La pera signora della valle del Sinni: piccolo dolce gioiello lucano quasi estinto

Una coltura secolare che rischiava l’estinzione, una pera piccola e dolcissima la cui coltivazione esiste ancora grazie alla collaborazione fra un giovane agronomo e la saggezza degli anziani del paese.

Stiamo parlando della pera signora, che cresce in Basilicata a ridosso del parco del Pollino, nei comuni di Nova Siri, Rotondella, Valsinni, San Giorgio, Tursi e Colobraro.

Proprio a Valsinni abbiamo incontrato Domenico Mele, uno dei protagonisti della rinascita di questa varietà.

Il documentario è stato realizzato da Slow Food grazie al lavoro di ricerca e raccolta di testimonianze per il Geoportale della Cultura Alimentare (GeCA), progetto promosso dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (Icpi) e finanziato dal PON (Programma Operativo Nazionale) Cultura e Sviluppo.

 varietà di pera lucana

Storia, caduta e rinascita della pera signora

Domenico Mele giovane agronomo e titolare dell’azienda Masseria del Maresciallo, ci racconta la storia di questa piccola pera che lui stesso ha riscoperto confrontandosi con i produttori più anziani di Valsinni: «Le tracce della coltivazione della pera signora risalgono al 1700, e fino agli anni ’50 del secolo scorso la produzione era consistente, tanto che la pera signora si vendeva fino a Napoli. Deliziosa consumata fresca, se essiccata era la caramella preferita dai bambini durante tutto l’anno. In seguito questa varietà venne dimenticata, fino a che rimasero solo alcune piante secolari selvatiche».

Mele è anche il presidente dell’Associazione G.I.P.A., Giovani Idee e Proposte in Agricoltura. Grazie al lavoro dell’associazione e dell’azienda, si è riusciti a ridare vita all’antica varietà che oggi è Presidio Slow Food ed è stata premiata come best practice agro ecologica dal Parlamento europeo nel 2015.

 


Una pera dolce, piccola e fragile

Domenico ci spiega le sue caratteristiche uniche: «La pera signora è un piccolo frutto, fra i 35 e i 60 grammi di polpa succosa. A maturazione sprigiona il suo profumo fragrante, dolce. Si raccoglie dalla seconda decade di luglio fino a metà agosto, quando l’insolazione fa comparire un colore rosso sul lato dove batte il sole. Impiega dai 15 ai 20 giorni a maturare poi cade dalla pianta. Prima di lavorarla bisogna attendere che il frutto presenti l’imbrunimento interno: proprio in quel momento la pera signora è più dolce e sprigiona il suo sapore di caramello. Le pere di questa varietà sono piccole e fragili quando mature al punto giusto, perciò devono essere raccolte, pulite, detorsolate e depicciolate rigorosamente a mano, per poi essere lavorate in meno di dodici ore».
Alla Masseria del Maresciallo vengono trasformate giusto il necessario: «La pera signora è buonissima appena raccolta dalla pianta, ma poiché deperisce velocemente, tradizionalmente si conserva essiccata. Con la pera signora prepariamo quattro prodotti: la confettura, il succo, la purea 120% e appunto la pera essiccata. Ogni processo impiega due o tre ore: siamo molto accorti nel non manipolarla troppo per mantenerla il più autentica possibile. Il sapore dolce della pera signora la rende perfetta per l’uso in torte, crostate e dessert. Può essere utilizzata anche per fare degli ottimi gelati fatti in casa».

 varietà di pera lucana

Una pera sostenibile che guarda al futuro

L’agronomo imprenditore unisce la passione per la storia del suo territorio all’innovazione tecnica appresa in università, che gli ha permesso di creare un’impresa sostenibile: «Abbiamo impostato l’azienda come una smart green farm: per essiccare abbiamo scelto di essere sostenibili, tramite un essiccatore fotovoltaico che mantiene un costante getto di aria a 50 gradi, lasciandolo semplicemente al sole. Inoltre abbiamo scelto l’agricoltura biologica, che si mantiene tramite economia circolare, recuperando gli scarti per creare il compost che fertilizza il frutteto».

Domenico Mele dal 2014 ricopre il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione S.e.i. sul Sinni. Da quando l’associazione ha dato via al Presidio nell’area dei sei comuni, attraverso diverse iniziative culturali come Terra Madre Day ha riportato il territorio ad avere consapevolezza delle sue unicità.
Nel 2019 con il contributo della regione Basilicata ha realizzato un laboratorio aziendale per valorizzare con tecniche sostenibili e innovative non solo la pera signora ma anche altri prodotti lucani. Attualmente ha avviato la rete di imprese Masserie & Socialità Rurale per coinvolgere altre realtà oltre che per cibo anche per il turismo esperienziale con un progetto di filiera.

La pera signora è tornata a essere così tanto apprezzata dalla comunità della Valle del Sinni che gli alunni dell’istituto comprensivo Isabella Morra le hanno dedicato una poesia:

Mi chiamo pera signora
e di parlare di me non vedo l’ora.
Sono una pera molto colorata
e la mia casa è in Basilicata.
Certo per me la vita è dura
il mio nome in dialetto è pera signura.
Sono molto amata da tutte le persone
ma purtroppo, sai, sono in via di estinzione.
Piantami ad esse e fammi crescere
così facendo aiutami a rinascere,
come ricompensa potrai sempre sapere
qual è il sapore celestiale
della signora delle pere.