Donne per il cambiamento

Argentina, le attiviste che hanno sfidato Monsanto

Insieme ad altre compagne ha sfidato il colosso americano dell'industria agro-alimentare Monsanto e ha vinto il Goldman Environmental Prize 2012. La vincitrice di uno dei principali riconoscimenti mondiali per l'impegno ambientale è Sofia Gatica, una donna argentina che ha intrapreso la battaglia per scoprire la causa della morte di sua figlia.

di Alessandra Profilio - 19 Aprile 2012

sofia gatica
Sofia Gatica è una donna argentina che ha intrapreso la sua battaglia per scoprire la causa della morte della sua piccola

Ha sfidato il colosso americano dell'industria agro-alimentare Monsanto e ha vinto il Goldman Environmental Prize 2012. La vincitrice di uno dei principali riconoscimenti mondiali per l'impegno ambientale è Sofia Gatica, una donna argentina che ha intrapreso la sua battaglia per scoprire la causa della morte della sua piccola.


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Tredici anni fa, Sofía Gatica ha dato alla luce una figlia, morta poi a soli tre giorni dalla nascita. Determinata ad indagare sulle cause del decesso della piccola, la donna ha iniziato a parlare con i suoi vicini di Ituzaingó, un quartiere circondato da campi di soia, e si è così resa conto di inspiegabili problemi di salute che affliggevano la sua comunità.

Gatica, con un gruppo composto da 16 madri, ha così scoperto le gravi conseguenze che l'irrorazione di pesticidi stava avendo sulle famiglie della zona. I residenti, infatti, riportavano tassi di cancro 41 volte superiori alla media nazionale, così come elevati sono risultati i tassi di malattie neurologiche e respiratorie, malformazioni dei neonati e mortalità infantile.

Sofia e le sedici donne, riunitesi nell'associazione Mothers of Ituzaingo, focalizzarono quindi la loro indagine sull'erbicida Roundup, contentente glifosato. Sebbene la Monsanto sostenga che tale sostanza non comporti alcun rischio per gli esseri umani, nel 2008 uno studio scientifico ha rilevato che anche a basse concentrazioni, il glifosato è in grado di provocare la morte delle cellule embrionali e placentari.

Per la coltivazione della soia argentina è stato impiegato, oltre al Roundup, il potente pesticida endosulfano, ora bandito in 80 Paesi poiché altamente tossico e considerato una minaccia per la salute dell'uomo e per l'ambiente.

Le madri di Ituzaingo hanno dunque lanciato la campagna Stop Spraying per chiedere la messa al bando dei pesticidi. Le donne hanno organizzato incontri e conferenze per avvertire il pubblico sui pericoli dei pesticidi. Gatica ha contattato anche istituti di ricerca per chiedere di condurre studi scientifici per confermare ciò che lei aveva riscontrato a Ituzaingó.

Con pochissime risorse Gatica e altre madri si sono impegnate per accertare le responsabilità di Monsanto, DuPont e altre aziende agrochimiche mondiali che operano in Argentina. Le donne hanno anche subito insulti e minacce provenienti da individui, ufficiali di polizia e titolari di aziende locali in Ituzaingó. Nel 2007, un individuo è entrato nella casa Gatica chiedendo, con una pistola puntata contro la donna, di rinunciare alla campagna.

Nonostante tutto questo, l'impegno di Mothers of Ituzaingo ha avuto effetti clamorosi. Nel 2008, il presidente dell'Argentina ha ordinato al ministro della Salute di valutare l'impatto dell'uso di pesticidi in Ituzaingó. Uno studio condotto dal Dipartimento di Medicina all'Università di Buenos Aires ha confermato i risultati della ricerca porta a porta delle madri che collegava i problemi di salute della popolazione all'esposizione ai pesticidi.

Gatica in seguito è riuscita ad ottenere un'ordinanza comunale che vietava l'irrorazione aerea di pesticidi a Ituzaingó a distanze inferiori a 2.500 metri dalle abitazioni. Nel 2010 la Corte Suprema, oltre ad aver vietato l'irrorazione dei pesticidi in prossimità di aree popolate, ha anche stabilito che spettava al governo e ai produttori di soia di dimostrare la sicurezza delle sostanze chimiche impiegate.

La campagna delle madri argentine prosegue tuttora e mira a bandire del tutto l'uso del glifosato in Argentina.

“Quello che è successo a noi – ha spiegato Sofia Gatica - avviene in altri posti. Non è solo una lotta per il nostro quartiere, ma anche per tutti gli altri luoghi, perché in altri luoghi ci sono altre persone che si trovano in condizioni anche peggiori delle nostre. Hanno bisogno del nostro aiuto e noi dobbiamo aiutarle a capire i loro diritti. Abbiamo il diritto alla salute e all'aria pulita, e il diritto che il governo rispetti il ruolo che è stato dato. Abbiamo votato per loro, e siamo noi che paghiamo i loro stipendi”.

“Quando si vive in un quartiere bisogna difenderlo. Dovete difendere la vostra famiglia, combattere con il governo, lottare con i vicini, lottare contro le multinazionali. È difficile, ma dovete farlo per la salute e la vita dei vostri figli”.

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15 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
23 Dicembre 2013 21:22, rino vaccaro ha scritto:
cari amici gradirei sapere se l'uso massiccio di rogor nei ns uliveti è dannoso e LASCIA RESIDUI rino vaccaro www.ambienteepolitica.it
23 Dicembre 2013 09:42, Giovanni ha scritto:
La lotta all'ingiustizia, al cancro, alla corruzione si fa con l'informazione - BRAVI - e da consumatori: COMPRATE SOLO PRODOTTI BIOLOGICI, CARNE O VEGETALI che sia!
21 Dicembre 2013 11:54, Gianni ha scritto:
I governi dovrebbero mettere al primo posto la salute dei cittadini.Questi potentati non capiscono( o fanno finta) che lo stesso male da loro prodotto puo' ritorcersi contro loro stessi e i parenti piu' prossimi? e se non lo pensano allora significa che loro hanno la sicurezza che non gli accada nulla, quindi come se ci fosse un disegno dietro, distruzione di massa?? Io non so piu' cosa pensare,vivo in una citta' come Taranto, ormai piena di veleni e la gente si ammala in maniera vertiginosa..nessuno fa nulla..ne tantomeno il governo, tutti impauriti delle conseguenze di una ribellione.Ho una rabbia dentro..ma cosa potrei fare solo? Perche' questa gente e' cosi' rinunciataria? Come stanno influenzando le masse? complici i governi?..mille altre domande mi pongo..ma sono una persona semplicissima, per giunta con un lavoro precario ed una situazione familiare precaria..chi ti ascolterebbe?Ho voglia solo di lottare a costo della mia stessa vita per il bene della mia unica figlia..se solo le accadesse qualcosa come la sig,ra Sofia io andrei avanti avanti fino all'inverosimile.Un saluto a tutti.
19 Dicembre 2013 13:46, belinda ha scritto:
Còrdoba bellissima e sfortunata. Fermiamo Santa Monsando !
19 Dicembre 2013 03:01, Alessandro ha scritto:
A Gianluigi: Se ti riferisci alla petizione di Avaaz, c'è un errore di traduzione nel testo italiano. Lo stabilimento Monsanto avrebbe sede non nelle isole Malvine (che sono tuttora parte del Regno Unito) ma di Malvinas Argentinas, una cittadina nella provincia di Córdoba. Il senso dell'appello comunque resta!
19 Dicembre 2013 01:47, Andrea ha scritto:
Isole Malvine (Falkland) o Malvinas Argentinas ?
19 Dicembre 2013 00:56, Paolo ha scritto:
@Gianluigi Anche a me era sorto il dubbio, ma non si tratta delle isole Malvinas (UK) bensì di Malvinas Argentinas (14 chilometri da Córdoba) http://lavaca.org/notas/policia-infanteria-y-monsanto-contra-los-vecinos-de-malvinas-argentinas/
19 Dicembre 2013 00:36, PABLO ALBERTO BOGGIO-MARZET ha scritto:
RIGUARDO GIAN LUIGI: LE ISOLE MALVINE NON SONO TANTO PICCOLE. CIRCA LA META DELL'ARCIPIELAGO SICILIANO -MALTA INCLUSA- E DELLA SARDEGNA.UN TERZO IN PIU GRANDI DELLA CORSICA.USURPATE DAL REGNO UNITO NEL 1833 ALL'ARGENTINA, LA QUALE HA OTTENUTO SIN DAL 1965 IN SEDE NAZIONI UNITE LA FINE DELLA SITUAZIONE COLONIALE, SENZA ESITO SINO AD OGGI.LA CONVENZIONE DI DIRITTO DEL MARE DEL 1982 (MONTEGO BAY), RICONOSCE CHE SI TROVANO NEL MARE ARGENTINO, OSSIA CHE APPARTENGONO ALLO STATO RIVIERASCO.LA POPOLAZIONE -TRAPIANTATA DOPO IL 1833-E COMPOSTA IN MAGGIORANZA DA ALLEVATORI DI PECORE. IL RESTO E BUROCRAZIA UK ED UN CORPO DI OCCUPAZIONE NON RESIDENTE( I MILITARI SONO PIU NUMEROSI DEGLI ABITANTI...CASO UNICO AL MONDO!!!)COSA HA DA FARE LI MONSANTO? NULLA DI BUONO,DI SICURO. AUGURI.
18 Dicembre 2013 22:40, Marcello ha scritto:
Condivido i dubbi di Gianluigi, c'è qualcosa che non quadra. Si possono avere maggiori dettagli? Tutto ciò premesso fermare la Monsanto è un dovere civile.
18 Dicembre 2013 18:49, Gianluigi ha scritto:
Ma le isole Malvine sono un piccolo arcipelago in una zona fredda e impervia dell'oceano Atlantico meridionale, di fronte alla Patagonia. Sono abitate da un paio di migliaia di residenti che allevano pecore. Inoltre, sono inglesi e il governo argentino non vi ha alcuna competenza. Mi sembra strano che Monsanto abbia impiantato - o voglia impiantare - proprio lì un suo stabilimento. Certo, bisognerebbe fare un'azione globale, non solo per l'Argentina, per fermare la Monsanto e altre multinazionali come quella che stanno distruggendo il nostro pianeta!
5 Febbraio 2013 07:03, betty ha scritto:
brava tenacia e determinazione ci portano lontano!
19 Aprile 2012 20:11, Dantes ha scritto:
grande Argentina
per lo meno loro sono riusciti a ridurre l'uso nei centri abitati di questi veleni...
invece l'europa sta facendo leggi che permettano l'uso intensivo di questi pesticidi
19 Aprile 2012 18:05, stefano campari ha scritto:
sono questi esempi che danno la forza ai dubbiosi ,ai rassegnati, agli ignoranti...Mamma grandissima,cittadina eccezionale!!!
19 Aprile 2012 17:11, freeskipper ha scritto:
FAI SENTIRE ANCHE TU LA TUA VOCE!
VIENI ANCHE TU A DIRE LA TUA SU "http://freeskipper.blogspot.com"!
19 Aprile 2012 15:30, carlo carlucci ha scritto:
Bravissima e meravigliosa madre coraggio!Quanti milioni di morti giustificati dal 'tanto non fa niente' avallato magari da 'scienziati' disposti al solito ad affermare il tutto e il contrario di tutto.
 
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