Piemontese, presidente
Silvano Gerbella, Cà Mezzadri, presidente del Consorzio del suino Nero di Parma
Floro De Nardo, Associazione Regionale Allevatori Calabria
Andrea Valurta, azienda agricola pascolo razionale
Lorenzo Gambi, dirigente veterinario AUSL Romagna
Giorgia Angeloni, Veterinari Senza Frontiere Italia, veterinaria e vicepresidente
Alice Bianco, Veterinari Senza Frontiere Italia, veterinaria
Elena Lazzaro, Veterinari senza Frontiere Italia, veterinaria
Giulia Cottini, Veterinari senza Frontiere Italia, veterinaria
Pietro Luciano Venezia, Armonie animali, Benessere di sistema, medico veterinario
Marcello Volanti, medico veterinario libero professionista
Nadia Baroni, veterinario
Alberto Profumo, veterinario
Giusy Caporrino, veterinario
Laura Grassi, medico veterinario, ricercatore
Luca Garavaglia, medico veterinario, azienda Garall, allevatore di suini e di bovini di razza Varzese Presidio Slow Food
Sebastiano Porcu, Presidio Slow Food del Suino Sardo, ricercatore, ricercatore AGRIS
Lucio Zavatta, Az. Arg. I Fondi, Presidio Slow Food razza suina Mora Romagnola
Stefano Chellini, agronomo, Monte di Capenardo Società Cooperativa Agricola, Presidente
Franca Dal Piaz, Salumificio Gerini, medico veterinario aziendale
Chiara Spigarelli, Agrivello, zootecnica
Giovanni Pecchioni, agronomo
Candido Paglione, medico veterinario
Isabella La Fata, socio fondatore Studio Associato E_co – Ecologia e Consulenza
Massimo Spigaroli, Antica Corte Pallavicina, allevatore di suino Nero di Parma, Presìdi Slow Food del Culatello e della Spalla cruda di Palasone
Filippo Lucca, presidente del Consorzio Antichi Produttori Terre di Nebbia, allevatore e produttore del Presidio Slow Food del Culatello
Marco Pizzigoni, Al Vedel, produttore dei Presìdi Slow Food del Culatello e della Spalla cruda di Palasone
Giorgio Bonacini, Az. Il Grifo, allevatore di suini e Presidio Slow Food della vacca bianca modenese
Vincenzo Pruiti, referente allevatori Presidio Suino Nero dei Nebrodi
Enrico Scotto e Joanne Elaine Cook, azienda agricola
Domenico Modesto, Azienda agricola Tra terra e cielo
Sara Pinna, allevatrice razza Cabannina Presidio Slow Food
Silvia Volpe, referente Slow Food del Presidio del pecorino a latte crudo della Maremma
Sandro Passerini, allevatore razza Varzese Ottonese Tortonese Presidio Slow Food
Ernesto Berardi, Salumificio Berardi e referente produttori del Presidio Slow Food della Mortadella di Campotosto
Paolo Castagnola, Azienda agricola A’ Cimma, allevatore razza Cabannina Presidio Slow Food
Margaux Gerard, Fattoria Albatrella
Daniele Braglia, azienda agricola
Franco Borrello, Salumificio Borrello Franco e allevatore Presidio del suino Nero dei Nebrodi
Anna Laura Borrello, Fattoria Borrello, Presidio del suino Nero dei Nebrodi
Giulia Rubertelli, Amamaja, allevatrice razza Cabannina Presidio Slow Food
Olmo Colle, Azienda agricola Biorialto, allevatore di Cinta Senese
Paolo Piffer, azienda agricola
Gabriele Corti, Cascina Caremma, allevatore di suini Mora garlaschese
Selezione Teo Costa – Giobbe, Allevatore della razza Suino Nero Piemontese
Danilo Merlo, Società agricola San Desiderio
Francesco Motta, Presidio Slow Food della Salsiccia di Palazzolo Acreide, responsabile Slow Food
Francesco Riggio, allevatore e produttore del Presidio del capicollo azze anca grecanico
Anna Beatrice Federici, azienda agricola Boccea, direttrice
Giovanni Ciliberti, Sapori Mediterranei, Presidio del Pezzente della montagna materana
Michele Musella, azienda agricola
Gregorio Lombardi, Azienda agricola G. Brigantes di Gregorio Lombardi e Giada J. Todisco Grande
Antonia Cito, azienda agricola
Jacopo Goracci, Tenuta di Paganico Soc. Agr. SpA, responsabile tecnico azienda agro zootecnica biologica, Presìdio Slow Food della razza bovina Maremmana, referente dei produttori del Presidio
Francesco Carriero, allevatore e norcino del Presidio del suino Nero Pugliese, referente dei produttori
Daniele Maffei, azienda agricola Lucia Ferraroni
Paola Rondolotto, azienda agricola Rosso Baietto Pietro, Presidio Slow Food del Burro a latte crudo dell’Alto Elvo
Luigi Martini, azienda agricola Le Frise, Presidio Slow Food del Fatulì della Val Saviore
Giovanni Fiamminghi, azienda agricola Golena Aperta
Mathias Varesco, Presidio Slow Food del Lupino di Anterivo, Chef
Francesco Convertini, C. & L. Carni Srl, Presidio del capocollo di Martina Franca
Tiziana Sfriso, Lo Spineto, allevamento di suini Nero di Parma allo stato brado
Wendy Massart, Gruppo PGS DES Parma
Francesca Bongi, azienda agricola Bongi, allevatrice
Riccardo Salami, azienda agricola
Elena Cecchetti, Società semplice agricola Robinia
Giada Giusto, APARC, allevatrice
Daniele Fossati, allevatore
Marco Oberto, azienda agricola Tre Cioché, allevatore
Giacomo Ruiu, azienda agricola Gaddi
Cecilia Todeschini, azienda agricola Aia della Colonna
Adelaide Valentini, azienda agricola Mamanui
Bruna Ferro, azienda agricola
Marco D’Anzi, azienda agricola
Tommaso Gizzi, I campiani
Marco Del Pistoia, referente regionale dei Presìdi toscani
Bartolo Tempesti, azienda agricola Benedetta Marchi
Filippo Ceschi, azienda agricola
Elena Pardini, Società cooperativa agricola Alle Camelie
Monica Bobba, allevatrice
Ivan Salvini, presidente del Consorzio Agnello Pomarancino, Presidio Slow Food
Ivana Forabosco, referente produttori del Presidio Slow Food e vicepresidente consorzio dell’agnello Pomarancino
Gianni Albanesi, responsabile Slow Food Presidio del carciofo di Montelupone
Maria Giuntoli, azienda agricola
Alberto Imazio, azienda agricola
Lara Pennati, Formazza Agricola, allevatrice, Presidio Prati Stabili e Pascoli
Salumificio Stefano Di Fiore, Presidio della ventricina del Vastese
Davide Nini, Prosciuttificio Nini Gianfranco
Eros Scarafoni, Az. agr. Fontegranne
Arianna Marengo, Az.Agr. Amaltea
Ugo Tedone, Società agricola Mirabilia Murex
Gabriele Pertichini, Casentino Salumi, allevatore e produttore del Presidio del Prosciutto del Casentino
Alessandro Pelini, allevatore di suino Nero d’Abruzzo e produttore del Presidio Slow Food della salsiccia di fegato aquilana
David Orlandi, azienda Le Selve di Vallolmo, allevatore di suino Grigio del Casentino e referente dei produttori del Presidio Slow Food del prosciutto del Casentino
Alberto Bonardi, azienda agricola Le Solaie
Elso Bellandi, produttore di Prosciutto Bazzone della Garfagnana e della Valle del Serchio, Presidio Slow Food
Roberto Salvaneschi, coadiuvanti azienda agricola Cascina Gasparda
Stefano Minetti, azienda vitivinicola Leffrei
Riccardo Armini, referente Slow Food del Presidio dell’agnello Pomarancino
Matteo Zavoli, referente dei produttori del Presidio della razza suina Mora Romagnola
Angela Saba, allevatrice, produttrice e referente dei produttori del Presidio Slow Food del pecorino a latte crudo della Maremma
Angela Ciliberti, responsabile regionale dei Presìdi della Basilicata
Alessio Bocconi, referente Slow Food del Presidio del testarolo artigianale pontremolese
Daniela Saglietti, allevatrice e produttrice del Presidio Slow Food del Roccaverano
Calogero Maltese, azienda agricola di Maltese Amedeo e Calogero
Marisa Cipriani, referente dei produttori del Presidio del carciofo di Montelupone
Alberto Lonardi, produttore del Presidio Slow Food della Stortina Veronese
Fabio Bertolucci, Presidio Slow Food della Marocca di Casola
Edoardo Batassa, allevatore e produttore del Presidio Slow Food del pecorino dei Monti Sibillini
Sergio Capaldo, presidente del Consorzio La Granda, Presidio Slow Food della razza Piemontese
Arduino Chierchia, Circolo UCI Barano d’Ischia, presidente
Antonio Astorino, UCI Zonale di Corigliano-Rossano, presidente
Gianni Guido Bellini, UCI Provinciale di Parma, presidente
Arduino Chierchia, Circolo UCI Barano d’Ischia, presidente
Saverio Molisse, UCI Campania, Responsabile ICT
Giuseppe Caroli, allevatore del Presidio del suino Nero Pugliese
Marco Rastelli, azienda agricola
Elisabeth Paul, allevatrice e produttrice di Valli Unite, Presidio Slow Food del salame delle Valli tortonesi
Brunella Pulidori, azienda agricola
Società agricola Vuerich
Emiliano Berto
Francesco Ercoli, Progetazzione di sistemi agricoli rigenerativi
Enrico Amico, Amicobio, allevatore di suini di razza Casertana
Laura Marotta, La Salsamenteria di Vercelli
Giovanni Molina, Distretto Neorurale delle Tre Acque di Milano
Alessandro Balducci, ICAM Carni
Andrea Cabiddu, allevatore
Moreno Gabrielli, Alleanza Slow Food dei cuochi
Gabriella Cinelli, Associazione Slow Food Tivoli e Valle Dell’Aniene, Vicepresidente, cuoca dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Valerio Elefante, Ristorante Nonna Vera, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Francesca Litta, Slow Food Ciociaria e Territori del Cesanese Aps, Presidente
Tiziana Tacchi, Il Grillo è buon cantore, cuoca dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Michael Baccani, Ristorante Bruna Bistrot, Alleanza Slow Food dei Cuochi
Matteo Cambuli, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Raffaele Murani, Terra Arsa, Alleanza Slow Food dei Cuochi
Giulia Porta, Ristorante La Nicchia, Alleanza Slow Food dei Cuochi
Michele Croccia, La pietra azzurra, Alleanza Slow Food dei Cuochi
Davide Moioli, La Cantina Sociale, Alleanza Slow Food dei Cuochi e Montefeltro Food & Drinks
Marie Juliette Facciuolo, La Campagna del Re Nilio, cuoca dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Roberto Casamenti, Osteria la Campanara, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Alvaro Chiappini, Ristorante Il Cappello di paglia, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Lorenzo Leggero, Hotel Ristorante Celestino, Alleanza Slow Food dei Cuochi
Moreno Cattapan, Osteria Pironetomosca, Alleanza Slow Food dei Cuochi
Claudio Giovanni Zani, Qbio, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Giorgio Orizio, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Bruno Camera, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Anna Maria Della Valle, Osteria Due Cuori, cuoca dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Giovanni Bondi, Locanda dell’Olmo, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Daniele Citeroni Maurizi, Osteria Ophis, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei cuochi
Davide Ambrosini, Linearetta, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Gianmarco Annulli, Madia del Grillo, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi
Alberto Degli’Innocenti, Osteria Tirabusciò, Alleanza Slow Food dei Cuochi
Emanuela Rovelli, Osteria dell’Angelo, Alleanza Slow Food dei Cuochi
Lorenzo Econimo, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e Slow Food Terre Acque Bresciane
Adriana Sirone, Ristorante Casa & Putìa, Alleanza Slow Food dei Cuochi
Simone Massi, Ristorante Vecchia Osteria, Alleanza Slow Food dei cuochi
Gennaro Coppeta, Pizzeria Resilienza, Alleanza Slow Food dei Cuochi
Eliana Vigneti, Ristorante Spirito Divino, Alleanza Slow Food dei cuochi
Francesca Gerbasio, La Pietra Azzurra, Alleanza Slow Food dei cuochi
Luigi Labbro Francia, cuoco Ex Officine Penne, Alleanza Slow Food dei cuochi
Claudio Api, Ristorante Arnia del Cuciniere, Alleanza Slow Food dei cuochi
Luigi De Vita, Slow Food Manfredonia, chef
Liana Filippi, allevatrice de Le Ginestre, Presidio Slow Food dei Prati Stabili e Pascoli
Enrico Giacchetti, Alleanza Slow Food dei cuochi
Lorenzo Zappi, Alleanza Slow Food dei cuochi
Daniele Toaldo, Trattoria La Stella
Alice Brunelli, Villa San Michele
Claudio Moratti, M.G.M. sas, ristorazione
Andrea Zamponi, P.A.M. snc, ristorazione
Andrea Bianco, CIGIERRE; Compagnia Generale Ristorazione SpA
Anna Barberini, La Forcola
Paolo Passerini, Ristorante Dal Passero
Sergio Gaggioli, Arteteca
Laura Tamburelli, Ristorante Da Nada
Rito Marotta, cuoco
Daniele Cuocci, Siamo gusto, rivenditore
Alessandro Cecchini, Mi.cibo, selezionatore
Luca Papalini, Enoteca Castiglionese
Diego Festa, Misafumera, Trekking nelle meravigliose terre del sud Italia
Giorgio Lambertucci, Slow Food
Gian Marco Mazzanti, Slow Food Toscana, vicepresidente
Marianna Ramada, Slow Food
Domenico Panichi, Slow Food Catria e Nerone
Massimo Monaldi, Slow Food Catria e Nerone
Giovanni Varalda, Slow Food Vercelli, Responsabile biodiversità
Rosanna Raimond, Slow Food Vallo di Diano e Tanagro, Presidente
Luciano Petrizzo, Slow Food Vallo di Diano e Tanagro
Massimo Silla, Slow Food Monti Sibillini
Lamberto Tosi, presidente Slow Food Terre Medicee Apuane
Chiara Gatti, Slow Food Monti Sibillini
Alessandro Chegai, Slow Food Catria e Nerone, Presidente
Domenico Castria, Slow Food Taranto, Fiduciario
Claudio Rambelli, Slow Food Lombardia, Presidente
Gino Molaro, Slow Food Monteregio
Lucio Luchetta, Slow Food Catria e Nerone
Stefano Fulli, Slow Food Catria e Nerone
Maria Enrichetta Pompili, Slow Food Catria e Nerone
Riccardo Milan, Slow Food Verbano e Cusio
Mirella Gentili, Slow Food Valle Ossola, presidente
Piero Pagani, Slow Food Valle Ossola
Paolo Foglia, Slow Food Valle Ossola
Rosanna Leo Falda, Slow Food Valle Ossola
Luca Benicchi, Slow Food Oltrepò
Alessandro Bosticco, Slow Food Firenze
Antonio Moglia, presidente Slow Food Como
Lia Cortesi, responsabile Presìdi Slow Food Emilia Romagna
Rossella Bucci, Slow Food Luniapua
Stefano Legnani, Slow Food Luniapua
Roberto Carrara, Slow Food Bergamo
Alessandro Giumelli, Slow Food Luniapua
Claudio Bossini, presidente Slow Food Isola del Giglio e Giannutri
Enrico Tacchi, Slow Food Catria e Nerone e referente Slow Food del Presidio della fava di Fratte Rosa
Mariella Crucitti, Slow Food Reggio Calabria Area Grecanica
Marcello Tebaldi, Slow Food Vignola e Valle del Panaro
Maria Finocchi, Slow Food Siena
Caterina Fidanza, Slow Food Potenza
Luisa Peris, Slow Food Prato, presidente
Marco Bertocchi, Slow Food Luniapua
Carlo Cortese, Slow Food Milano
Isa Botta, Slow Food Como
Claudio Seghi, presidente Slow Food Monteregio
Micaela Ercolani, Slow Food Monteregio
Rolando Saccucci, presidente Slow Food Provincia di Varese e Valle Olona
Enrico Roccato, Slow Food Empolese Valdelsa
Benedetto Squicciarini, Presidente Slow Food San Miniato
Luigi Lingelli, Slow Food Lazio
Luca Celli, Slow Food Marche
Roberto Muzi, Slow Food Roma
Luca Lazzari, Slow Food Frascati e Terre Tuscolane
Pio Di Giorgio, Slow Food Gargano
Franco Ranzani, Slow Food Vigevano e Lomellina
Giuseppe Caramia, Mercato della Terra di Martina Franca e Crispiano
Mauro Zanarini, Circolo Aurora e Slow Food Ravenna
Lorenzo Zappi, Slow Food Ancona e Conero
Lara Malavolti, presidente di Slow Food Emilia Romagna
Arianna Marchegiani, docente e referente educazione Slow Food Marche
Luisella Meozzi
Luciano Bertocchi, azienda agricola
Carlotta Burani
Mattia Mantel
Paolo Kliner
Valeria Franceschini
Chiara Migliorini
Chiara Conti, biologo
Chiara Gasperini
Donatella Bontempi
Maria Cristina Pellizzari
Davide Sampaolo, 2be(es)
Alessandra Pisanu
Gianni Spigarelli
Clara Cavellini
Matteo Villa
Stefano Centa
Graziano Alesso
Roberto Ballabio, Cooperativa San Vincenzo
Emiliano Berto
Nicola Coriglione
Luigi De Giusti
Renato Safina
Francesco Ricciotti
Michele Fortuna
Annamaria Bernardini
Camilo Duque
Antonella Caroli
Carlo Pasquali
Antonio Giannetta, agricoltore
Carlotta Nobile
Luca Lai
Gloria Venturini
Enrico Rigo, Studio Legale Associato Rigo
Lorenzo Boerio
Andrea Romano, norcino tradizionale amatoriale
Edoardo Rossi
Matteo Grilli
Francesco Bruni, Itria Conigli
Alberto Alfredo Pagliano
Livio Ernesto Tregattini
Anna De Mauro
Laura Oppliger
Fabio Rosso
Paolo Stanzani
Paolo Volpi
Giorgia Deggiovanni
