Una rakija per amica

Meno di tre mesi al primo viaggio con Slow Food Balcani, che dall’8 al 15 luglio vi porterà da Novi Sad fino alle Porte di Ferro alla scoperta della cultura e della gastronomia della Serbia. Fra le tante storie e prodotti in cui vi condurremo, c’è l’imperdibile visita ai produttori del Presidio Slow Food dell’acquavite di prugne “Crvena Ranka“.

La rakija è l’acquavite, il simbolo per eccellenza della convivialità balcanica, compagna irrinunciabile di feste e celebrazioni. Non c‘è regione, villaggio, casa dei Balcani in cui manchi una bottiglia a dare il benvenuto agli ospiti, rigorosamente autoprodotta o comprata da amici e parenti che ancora la producono in campagna. Non tutte le rakije sono però uguali. Per produrre un’acquavite d’eccellenza occorrono materie prime di qualità e una lunga esperienza. È quanto accade a Gledić, dove la rakija si produce da una particolare varietà di prunus ceresifera che regala all’acquavite delicate sfumature di ciliegie.

Siamo fra le dolci colline della Šumadija, che declinano verso l’imponente valle della Morava. Un paesaggio d’altri tempi, una piccola arcadia dove i ruscelli si rincorrono fra boschi incontaminati, piccoli appezzamenti coltivati, e borgate dove sopravvivono ancora le case tradizionali in legno, paglia e fango.

Motore del Presidio e del territorio è, come spesso accade, una donna: Dragana Veljović. Sorriso gentile e sguardo tenace, è stata la prima a credere nelle potenzialità del turismo rurale in questo piccolo paradiso, dove i giovani troppo spesso scappano risucchiati dalla pianura e dal richiamo delle grandi città. Sempre lei, con il costante supporto del marito Dejan, a capire che la rakija di Gledić era figlia di una varietà di prugne tipica, di un territorio speciale, e di sapienze uniche. Ha creduto e investito in questo prodotto, che oggi viene venduto anche all’estero. E molti produttori localisi sono lasciati ispirare e hanno seguito il passo: oggi Gledić è sinonimo di rakija di qualità.

Gaga, così la chiamano gli amici, conosce l’arte dell’accoglienza e tiene fede alla proverbiale ospitalità balcanica: un pezzo di pane intinto nel sale a dare il benvenuto e composta di prugne per sciogliere la stanchezza ai viandanti.

E poi via di musica con i fiati della Danijela Orkestar – unico ensemble di ottoni in Serbia ad essere guidato da una donna, la giovane trombettista Danijela Veselinović, maiale allo spiedo e le tante eccellenze del territorio, tra cui spicca il kajmak, panna d’affioramento leggermente stagionata che induce dipendenza al primo assaggio.

Neanche il tempo di accorgersene e sarà già ora di ripartire verso il Danubio, nell’Antica fortezza di Smederevo. Non prima di aver alzato gli occhi, a contemplare un cielo stellato d’altri tempi.

Michele Rumiz
m.rumiz@slowfood.it

Il primo Viaggio con Slow Food Balcani nasce dalla collaborazione quinquennale tra Slow Food e ViaggieMiraggi. Per otto giorni, dall’8 al 15 luglio, vi porteremo da Novi Sad fino alle Porte di Ferro alla scoperta della cultura e della gastronomia della Serbia, a bordo del battello utilizzato dal regista Emir Kusturica per il film Underground e dichiarato patrimonio culturale della Serbia. I proventi che Slow Food ricaverà dal viaggio saranno interamente devoluti a sostegno dei suoi progetti in difesa della biodiversità nei Balcani.

 

Per saperne di più, clicca qui:

www.viaggiemiraggi. org

Per conoscere il Presidio Slow Food dell’acquavite di prugne e i progetti della Fondazione Slow Food per la biodiversità clicca qui

 

 

 

 

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