Il decalogo Slow Food per salvare la biodiversità #7: viaggare con Slow Food Travel

Che cosa vuol dire viaggiare? Ci piace muoverci spinti dalla curiosità e dal piacere ludico della scoperta, dal desiderio di godere della bellezza di natura e cultura, ci piace andare alla ricerca di spazi e tempi nuovi eppure quotidiani.

Questa è la nostra idea di viaggio: lento, intenso eppure leggero, guidato dalla volontà di conoscere per davvero la comunità ospitante. Magari lasciando qualcosa di noi in cambio del benessere che ci portiamo a casa. 

Con questa idea in testa è nato Slow Food Travel la nostra proposta di itinerari turistici tutti da assaporare. Certo, non aspettatevi le città raggiungibili con batter di low cost, qui parliamo di comunità, quelle vere o che si stanno riunendo intorno a una antica varietà vegetale, la tutela di una razza animale, la voglia di far vivere tradizioni in alcuni casi millenarie. Ma non per vivere il C’era una volta, proprio per scoprire quanto possa essere contemporanea la nuova ruralità.

E infatti sono le località rurali, i piccoli borghi e le esperienze pensate per conoscere il nostro patrimonio gastronomico, culturale e sociale a essere protagonista degli itinerari di Slow Food Travel.

Un modello di viaggio fatto di incontri e scambi con agricoltori, pastori, pescatori, artigiani, ristoratori e albergatori, per conoscere attraverso esperienze turistiche di alta intensità il patrimonio gastronomico, culturale e sociale di un territorio.

Viaggiare con Slow Food Paesaggio della Val di Funess nuova destinazione
Paesaggio della Val di Funess, nuova destinazione Slow Food Travel

Da una tappa all’altra si incontrano i produttori dei Presìdi Slow Food locali, si possono assaggiare antiche varietà censite nel catalogo dell’Arca del Gusto, e soprattutto si possono conoscere i volti e le mani di chi ci regala quel cibo buono, pulito e giusto che vorremmo fosse accessibile a tutte e tutti. 

L’invito è visitare luoghi insoliti, oppure guardare sotto una nuova luce mete note. L’ospitalità è spesso offerta dagli stessi produttori o dagli osti che mettono a disposizione la loro esperienza per insegnare ricette tradizionali o mostrare particolari tecniche per realizzare prodotti unici come pane, paste fresche, formaggi. E a proposito di cibo, non mancano le indicazioni sui piatti tipici della zona e i consigli su dove poterli assaggiare.

Attraverso nuove forme di turismo, luoghi e comunità possono conservare e valorizzare la propria biodiversità, la propria identità, rafforzare le proprie economie e trasformandosi in destinazioni enogastronomiche di qualità. Un modo per evitare lo svuotamento da turismo mordi e fuggi, della massa che consuma, e rivolgersi invece a un viaggiatore rispettoso e davvero curioso. 

Dodici itinerari sono già all’attivo in Italia, Svizzera, Austria e Azerbaigian, ma grazie al tuo contributo possiamo crearne molti altri e preservare così la biodiversità culturale e gastronomica delle comunità.

Destina il 5×1000 a Slow Food Italia Aps (CF 91008360041) e regalerai a nuovi spazi, persone e produttori il piacere di essere scoperti.