La collaborazione tra Slow Food Liguria e la Regione tramite la sua Agenzia per la promozione Turistica, ci ha consentito di partecipare a Terra Madre e di farci conoscere come associazione viva, presente e attiva sull’intero territorio regionale.
Tutte le condotte liguri, da La Spezia alla Val Nervia, hanno infatti contribuito a realizzare il programma degli incontri e delle degustazioni.
Non temiamo di essere smentite se affermiamo che gli apprezzamenti per lo spazio Liguria sono stati tanti sia da parte dei visitatori che hanno partecipato agli eventi giornalieri in programma, sia da parte delle piccole aziende liguri presenti con il loro stand, sia da parte di coloro che costituiscono le nostre reti ( Condotte, Presidi, Alleanza dei Cuochi )
Non c’è stato giorno infatti che non si sia raccontato di una Liguria altra, fatta non solo di spiagge, pesto&focaccia e Festival della canzone, ma di pescatori, allevatori, realtà artigianali quasi sconosciute ma estremamente significative perché espressione perfetta, anche culturale, della biodiversità della nostra regione
Insomma….. la Liguria secondo Slow Food,…… il cibo ligure buono pulito e giusto
Tutti i posti disponibili di molti degli incontri in programma non a caso già da mercoledì risultavano prenotati.
Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a questo importante risultato con la loro passione e la loro dedizione: vorremmo citarli ad uno ad uno ma sono davvero tanti.
Un grazie di cuore va però doverosamente fatto alla instancabile e onnipresente dott. Fiammetta Ardinghi dell’Agenzia per la Promozione Turistica InLiguria e alle sue giovanissime assistenti , Alessandra e Caterina.
Le narrazioni delle esperienze proposte dalle condotte e delle piccole aziende presenti con il loro stand nello spazio dedicato al commercio, sono iniziate puntualmente giovedì e si sono susseguite come da programma, senza alcuna defezione, fino a sabato sera.
L’animazione dello stand ha avuto inizio con la presentazione del levante savonese e dell’azienda Calcagno di Celle Ligure, che coltiva basilico genovese dal 1983 e che da qualche anno propone anche il suo pesto.
A seguire , la condotta di Genova ha proposto un evento di altissimo livello sia per i contenuti sia per i piatti straordinari con cui il racconto di Lorenzo Dasso chef della trattoria Raieü di Cavi Lavagna sul mare e i cambiamenti climatici, si è tradotto in raffinata cucina con la proposta in degustazione di cefalo Bosega servito con yogurt di latte di mucca Cabannina e gocce di limone naturale, peperone di Carmagnola al forno farcito con acciughe salate,”Ciuppin” di Pesce.
E il pomeriggio è proseguito sempre parlando di mare e di cambiamenti climatici, con la testimonianza di Nadia Magioncalda, Comunità dei Mitilicultori e condotta di La Spezia , che offrendo in degustazione i muscoli spezzini (in abbinamento con i vini “eroici” delle Cinque Terre) ci ha raccontato di come l’innalzamento della temperatura del mare ne abbia reso quasi proibitiva la coltivazione
Venerdì mattina l’aperitivo offerto dal Liquorificio Fabbrizii in Val D’Aveto ha permesso di raccontare una delle valli alle spalle di Genova e attraverso la voce di Fabrizio di far conoscere la storia di rinascita di un’azienda di eccellenza. 
Subito dopo la condotta Alta Val Bormida è stata protagonista con il racconto del fiduciario Alex Fabiano e del fondatore Gian Pietro Meinero di questo territorio alle spalle di Savona e dei progetti SF di recupero e valorizzazione della biodiversità centrati su la Zucca di Rocchetta, l’aglio orsino , il gelso nero e ovviamente sul Moco, neo presidio Slow Food che è stato fatto degustare sotto forma di vellutata, esaltata da un filo di olio EVO franto solo tre giorni prima dell’azienda Damiano di Chiusavecchia (IM).
Nel primo pomeriggio la Vacca Cabannina , Presidio SF, e i suoi allevatori sono stati i soggetti di un racconto bellissimo su questo “caso” ligure di biodiversità animale pochissimo conosciuto e la cui versatilità come razza vaccina è stata fatta conoscere attraverso l’assaggio sia della sua carne che di formaggi di varia stagionatura e tipo di pascolo ,prodotti con il suo latte. Questo momento nello spazio Liguria è stato inoltre l’occasione per la sottoscrizione da parte degli allevatori del nuovo disciplinare che fa della razza Vacca Cabannina il primo presidio ligure di portata regionale.
Gli appuntamenti pomeridiani sono quindi proseguiti prima con la presentazione del Parco Storico Villa Duchessa di Galliera, una realtà straordinaria e pochissimo conosciuta presente a Genova Voltri, estesa per 32 ettari , 18 chilometri di viali, ove sono presenti magnifici edifici storici ma soprattutto una azienda agricola produttiva con orto storico, vigneto didattico e un esteso oliveto ove sono presenti olivi centenari entrati quest’anno nel Presidio Nazionale degli Olivi Secolari .
Subito dopo, rimanendo in area genovese ma passando a Né in Val Graveglia, gli eventi sono proseguiti con il racconto di Andrea, mastro birraio del Birrificio Santa Rita, esempio di rilancio e rinnovamento dello storico stabilimento dell’acqua minerale Fonte Santa Rita.
A seguire, in abbinamento proprio alla Birra Santa Rita , sono state proposte in degustazione le ostriche verdi di La Spezia, le cui caratteristiche e la cui importanza per la mitilicoltura spezzina sono state illustrate sempre da Nadia Magioncalda nella sua veste anche di Presidente della Cooperativa Mitilicotori di La Spezia.
Nel mentre nello Stand Educazione si presentava l’esperienza e i progetti del fiorente e produttivo ’Orto Sociale “Tutti Giu per Terra” di Quiliano-Savona , curato e condotto dall’Ass.ne Autistici Savona con il patrocinio di SlowFoodSavona 
Sabato la giornata è iniziata all’ora di pranzo, con protagoniste le Alpi Liguri e la Strada della Cucina Bianca raccontate dai rappresentanti dell’omonima associazione transfrontaliera e dai portavoce delle Pro Loco di Montegrosso Pian Latte e di Mendatica arrivate in forze e alle cui volontarie si deve la presentazione e degustazione delle raviore di Montegrosso Pian Latte e degli “strappa e caccia là”, “tirati e cucinati sul momento.
Dalle Terre Alte della provincia di Imperia, si è quindi passati ad una Alassio poco nota, con il racconto dei “tonnarotti” e della “Ventre”di Moglio, prodotto dell’Arca del Gusto e Deco alassina, narrata, cucinata secondo una speciale ricetta e offerta in assaggio,.dai volontari della Società Fratellanza-Moglio 1885 APS
Gli eventi pomeridiani sono iniziati con la presentazione del Presidio Nazionale Olivi Secolari e con il racconto di Cristina Armato titolare dell’azienda Olio Armato di Alassio che del presidio fa parte e con quello dell’azienda Olio Salvo di Lucinasco che nel presidio spera in futuro di riuscire ad entrare grazie al suo oliveto ottocentesco e che attraverso la voce di un membro della famiglia Salvo ha anche illustrato gli studi e progetti sulla cultivar taggiasca che sta portando avanti con gli altri olivicoltori del Comitato Salvataggiasca. 
Il pomeriggio è proseguito rimanendo a ponente. Prima con il Laboratorio Artigianale La Colombiera di Pietrabruna (IM) la cui titolare, la simpaticissima Barbara , ha spiegato e fatto vedere, passo, passo come si prepara la torta Stroscia, il dolce tipico dell’entroterra di San Lorenzo il cui principale ingrediente è l’olio extravergine di oliva. Subito dopo, si è passati ad Albenga e Ceriale con Mauro Sandri che ha parlato dell’orticoltura della “piana” e raccontato le sue scelte di imprenditore prima agricolo e oggi, con l’azienda Albenga in tavola… Gourmet artigianale centrata sull’offerta di proposte gastronomiche che valorizzano le antiche ricette liguri e non solo come lappunto ’hummus offerto in degustazione.
La giornata si chiusa tornando nuovamente nel genovese e riproponendo il Nuovo Liquorificio Fabbrizii questa volta però con il racconto e l’assaggio, dell’antico Amaro Fabbrizii.
Anche domenica gli incontri hanno avuto inizio per pranzo, con la provincia di La Spezia, nuovamente protagonista, con i cuochi dell’Alleanza Simone Giampaoli, chef del ristorante Fuori rotta di Riomaggiore (SP) che ha proposto uno street food di presidio (focaccina con filacci di Cabannina, riduzione di sciacchetra e cavolo cappuccio) quale voluta provocazione per un territorio come le 5 Terre ormai snaturato e lontano da questo tipo di approccio al cibo, e Andrea Besana, chef del ristorante Andree di La Spezia che invece ha fatto provare un altro modo di gustare l’ostrica verde spezzina (con verdure e alga salicornia).
Nel pomeriggio è stata ripresentata la torta Stroscia con protagonista Barbara del Laboratorio Artigianale la Colombiera con ne ha raccontato la storia e mostrato come si prepara.
Si è quindi proseguito con l’apicoltore Fabrizio Zagni che ha presentato con dovizia di informazioni l’Ape nera del Ponente Ligure, presidio Slow Food, e ha fatto conoscere al pubblico i progetti di didattica e di inclusione di soggetti disabili dell’azienda Le Api di Airole di Airole (IM) che che sono nati a lato di quello del Presidio.
L’appuntamento successivo ha avuto come protagonista a bar-tender Ottavia Castellaro che ha divertito ed interessato il pubblico, coinvolgendolo in prima persona nella preparazione dei suoi specialissimi cocktail “local” a base di liquori ed amari liguri, salvia e basilico e aromatiche varie della piana di Albenga, confetture di arancio pernambucco di Finale e ciliegia di Castelbianco. E’ stata l’occasione per parlare anche di Albenga, città di arte e cultura e del suo importante centro storico, diventato oggi anche frequentatissimo luogo di “movida”.
La giornata si è quindi conclusa con il Pastificio Artigianale Fiorini di Varazze, presentato da Vincenzo Ricotta della Condotta di Savona che con il racconto della tradizione dei pastifici savonesi ha fatto conoscere una aspetto dello storia cittadina inedito e fatto scoprire un’eccellenza alimentare del territorio attraverso la degustazione di due formati di pasta lunga conditi esclusivamente con olio EVO. 
Lunedi invece è stato presentato nella mattina il progetto della Rete dei castanicoltori e poi per tutto il giorno lo spazio è rimasto a disposizione dei visitatori per dare informazioni sia sul territorio sia su prodotti e sulle preparazioni presentate nei giorni precedenti.
Saluti Slow e arrivederci a Slow Fish nel 2025
Maria Cristina Cavallo, Sandra Ansaldo, Daniela Di Forti, Monica Maroglio, Grazia Solazzi
Consiglio Direttivo di Slow Food Liguria
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arrivederci a presto e a Slow Fish nel 2025!
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